Archive for August, 2009

Cambi all’immigrazione in Australia

La politica immigratoria dell’Australia verrà cambiata a causa di dubbi sulla sua capacità di soddisfare gli interessi a lungo termine della nazione.

Chris Evans, Ministro per l’Immigrazione, ha comunicato al quotidiano The Age che il governo federale ha approvato lo sviluppo di un piano migratorio a medio-lungo termine (5-10 anni). Questo detterebbe il tipo di immigrati dei quali ha bisogno l’Australia, dove dovrebbero andare a vivere e i conseguenti fabbisogni di case, trasporto, acqua ed altre risorse necessarie per mantenere i nuovi arrivati.

Le ultime statistiche rivelano che nel 2008-09 gli immigrati permanenti sono stati 171, 318. Includendo i rifugiati umanitari e i Neozelandesi, 232,598 persone si sono stabilite in modo permanente in Australia nell’ultimo anno, una crescita del 12,8 per cento sul record dell’anno precedente.

A ciò vanno aggiunti però più di 650 mila emigrati temporanei con diritto di lavoro arrivati in Australia nell’ultimo anno (11 per cento in più rispetto all’anno precedente). Questo incremento è dovuto in modo particolare agli studenti stranieri (320 mila) ed ai titolari di visto vacanza-lavoro (154 mila).

Il numero di titolari del visto 457 (visto temporaneo per lavoratori con qualifiche richieste dall’Australia e sponsorizzati da datori di lavoro) è invece sceso fino 101 mila, 9 per cento.

Il numero di emigrati temporanei con diritto di lavoro sta creando un problema nel senso che non necessariamente questi lavoratori hanno le qualifiche e caratteristiche volute dall’Australia per sopperire ai fabbisogni a lungo termine della nazione.

Il senatore Evans ha ribadito che l’immigrazione verrà ancora usata dall’Australia come serbatoio per sopperire alle lacune di manodopera. La futura selezione però verrà fatta rispondendo in modo maggiore alle esigenze dei datori di lavoro piuttosto che rispondere ai desideri degli aspiranti emigranti.

In pratica ciò significa cercare giovani di qualità che sappiano rispondere con specificità alle richieste del mercato del lavoro.

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5 domande e risposte sull’università in Danimarca

Stefano ci ha raccontato di recente della sua esperienza di emigrazione in Danimarca per studiare all’università.

Adesso ha gentilmente risposto a 5 domande poste nella sezione commenti.

1) Con solo una settimana di preparazione, quanto hai preso allo IELTS?

IELTS 7

2) Servono 2 lettere di raccomandazione dai prof. da includere nella domanda di iscrizione alla CBS?

Non servono le lettere di raccomandazione per il Bachelor, per il Master non so ma sul sito della Cbs, nella sezione admissions, si trovano tutte le informazioni utili

3) Per chi vuole imparare il Danese c’è qualche corso? É offerto dalla Università? Quanto si paga?

Ci sono corsi di danese offerti dallo stato per chi è immigrato (gratuiti), ce ne sono altri a pagamento tramite istituti privati; non mi sono ancora informato se l’università ne offre (è un problema che mi porrò di qui ad paio di mesi dopo i primi esami)

4) Quanto dura il tuo corso di studi?

Il corso dura 3 anni (le informazioni relative ai corsi sono disponibili sul sito della Cbs)

5) Quanto viene la retta universitaria? Quanto è l’affitto?

La retta è pari a zero. L’affitto varia da un minimo di 2500 corone, poi si sale a seconda delle tipologie (la media è sui 3500).

Grazie di nuovo Stefano!

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Nove differenze tra Inghilterra e Australia

Mi è stato chiesto di fare un confronto tra l’Inghilterra e l’Australia grazie alla mia esperienza di dieci anni in Inghilterra e di sette anni in Australia.

Tanti magari hanno visitato l’Inghilterra, gli è piaciuta e pensano di visitare l’Australia, con un pensierino all’emigrazione, “tanto sarà simile, solo più bella”.

Di sicuro ci sono similarità dovute alla colonizzazione dell’Australia da parte dell’Impero Britannico ma ci sono anche molte differenze che a volte possono soprendere anche gli Inglesi che emigrano in Australia.

Tante differenze tra Australia e Inghilterra sono valide anche per un confronto tra Australia e Italia, in quanto quest’ultima ha in comune con l’Inghilterra l’essere nazione europea.

England Vs. Australia

Clima

La differenza più ovvia e per mia fortuna in favore dell’Australia. Dal 2002, anno di emigrazione in Australia, non ho avuto esperienza di temperature sotto zero. Non penso proprio che adesso sopravviverei ad un inverno in Inghilterra con il freddo, pioggia e vento.

L’altra faccia della medaglia è il caldo a volte impressionante. Il record a Melbourne è stato stabilito l’anno scorso quando la temperatura è arrivata a 47 gradi ed abbiamo avuto parecchi giorni consecutivi di temperature sopra i 40 gradi.

Cultura

L’Inghilterra ha ovviamente una cultura millenaria ben rispecchiata nelle varie tradizioni. L’Australia invece ha duecento anni di storia ‘occidentale’.

Se avete apprezzato l’Inghilterra per l’arte, gli edifici, il senso della storia, scordatevi di provare gli stessi sentimenti in Australia.

Agli antipodi la storia è recente ed è molto meno permanente.

D’altro canto gli Inglesi che visitano l’Australia spesso mi dicono che l’Australia è “trent’anni indietro”. In effetti l’avanguardia ci mette un pò a percorrere 16 mila chilometri.

Spazi

Gli spazi disponibili in Australia sono sorprendenti per chi fa il confronto con l’Inghilterra. Le città, le case, le strade sono tutte più grandi, enormi. La densità della popolazione è molto minore in Australia e la distanza tra le città australiane impressionante.

Il senso di libertà è stupendo!

Comici

Non proprio l’aspetto più importante ma per uno che apprezzava moltissimo la comicità ed il senso dell’umorismo inglese, i comici australiani non si avvicinano per niente. All’inizio non mi facevano ridere per niente, dopo sette anni mi fanno sorridere, appena.

Cultura alternativa

L’aspetto ‘boheme’ di alcuni segmenti della popolazione inglese è quasi assente qui in Australia. Gli Australiani sono molto più conservatori e meno inclini a stili di vita alternativi. C’è molto più conformismo.

Alcoolici

Gli Australiani bevono alcoolici e tanto ma non tanto quanto gli Inglesi che bevono di sicuro troppo.

Immigrazione

Nonostante ci siano tanti immigrati in Inghilterra, non vi è confronto con il numero e la varietà di immigrati in Australia. Il senso di entusiasmo collegato all’immigrazione è molto più palpabile in Australia.

In Inghilterra sarete sempre immigrato tra Inglesi mentre in Australia sarete immigrato tra Australiani e altri immigrati.

Supermercati

Se vi piacciono quelli Inglesi, preparatevi ad essere delusi da quelli Australiani. Il livello del servizio e la gamma di prodotti sono decisamente inferiori.


Musica

L’Inghilterra e Londra in particolare sono al centro dell’universo musicale. L’Australia è alla periferia, una periferia molto lontana. Riuscirete raramente a vedere concerti con stelle di livello mondiale.

Spero tutto ciò vi dia qualche ulteriore indicazione su cosa aspettarvi dall’Australia!

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Perchè sono emigrato

La mia storia di emigrazione risale ai primi anni 90 quando decisi di rimanere in Inghilterra dopo aver completato gli studi universitari. Ho già scritto dei dieci motivi per emigrare in Inghilterra ma quel post era di carattere generale mentre adesso vorrei approfondire i motivi che motivarono me in particolare.

Perchè scelsi di emigrare in Inghilterra?

Quando due Inglesi si trovano alla fermata dell’autobus, formano una coda. Chi è arrivato prima sale prima sull’autobus. Per quanto insignificante questo aspetto della vita in Inghilterra vi possa sembrare, raccoglie tutto ciò che per me è importante. Il rispetto delle regole e del prossimo. I ‘furbi’ ci sono anche in Inghilterra, ci mancherebbe, ma la maggior parte degli Inglesi che incontrai in 10 anni di permanenza mi dimostrò un rispetto che arrivando da una coda selvaggia in Italia fu una boccata d’aria fresca.

La posta arriva il giorno dopo. Un’altro esempio semplice ma che simbolizza una cultura che io preferisco. La burocrazia è minore ed i servizi pubblici più efficienti. Se spedisci posta ‘first class’ arriva il giorno dopo, non due o tre giorni dopo, senza preavviso, a volte non arriva. Le Poste hanno una missione e la portano a termine.

Suitcases

I politici, tutt’altro che stinchi di santo, si dimettono se coinvolti in scandali o indagini che possono imbarazzare il proprio partito. In Italia…..

Avrei potuto crearmi una vita dipendente in gran parte dalle mie capacità, dai miei sforzi, dalla mia voglia di lavorare. Non essendo figlio o nipote di…. o amico di …. per me l’Inghilterra offriva possibilità migliori dell’Italia. La meritocrazia mi ha sempre attirato come modello di vita e di comportamento.

Mi sarei reso indipendente a 23 anni non a 30 e passa. Più difficile nel breve termine ma molto, molto più gratificante a lungo termine.

Sul mondo del lavoro le donne vengono trattate molto più alla pari che in Italia. La situazione non è ideale ma per la donna che vuol fare carriera in base alle proprie qualità, le possibilità esistono. La parità nell’ambiente lavorativo è molto importante per me.

La qualità dei programmi televisivi era ottima e con il passare degli anni il divario con i programmi televisivi italiani è aumentato. Prima dell’avvento di internet la BBC offriva un’ottima fonte di conoscenza con programmi informativi, divertenti e ‘everything in between’.

Gli Inglesi si introducono con il nome e si danno del tu, indipendentemente dal ‘rango’ e dal titolo. Non esiste “piacere, Ingegnere/Dottore/Avvocato/Deità Smith”, esiste “Hi, I’m Mark”.  Questo crea un’atmosfera più informale alla faccia degli stereotipi.

Pareri personali……

Che ne pensate?

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Che succede in Settembre a Melbourne?

Settembre a Melbourne vuol dire finali di football australiano, lo sport più seguito in Australia.

Dopo 22 giornate di stagione regolare iniziata a Marzo, lo scudetto (qui si chiama Premiership) viene assegnato grazie ad una serie di finali che si svolgono nei quattro week-end di Settembre.

Per un europeo è un concetto un pò difficile da comprendere ma chi finisce la stagione regolare in cima alla classifica non vince la Premiership.

Otto squadre si qualificano per le finali e non vi stò a spiegare come funzionano perchè è un pò complesso. Sappiate però che le migliori in classifica hanno la possibilità di perdere una finale e rimanere ancora in gioco.

Il bello di questo formato è che qualsiasi delle otto ha, in teoria, la possibilità di vincere.

Aussie Rules
Foto: bok-choy su Flickr

Ma cosa vuol dire Settembre con le finali a Melbourne?

Vuol dire che aumenta il numero di barbecue ai quali si viene invitati in concomitanza al guardare la partita in televisione.

Vuol dire colleghi che il lunedì mattina in ufficio sono o depressi o in estasi a causa del risultato di una finale.

Significa un affare enorme per tutti quelli che lavorano nel campo della ‘corporate hospitality’, l’intrattenere i clienti della propria azienda alla partita. Il numero di cene ufficiali di vari enti e aziende raggiunge il massimo a Settembre.

Durante l’ultima settimana di Settembre le scuole a Melbourne sono in vacanza. Questo dà la possibilità ai bambini di seguire le tradizioni come la processione dei calciatori delle squadre che disputeranno la finalissima lungo le vie principali del centro di Melbourne.

Un’altra tradizione è la cena che assegna la Brownlow Medal, la medaglia al giocatore migliore della stagione regolare. Viene trasmessa in televisione ed è uno degli avvenimenti più pallosi che io abbia mai visto in televisione però seguitissimo.

Il sabato della finalissima, la giornata inizia prestissimo per coloro che vanno alla ‘Grand Final breakfast’, la colazione della finalissima. Ne vengono organizzate diverse tutte con un simile formato di colazione e intrattenimento da parte di ex-giocatori e varie celebrità. A quella più famosa organizzata dal North Melbourne Football club, va pure il primo ministro a fare un discorso.

La maggioranza dei negozi, a parte i centri commerciali, chiudono a mezzogiorno quindi dovete organizzarvi per fare lo shopping. E le strade di Melbourne nel pomeriggio della finalissima sono deserte.

Insomma la vita di Melbourne per un mese ruota ancora di più intorno alle gesta più o meno eroiche di giocatori di football australiano e, che vi piaccia o meno, la vostra vita seguirà gli stessi ritmi.

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Come insegnare italiano online

Uno dei dilemmi maggiori per chi vuole emigrare all’estero è come mantenersi durante il primo periodo di ambientamento soprattutto se senza lavoro.

Questo è uno dei maggiori ostacoli per tanti aspiranti emigranti che magari hanno limitati risparmi senza dimenticare che i primi mesi di vita all’estero costano di più a causa dei costi associati con le spese iniziali tipo macchina, mobilio, eccetera.

In tanti magari rinunciano al proprio sogno perchè l’ostacolo economico sembra insormontabile.

Oggi vorrei proporvi una soluzione che magari non fa per tutti e non risolverà tutti i problemi ma magari li allieverà in modo sufficiente da compiere il fatidico balzo.

Insegnate italiano online!

The Girlfriend is Learning Italian (3)
Foto: Ben.Harper su Flickr

Esistono siti tipo verbalplanet.com dove potete insegnare italiano a chi vuole impararlo e magari vive dall’altra parte del mondo.

Questo vi consente di guadagnare qualche soldo, il quanto dipende da voi, indipendentemente dalla vostra posizione geografica quindi anche dalla vostra nuova nazione di residenza.

Come funziona?

Vi registrate presso verbalplanet.com (gratis)  e scaricate ed installate skype, un programma di telefonia e video online, pure gratis.

Create il vostro profilo online su verbalplanet.com spiegando ai vostri potenziali studenti la vostra esperienza, i vostri titoli di studio e come intendete insegnare Italiano. Dovete anche scegliere il linguaggio di origine dei vostri studenti e quanto avete intenzione di guadagnare per lezione.

Infine si tratta di definire le ore del giorno e della settimana che volete designare come disponibili per l’insegnamento.

Verbalplanet.com vi metterà in contatto con studenti che vogliono imparare l’Italiano quando voi lo volete insegnare e che parlano il linguaggio di origine da voi designato.

Gli studenti vi faranno domande per capire se fate il caso loro ed è quì che voi dovete convertirli in clienti.

Una volta convinti gli studenti prenoterrano una delle lezioni messe a disposizione da voi e voi riceverete una notifica via e-mail.

La lezione procederà usando skype per cui voi potete essere in qualsiasi luogo o nazione del mondo a patto di avere una connessione internet.

Userete Paypal per fatturare e ricevere pagamento dallo studente.

Se poi vi piace la filosofia ma non volete necessariamente usare verbalplanet.com potete sempre utilizzare gli stessi strumenti, skype e paypal, ma pubblicizzare i vostri servizi usando un blog e gestirvi più autonomamente.

Il bello è che potete guadagnare soldi anche quando siete in Italia, vi state preparando all’emigrazione ed avete bisogno di crearvi un gruzzolo che vi mantenga duranti i primi mesi di permanenza all’estero.

L’unica cosa che non dovete pretendere è che il lavoro ed i soldi si materializzino dall’oggi al domani. Ci vuole tempo a crearsi una reputazione online ed ad avere un seguito di clienti fedeli. Quindi iniziate oggi!!

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Dieci motivi per emigrare e vivere in Messico

Mi scrive Giorgio, non li suo vero nome, dal Messico che ci fornisce gentilmente i suoi dieci motivi per emigrare e vivere in Messico.

Distanza dall’Italia

Se avete veramente desiderio di tagliare i ponti con l’Italia, mettere un oceano tra voi ed il vostro paese di origine potrebbe essere un buon inizio. Il Messico rappresenta una delle mete piú geograficamente, socialmente e spiritualmente distanti da tutto ció che avete conosciuto fino ad oggi. E non fatevi ingannare dalla vicinanza agli Stati Uniti, la frontiera é una barriera tangibile tra due culture agli antipodi.

Viaggio di sola andata

Capito come in Messico il ritmo della vita sia piú a misura d’uomo se escludiamo Ciudad de Mexíco), la prospettiva di tornare in Italia andrá via via scemando. Certo ci vuole un periodo di tempo per regolarizzarsi biologicamente sui temi del “no pasa nada” e del “mañana ‘manito, no te apresures”, ed indubbiamente nel mondo del lavoro e della vita di tutti i giorni vi costerá un po’ di fatica e forse qualche arrabbiatura, peró alla fine risulterá un modo di vivere estremamente meno stressate, che vi fará apprezzare cose delle quali neppure ricordavate piú l’esistenza.

Climi estremi

Una volta scelto con oculatezza, con cognizione di causa e anche con quel senso di fatalismo tipico dei messicani, dove vivere, potrete godere di un clima che, nella maggior parte dell’anno e nella maggior parte delle regioni, é meraviglioso: il sole ed il cielo azzuro rappresentano senza dubbi i due cardini dell’esperienza messicana della maggior parte degli emigrati. Per quanto mi riguarda, gli altipiani del centro del paese, nonostante il cambio climatico in corso, rappresentano un idillio difficilmente comparabile: né troppo caldo, né troppo freddo, e stagione delle pioggie accettabile in estate (nel senso che non é che piova tutti i giorni per tre mesi)… una delizia, insomma.

Le cittá
Ogni cittá in Messico é un mondo differente e tutto da scoprire. Le cittá sono di grandi dimensioni, prevalentemente, ovviamente di origini coloniali, con servizi sufficienti a tutte le necessitá, e zone commerciali modernissime. Per muoversi, il mezzo migliore é l’automobile, mentre la qualitá dei mezzi pubblici varia da cittá a cittá. Se escludiamo Ciudad de Mexíco, Guadalajara, Monterrey e le zone turistiche dello Yucatan, il taxi é un’alternativa valida e relativamente economica.

sombrero, messico!
Foto: Gret@Lorenz su Flickr

Il lavoro

Ció che piú salta all’occhio a noi italiani nel momento in cui arriviamo in Messico é la relativa facilitá, in termini di costi e burocrazia, con la quale si puó aprire un locale. Il lavoro informale, come lo chiamano qui, é una componente decisiva dell’economia messicana, ogni persona puó, addirittura, aprire la propria casa e vendere “comida”, sará ovviamente la sua bravura a fare da discriminante tra il successo o il fallimento dell’attivitá. Il fisco é molto meno pressante che in Italia, i controlli meno rigidi: é possibile aprire con poco e piano piano mettersi in regola…ve lo immaginate da noi?

Grandi distanze

Una delle cose che piú mi ha affascinato del Messico, sono i suoi spazi enormi e desolati, le sue autostrade quasi vuote: tra una grande cittá e l’altra, centinaia di chilometri di nulla, con tipici “pueblos” dove si puó comprare “comida” e artigiano tipici, e godere del Messico verace, delle storie e delle leggende delle varie popolazioni preispaniche.

Il peso e il salario

Il fatto che l’euro sia forte nei confronti del Messico, rende, per una persona che abbia messo da parte un discreto gruzzoletto in Italia, relativamente facile aprire un locale e sistemarsi tranquillamente: una rendita di un migliaio di euro puó garantire un livello di vita agiato e confortevole.
Il costo della vita é diffusamente basso, e potrete trovare livelli di prezzo estremamente differenti per i beni di prima necessitá: vi assicuro che nei mercatini si trova abbigliamento della stessa qualitá dei grandi centri commerciali, a prezzi che in Italia sarebbero assolutamente ridicoli.

Grandi contrasti

Il Messico é una terra di contrasti, senza ombra di dubbio, l’opulenza e la povertá piú totale possono andare a braccetto, si possono vedere una a fianco all’altra. Personalmente, e credo che sia un sentimento comune a molti europei, tutto ció ha dato una dimensione ed una visione differente rispetto alla vita, una prospettiva un po’ meno denaro-centrica della propria esistenza, a favore che invece realmente ha valore. Ma qui entriamo nel filosofico-intimista, e mi fermo…

La “comida”

La cucina messicana é di una varietá e complessitá straordinaria, ed i messicani vivono letteralmente per mangiare: tacos, quesadillas, carne asada, fajitas, corundas, chorizo, qualsiasi cosa ha un sapore davvero incredibile; vale la pena, quando vi sarete fatti le ossa, andare nei localini e non nei ristoranti, a provare la comida tradizionale fatta dalle mani delle mamme e delle nonne messicane, stando attenti soprattutto ai peperoncini (chiles) ed alle salse, sempre presenti a contorno dei piatti: il livello della piccantezza deve essere chiesto al ristoratore, prima di lanciarsi, perché certe salse, a base ad esempio di “chile abanero”, necessitano di uno stomaco davvero forte!

La gente

La gente é cordiale, gentile, ma scoprirete che il popolo messicano é un popolo fiero, amante della propria patria e geloso dei propri costumi. Amano lo straniero (devo dire a noi Italiani in particolare), il quale peró deve essere rispettoso e non dimenticarsi mai di essere a casa di altri: una buona regola che vale dovunque.
Lo sport nazionale é ovviamente il calcio, il fútbol, come lo chiamano loro, e questo ci mette in una posizione relativamente privilegiata, visto che, come ricordo sempre ai miei amici messicani, noi per il momento siamo ancora campioni del mondo!

Grazie Giorgio!

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Chi vuole studiare ciò che insegnano al MIT gratis?

Il MIT Opencourseware è una risorsa straordinaria messa a disposizione dal Massachusetts Institute of Technology, una delle università più prestigiose al mondo.

Si tratta di video delle lezioni, appunti delle lezioni e testi degli esami disponibili su internet gratis!!

La gamma di materiale copre quasi tutti i corsi insegnati al MIT ma l’università tiene a precisare che l’Opencourseware non:

  • è un’istruzione al MIT
  • è una laurea o titolo di studio del MIT
  • fornisce accesso alla facoltà
  • i materiali forniti non ricoprono la totalità dei corsi

Non dovete iscrivervi ufficialmente e i video sono anche disponibili su Youtube.

Questo è il futuro dell’istruzione. Non dovete andare fino in America per studiare presso una delle istituzioni migliori al mondo e pagando cifre esorbitanti.

Potete imparare seduti comodamente di fronte al computer e capire come si insegna nelle università anglosassoni.

Niente più scuse accusando la qualità dell’università italiana, le lezioni confuse nei cinema ed i costi di quelle straniere.

Inoltre il fatto che il MIT non vi elargisce alcun titolo secondo me vi sforza a studiare per imparare nel senso vero della parola e vi fa dimenticare lo studio dedicato al rigurgito di ciò che il professore vuole ascoltare durante l’esame.

Attenzione però. Così come i video sono disponibili a voi, sono disponibili a milioni di coetanei cinesi, indiani eccetera. Questi saranno i vostri concorrenti nel mondo del lavoro globale che si sta livellando giorno dopo giorno.

Includo di seguito un’esempio della qualità e del livello delle lezioni disponibili tramite l’Opencourseware.

Buon divertimento!

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Classifica globale del potere d’acquisto nelle principali città del mondo

La banca svizzera UBS ha appena pubblicato una classifica globale del potere d’acquisto nelle principali città del mondo (ringrazio Cavesi a Dublin per la segnalazione).

Se state pensando di emigrare vi consiglio di leggervi bene questo studio perchè vi aiuterà a capire dove conviene emigrare.

globe-hands-sm
Foto: noticelj su Flickr

73 città sparse per il globo vengono analizzate sotto un numero svariato di aspetti, concentrandosi in particolare sul potere d’acquisto.

Mi viene spesso chiesto quanto si guadagna all’estero e come sono i salari al confronto con l’Italia. Ciò è importante ma forse più importante è cosa riuscirete a pagare con i soldi guadagnati e quanti ve ne rimarranno alla fine del mese.

Come tante altre classifiche simili di respiro globale, New York viene presa come punto di riferimento (100) e tutte le altre città ricevono punteggi in proporzione.

Quali sono i punteggi che contano veramente?

Quelli che vi indicano il potere d’acquisto all’estero dopo aver pagato le tasse!

Quella che segue è la graduatoria del salario netto annuale. La prima in classifica è Zurigo con un punteggio di 106,9. Seguono Miami e Losa Angeles dopodichè trovate New York.

Giusto per farvi un’idea, il salario netto a Milano corrisponde al 69,5% di quello di New York mentre quello di Roma al 49,4%, secondo questa classifica. Il perchè Roma sia così diversa da Milano non lo capisco…

Zurigo 106.9 Miami 101.8 Los Angeles 101 New York 100 Dublino 96.9 Lussemburgo 96.4 Sydney 95.9 Ginevra 93.9 Chicago 88.8 Montreal 83.9 Tokyo 82.2 Nicosia 81.4 Toronto 80.4 Helsinki 78.1 Berlino 77.6 Londra 76.9 Bruxelles 76.2 Amsterdam 75.9 Francoforte sul Meno 73.8 Stoccolma 73.5 Copenaghen 73.1 Monaco di Baviera 72.4 Vienna 69.7 Milano 69.5 Auckland 68.9 Oslo 66.8 Lione 66.3 Barcellona 66 Madrid 65.9 Dubai 65.9 Parigi 61.3 Manama 60.2 Lisbona 60 Taipei 58.9 Tel Aviv-Giaffa 58.6 Atene 58.1 Hong Kong 58.1 Seoul 57.4 Lubiana 53 Johannesburg 53 Mosca 49.4 Roma 49.4 Doha 48.5 Tallinn 44.7 Praga 43.4 San Paolo 41.2 Singapore 39.9 Kuala Lumpur 39.5 Bratislava 37 Rio de Janeiro 36.2 Santiago 36 Buenos Aires 34.4 Varsavia 34 Bogotà 33.7 Istanbul 33.2 Vilna 32.8 Riga 32.8 Lima 32.4 Bucarest 29.3 Budapest 28.3 El Cairo 27.3 Bangkok 26 Sofia 25.8 Shanghai 24.7 Pechino 23.8 Città del Messico 23.6 Caracas 23.3 Delhi 23.2 Kiev 22.4 Mumbai 21.8 Manila 18.4 Nairobi 17.5 Giacarta 15.3

Ma il potere d’acquisto vero lo potete vedere quando viene calcolato il tempo che ci vuole per guadagnare abbastanza da comprare un Ipod nano da 8GB.

Con uno stipendio medio di New York vi ci vogliono 9 ore mentre, all’altro estremo, a Mumbai ci vogliono 177 ore di lavoro.

New York 9 Zurigo 9 Los Angeles 10 Sydney 10 Dublino 10 Ginevra 10 Lussemburgo 10 Miami 10 Montreal 11 Oslo 11 Toronto 11 Copenaghen 11 Londra 11 Stoccolma 11 Chicago 12 Tokyo 12 Helsinki 13 Bruxelles 13 Amsterdam 14 Francoforte sul Meno 14 Monaco di Baviera 14 Berlino 14 Vienna 14 Lione 15 Nicosia 15 Parigi 15 Madrid 16 Auckland 16 Barcellona 16 Milano 16 Hong 19 Lisbona 20 Roma 20 Dubai 20 Seoul 22 Tel Aviv-Giaffa 22 Manama 23 Taipei 24 Atene 25 Singapore 28 Lubiana 32 Doha 35 Mosca 36 Tallinn 40 Johannesburg 42 Praga 43 Bratislava 46 Varsavia 46 Sao Paulo 47 Riga 51 Kuala Lumpur 52 Istanbul 56 Rio de Janeiro 56 Shanghai 57 Bogotà 63 Bucarest 64 Bangkok 66 Budapest 69 Santiago 70 Pechino 73 Vilna 75 Sofia 78 Kiev 82 Lima 87 Giacarta 93 Messico 95 Caracas 97 Buenos 99 El Cairo 105 Delhi 123 Manila 129 Nairobi 160 Mumbai 177

Insomma studiate bene queste classifiche perchè è inutile trasferirsi all’estero per sfuggire alla situazione salariale e del costo della vita in Italia se poi finite dalla padella nella brace!

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Come indebitarsi all’università stile anglosassone

Nei Paesi anglosassoni moltissimi studenti usano finanziamenti da parte del governo per pagare le tasse di iscrizione all’università, accumulando debiti che finiranno di pagare dopo molti anni dalla fine degli studi.

Perchè ciò è importante per voi?

Perchè vi mostra un modello di studio universitario che risponde in modo più dinamico alle esigenze del mercato del lavoro.

Se il titolo di studio per il quale vi indebiterete non produrrà un lavoro che paghi in modo tale da riuscire a pagare i debiti e condurre una vita decorosa, il titolo di studio diventerà sempre meno popolare. A lungo andare rimarrà di interesse solo a chi studia per passione piuttosto che chi lo usa come piattaforma per una carriera.

Se un Master in Creative Writing (o simile titolo ed indirizzo di studio) non consente di trovare un lavoro decente, il debito accumulato dagli studenti fornirà la peggiore pubblicità per il corso stesso. Familiari ed amici vedranno il laureato fare il barista (non che ci sia nulla di male con il fare il barista) e si chiederanno se ne vale la pena di accollarsi tutto quel debito e studiare per tutti quegli anni.

Quì in Australia gli studenti australiani possono prendere in prestito i soldi di iscrizione all’università grazie al programma HECS che consente di iniziare a ripagare il debito una volta terminati gli studi e trovato un lavoro che paghi un salario sopra un certo livello. Il tasso di interesse pagato sulla somma in prestito è di livelli molto bassi e non disponibile tramite banche o altre istituzioni finanziarie.

Negli Stati Uniti la situazione è simile, soprattutto per gli studenti di Masters che possono farsi prestare fino a 20.500 dollari all’anno ad un interesse tra il 6,8 per cento e 8,5 per cento. Negli anni di crisi come quelli attuali, le borse di studio disponibili ed altri aiuti di tipo finanziario da parte delle università sono molto ridotti.

Il rischio è che molti si accollano debiti fino a 100 mila dollari per poi trovarsi su un mercato del lavoro in crisi e non riuscono a trovare un lavoro che paghi in modo adeguato.

Anche in Inghilterra andare all’università sta diventando sempre di più una transazione economica. La BBC rivela che le tasse sono cresciute a cominciare dall’anno accademico 2006-07. Studenti adesso finiscono il primo anno di studi universitari con un debito di 3.500 sterline in media.

Gli studenti considerano comunque questo debito come un investimento nel loro futuro e si appoggiano meno alla famiglia per aiuto di tipo economico

In linea di massima andare all’unversità all’estero vi ripagherà a lungo andare con una carriera più lucrativa, a patto di scegliere il corso giusto!

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