Quindici minuti per emigrare in Svezia

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Questo è un guest post di Silvia e Gabriele di One Way to Sweden che ci spiegano come emigrare in Svezia.

Ci presentiamo: siamo Silvia e Gabriele, una giovane coppia di italiani, lei 30 anni laureata in medicina e specialista in medicina interna, lui 37 anni laureato in astronomia e di professione meteorologo: a maggio 2009 abbiamo lasciato definitivamente l’Italia per iniziare una nuova vita all’estero.

Io, meteorologo, dopo dieci di anni di precariato vissuti tra partita iva e cococo alla fine avevo potuto prendere parte ad un concorso pubblico diventando quindi un dipendente a tempo indeterminato di un ente pubblico regionale (il sogno di molti italiani). Silvia invece appena conclusa la specialità a pieni voti si era ritrovata in pratica disoccupata.

Ma l’inizio della nostra storia va ricercata più indietro nel tempo quando, dopo il matrimonio a giugno 2008, avevamo iniziato a pensare “da grandi”, valutando tutte le opportunità che l’Italia sarebbe stata in grado di offrire al futuro nostro e dei nostri figli (futuri).

Emigrare Svezia
Foto: Stina Stockholm

Il lavoro di meteorologo mi ha portato sempre molte soddisfazioni, ma il vero problema era proprio la dipendenza da un ente pubblico che tra crisi economica e burocrazia si ritrovava ad essere un dinosauro immobile che ben poco si addiceva al mio spirito imprenditoriale ed alle idee sempre nuove che mi frullano in testa.

Per Silvia invece c’era un altro problema, forse ancor più grosso del mio: il nepotismo che regna ovunque sovrano in Italia specie negli ospedali ed all’università. Tutti sappiamo che senza una raccomandazione i 110 e lode non servono proprio a nulla. Così l’opportunità di lavoro più appetibile per lei sarebbe stato un lavoro da precario (con partita iva) per coprire i turni di guardia in un pronto soccorso. E’ ovvio che questo significava zero assistenza, zero malattia, zero maternità. Oltre che pochi soldi in tasca.

Così abbiamo iniziato a volgere il nostro sguardo oltre confine e prima di giungere alla scelta che oggi ci vede in Svezia abbiamo valutato diverse altre realtà come Stati Uniti, Germania, Emirati Arabi, Svizzera, Inghilterra… per un motivo o un per altro tutte le ipotesi sono state una dopo l’altra scartate senza tuttavia nascondere di essere andati vicini ad una delle mete: Dubai.

La svolta però è arrivata a settembre 2008 quando per lavoro ho avuto la possibilità di incontrare una collega svedese che mi introdotto a questo nuovo mondo. E così da ottobre abbiamo iniziato a valutare questa meta nordica. La scelta della città non è stata difficile anzi diciamo che è stata quasi obbligata visto che il Servizio Meteorologico Nazionale svedese ha sede proprio qui a Norrköping da dove oggi vi scriviamo: una tranquilla cittadina di 120.000 abitanti a 160 km a sud-ovest di Stoccolma.

Per me non c’era ancora un lavoro ma la Silvia in autunno ha iniziato a spedire il suo CV agli ospedali della zona. E qui è arrivata la svolta che ricordiamo ancora come se fosse adesso. Sapete quanto tempo è passato dall’invio della mail alla risposta di interesse da parte dell’ospedale? Un quarto d’ora, i quindici minuti che hanno cambiato la nostra vita.

Da quel giorno sono seguiti mesi in cui la Silvia ha iniziato a studiare svedese su internet cercando a destra e a manca corsi on-line ed io a spedire CV al SMHI (Servizio Meteo). A gennaio, due giorni dopo la discussione della tesi di specialità di Silvia abbiamo preso il primo volo Ryanair utile e siamo piombati qui, nel cuore dell’inverno svedese. Silvia ha trascorso tre giorni in ospedale ed io ho fatto dei colloqui al servizio meteorologico. Alla fine della settimana Silvia era stata in pratica assunta, non appena i titoli fossero stati convertiti nei corrispondenti svedesi.

Al rientro in Italia sono seguiti mesi di quella che possiamo definire “suspence”, con la Silvia disoccupata a casa ed io alle prese con una richiesta di aspettativa per moglie all’estero di cui nessuno sapeva nulla e sulla quale aleggiava un’aria di mistero ed incertezza. Come al solito in Italia le cose non sono mai bianche o nere, nessuno mai è in grado di darti una risposta che sia univoca e non puoi mai essere certo di essere nel giusto. Alla fine però grazie ad internet ed ad un’amica avvocato ho scoperto tutto quello che c’era da sapere su questo genere di aspettativa e, carte alla mano, ho potuto sfruttare l’opportunità offerta dalla legge.

Ad aprile la Silvia, con il suo svedese che piano piano prendeva forma, è ritornata in Svezia per cercare un alloggio. In una settimana di fuoco è riuscita a firmare il contratto, aprire un conto in banca, fare il permesso di residenza ed il codice fiscale ma soprattutto a trovare l’appartamento. Dopo una settimana, il giorno di pasquetta, ritornavamo in Svezia con la macchina strapiena delle nostre cose per quello che è stato il primo trasloco.
Da quel momento viviamo nel presente. La Silvia ha iniziato a lavorare nell’ospedale pubblico di Norrköping all’inizio di maggio ed anche io a luglio ho lasciato definitivamente l’Italia con il secondo trasloco ed il secondo viaggio nel cuore dell’Europa verso nord.

Alla fine possiamo dire che la decisione di lasciare l’Italia non è stata semplice per diversi motivi: gli affetti di parenti e amici, il fatto di vivere comunque in un posto che ci piaceva, il mio lavoro ormai sicuro… ma le molte cose, forse ormai troppe, che dell’Italia non ci andavano giù e che mal si combinavano con il nostro modo di vivere e pensare, ci hanno fatto capire che stavamo facendo la cosa giusta. Oggi grazie ad internet, a Skype, al nostro blog http://onewaytosweden.blogspot.com ed alla Ryanair che vola da Treviso a Nyköping ci sentiamo meno lontani, ma pienamente convinti e felici della nostra scelta.


  • http://crios.webs.com Crios

    Non avete fatto bene, ma benissimo. Potessi portarla io la mia famiglia in Svezia. Bravi, bravissimi. Vi confesso che vi invidio tantissimo.

  • Elisa

    Che bello! Mi ha fatto venire la pelle d’oca sta lettera. Complimenti!

  • Sonja

    Ciao. Vi auguro tutto il bene del mondo per la vostra nuova vita. Io l’ho fatta all’inverso. ;-) Sono nata a Norrkoping da genitori italiani ma mi sono trasferita in Italia per amore ben trent’anni fà. Vi confesso che sto bene ma ancora faccio fatica a digerire la burocrazia,i favoritismi e quant’altro questo bellissimo paese offre. Ciò non tolge che per me la mia casa e Norrkoping. Ehh maledetta nostalgia…. Sonja

  • Michele

    Sono approdato in questa pagina googolando su esperienze di chi ha fatto il “grande passo”.
    Ragazzi mi trovo nella vostra stessa condizione :
    Laureato in informatica, sposato e precario da diversi anni ormai….l’Italia ormai mi sta regalando solo delusioni e per ultima il comportamento del governo in merito al recente terremoto chge ha colpito la zona de L’Aquila (dove tuttora “vivo”).
    Sto cercando il coraggio di fare anch’io questa scelta….

  • http://ontheroadag.blogspot.com/ Pant

    Salut,

    Cercando qui e là nel mare di Internet, ho trovato questo blog, interessantissimo, proprio come il vostro post perfetto, impeccabile.
    Mi trovo da qualche tempo in Svizzera e, devo dire che, non é semplice trovare un impiego nonostante le conoscenze linguistiche e gli studi effettuati nel corso degli anni. Come sono cambiati i tempi!!

  • sofy

    Fantastico!! Ho condiviso le vostre emozioni mentre leggevo…sono molto contenta per voi ragazzi, vi auguro tanti felici anni in quel paese fantastico.
    <>

  • franco

    …mi avete fatto tornare indietro nel tempo quando noi per gli stessi motivi da voi elencati prendemmo “pieni di entusiasmo”la vostra stessa decisione,sono passati 44anni ed abbiamo sempre pensato di essere gli unici”2matti” in Svezia ci fà piacere sapere che ora siamo in “quattro”
    Med vänliga hälsningar, Franco

  • http://www.romaolimpiahouse.it Rudy

    Avete fatto soltanto quello che i giovani ragazzi italiani (soprattutto laureati) devono obbligatoriamente fare:
    ABBANDONARE L’ITALIA.
    L’Italia non vi vuole e non ci vuole. Correttezza, onestà e disciplina sono banditi da questo paese. Quando sarà troppo tardi e le menti e gli spiriti migliori saranno definitivamente partiti, qualcuno piangerà.
    Ad maiora!
    Rudy Di Martino

  • http://fiducia34.wordpress.com/ Fabia

    Ciao, mi chiamo Fabia e sono ormai anni che sono arrivata in Italia e ho trovato l’amore e abbiamo una famiglia. Io sono figlia di immigrato italiano e immigrata svizzera che si sono conosciuti in Perù. Habbiamo vissuto li per un tempo e poi la Svizzera/Francia e poi ho scelto l’Italia (Toscana). Devo dire che so e capisco la vostra scelta, come quella di tanti italiani.Siete in tanti ed ho una coppia di amici in Svezzia; lei immigrò e conobbe suo marito; ha imparato il svedese più le altre lingue ed oggi insegna lingue; ormai sono 12 anni che vive li e felice.
    Auguri !
    Fabia

  • Carlo

    grazie.
    Il vostro post mi ha dato molta energia perchè io sto facendo la stessa cosa che avete fatto voi.
    Anch’io e mia moglie stiamo stretti in Italia e sto pensando proprio alla Svezia. Ho già iniziato un corso da autodidatta di svedese ma non è facile.
    Mia moglie è rimasta senza lavoro. Il mio invece va abbastanza bene, ma è tutto il resto che va a rotoli.
    Ho voglia di reinventarmi.
    Siamo tutti e due laureati in economia, che in Svezia non ci servirebbe ad un tubo, ma sono disposto a fare anche il pizzaiolo.
    Non è che per caso avete qualche dritta da darmi?

  • http://fiducia34.wordpress.com/ Fabia

    Ciao ancora e scusate, volevo dirvi a tutti e quelli che intravedono la partenza da’ l’Italia, capisco la paura a volte di fare il “grande salto”; importante informarsi e andare con i piedi di piombo. Il figlio maggiore di 20 anni, apena finito la scuola alberghiera, lo abbiamo indirizzato all’estero, noi genitori sapiamo che qui per lui c’è ben poco e vista la realtà di questi tempi, meglio altrove e c’è l’abbiamo fatta per l’inghilterra e poi è tutta esperienza in più per lui.
    Auguri a tutti !
    Fabia

  • http://www.jusprimaenoctis.net italiano_in_fuga

    Forza ragazzi, andiamocene tutti. Io vivo in Corsica da 2 anni e finalmente respiro libero!
    (Non resisto e vi linko questo bellissimo post sul sito di alcuni amici emigrati in Svizzera).
    Auguri a tutti quelli in procinto di partire… e mi raccomando, non tornate!

  • simona

    quanto vi invidio!!!io odio il posto in cui sono nata e sono cresciuta!!mi piacerebbe molto andare in germania dove c’è mia cognata!!sono stata lì e la vita è diversa!!!vi ammiro per il vostro coraggio…vorrei averlo anch’io e farlo avere a mio marito!!!

  • massimo

    Bravo e complimenti.
    Anch’io sto cercando di emigrare.
    Se qualcuno mi può dare suggerimenti utili, per la Svezia che è in Europa o Australia, scrivetemi a massimo.serpieri@fastwebnet.it

  • Alex

    Ciao a tutti ,anche io e mia moglie ci siamo moooooooooooooolto stancati di questo paese in cui prevale la NON MERITOCRAZIA su qualsiasi sttore, sanitario,lavorativo, etc etc e chi più ne ha più ne mette.
    Una società italina con lo stereotipo dell’ apparenza, infighettarsi con addosso 2000 euro di vestiti e con un SUV per fare il ganzo o la ganza (rifatta) magari al centro di Roma è quello che conta.
    Vabbè, l’ elenco delle cose che non vanno sarebbe lunghissimo non si finirebbe più e scommetto che anche all’ estero hanno i loro problemi, magari però non seri come i nostri.
    Mi rendo conto che ormai a 34 anni , potrei risultare un pò grandino all’ occhio della generazione dei nostri genitori, quelli che ormai all’ età nostra erano già “realizzati” , come si suol dire, e che le emigrazioni si facevano si, ma all’ età del primo pelo 18 20 anni.
    Bè ma adesso i tempi sono cambiati.
    Comunque chiedo se gentilmente alcuni di voi conoscono un pò il mercato dell’ IT (Information tecnology)praticamente consulenza informatica per aziende, e se possibilmente può darci una dritta.
    Naturalmente in Svezia.
    Garzie tante e auguri a tutte le persone corrette e sincere italiane che si sono trasferite all’ estero.
    Saluti

  • Simona70

    Ciao ragazzi, avete fatto benessimo. Anche io ho sempre voluto andare via dall’Italia gia’ da quando ho compiuto 18 anni. Adesso ne ho 39 e mi sono stabilita a Londra, dopo essere passata per Dublino, Trier e Lussemburgo. In Italia ci torno per le vacanze perche’ e’ vero, il tempo qui e’ una tragedia. Ma qui mio marito ha un lavoro, ci sono scuola e attivita’ per i miei bimbi e la possibilita’ per me di ritrovare un lavoro anche a 40 anni dopo essere stata a casa per vedere i miei figli crescere. Cosa questa che tante amiche in Italia si sognano. Nei paesi del nord la qualita’ della vita’ e’ migliore, altro che “si vive bene solo in Italia”. Non e’ piu’ cosi’ e mi chiedo se lo sia mai stato. Un saluto, Simona

  • http://hyperborea.splinder.com/ Verdefoglia

    Bella scelta che condivido, avendola fatta anche io ben 2 anni fa.
    Sono partita per la Svezia senza conoscere nessuno, senza avere contatti e senza sapere la lingua ma solo con il mio zoppicante inglese. Ah, dimenticavo, avevo solo una laurea in archeologia che non sapevo come usare.
    Purtroppo essere archeologi non è come essere medici e a me non mi hanno chiamato dopo 15 minuti dandomi il lavoro della vita ma, dopo 2 anni, continuo a lottare e a cercare di avere una vita migliore in questo bellissimo paese.
    Ho fatto la postina a Copenhagen per un anno e mezzo e mi sono sempre ritenuta fortunata perché lavorare senza la lingua è veramente difficile.
    A gennaio sarò disoccupata di nuovo ma non tornerò in Italia per nulla al mondo, costi quel che costi.
    Anche io ho un blog che racconta le mie “avventure”, e volevo fare i complimenti al creatore di questo blog per l’impegno dimostrato nel voler aiutare connazionali con il sogno della fuga.
    Spero di trovare più informazioni riguardanti la Svezia… e chissà che anche io un giorno non sia in grado di aiutare qualcuno nel realizzare lo stesso sogno che mi ha portato quassù!

  • http://hyperborea.splinder.com/ Verdefoglia

    Dimenticavo… sono a Malmo, per questo posso lavorare a Copenaghen :P faccio la pendolare tutti i giorni grazie all’Oresundstag (che è sempre in ritardo:P)

  • mari74

    Come si fa??? Sono italo-svedese,nata a Stoccolma vivo in Italia dove ho famiglia, vorrei trasferirmi in Svezia.Ho casa a Stoccolma e parlo svedese. Non ho competenze prof. così specifiche: mini-laurea interpreti e traduttori in inglese e tedesco. Ho sempre lavorato come recèptionist in una struttura ricettiva. Più difficile sistemare mio marito, artigiano accessori in pelle, parla solo italiano e i figli?? 2 anni fa ho provato a inserirli a scuola là, dopo un mese e mezzo di attesa, senza riscontri sono tornata. Mi sento in esilio! Aiuto!!

  • Ray

    Innanzi tutto ciao a tutti,
    leggendo tutti i vostri commenti, mi sento commosso e al tempo stesso “arrabbiato”: commosso perchè per colpa dei nostri politici, per la nostra burocrazia e per tutto quello che non va in Italia, siete, o siete stati costretti ad emigrare, “arrabbiato” perchè è sempre la gente onesta e laboriosa che viene costretta a lasciare la sua terra natìa. Desidererei ardentemente che, per avere un futuro migliore, per una volta, fossero i figli raccomandati dei politici a dover lasciare l’Italia, . Un sincero augurio di buona fortuna a tutti voi!

  • luca

    posso chiedervi cortesemente se e’ possibile lavorare in svezia per una coppia di italiani che non sa la lingua? io tecnico telefonico per conto fastweb e la mia ragazza parrucchiera. sono rimasto affascinato dal coraggio che avete avuto e vorrei imitarvi pur non essendo acculturato come voi… vi ringrazio in anticipo un abbracio

  • Stefano

    Bellissima storia con altrettanto lieto fine! Vi stimo molto e vi auguro tutto il meglio! Magari ci si incrocia a Skavsta prima o poi, o magari quando si realizzerà il mio progetto di trasfermi in Svezia. Nel frattempo me ne sto contento qui in Germania! In bocca al lupo per tutto! Saluti da Norimberga. Lycka till! Kram

  • giuseppe

    ciao ho letto nel vostro bellissimo blog la vostra esperienza di vita e, devo dire che vi ammiro molto…io pure come voi vorrei andare a vivere in svezia anche se ancora non ho una laurea ma con l inglese ci so fare e sto aspettando l estate affinchè scenda un cugino che vive la da diversi anni per chiedere consiglio e magari di inserirmi nel mondo del lavoro li..anche se ho 19 anni nn ho nessunissimo problema..volevo chiedervi cm è la vita la rispetto all italia?la vita quotidiana…potete rispondere anche all email che ho lasciato..

  • admin

    Ciao Giuseppe

    visita http://onewaytosweden.blogspot.com/

    Aldo

  • keyther

    vi ammiro tantissimo ragazzi….e so già che presto toccherà anche a me fare una scelta simile, la laurea si avvicina e non c’è prospettiva me per me qui. Se poi penso a quanto sto faticando con la tesi semplicemente perché tra burocrazie e gerarchie gli studenti vengono solo sfruttati e gettati via mi viene una rabbia enorme!
    spero di riuscire anche io a trovare la forza di lasciare tutti e costruirmi una nuova vita altrove……lontano!!!!

  • davide

    Per tutti quelli che vogliono andare a vivere in Svezia , non e’ tutto oro quel che luccica!!!
    Ci sono blog svedesi dove alcuni di loro se ne andrebbero volentieri dalla svezia!!
    Invece di scappare lottiamo insieme per un italia migliore….se tutti facessero come voi scappare allora si povera italia….

  • Paolo

    Sono rimasto molto colpito dalla vs esperienza e dal vs coraggio, mi conforta il fatto che uno di voi si è spostato con un posto “fisso” in italia. Anch’io ho un lavoro fisso, ho superato i 40 e vorrei andare a lavorare in Svezia con la mia compagna. Conosco l’inglese, sono ingegnere con quasi 8 anni di esperienza nel settore della progettazione, seppur svolta in modo discontinuo. (mi “curo” dai mali dell’attività di ufficio facendo progetti ed aggiornandomi) Me la cavo dignitosamente con l’inglese. Sarei molto grato se mi poteste dare qualche indirizzo e/o info about live and work in sweden.
    E-mail: pmanchinu@alice.it

  • Danyelle

    Io sono infermiera mi piacerebbe andarmene.
    Mio marito,laurea in informatica ha lavorato x la Erikson poi chiuso centro ricerca umts.
    Vorrei avere notizie dettagliate abbiamo una paura tremenda.Ci siamo già salvati,trasferendoci da Bologna a Lecce ove ho una casa e posto fisso io.Lui niente.Siamo partiti da zero e ci siamo sistemati.Sarebbe così bello poter trovare una seconda fortuna all’estero ma come possiamo fare?
    Abbiamo un cagnone,figli niente non possiamo economicante.Che ci consigliate?
    Comunque avete fatto benissimo,complimenti!

  • Massimo

    cercato il vostro blog… non compare…

  • Massimo

    mancava il http://www…... trovato!

  • Paolo

    Una mail mi ha ricordato del mio messaggio lasciato nel blog nel “remoto” Giugno 10. E passato un po di tempo ma l’intenzione di lavorare in Svezia è sempre la stessa! Questo nonostante nella azienda in cui lavoro sia un “Capetto”… non me ne frega niente, voglio lavorare nel mio settore e mi piacerebbe la Svezia, l’ho già visitata come turista. si dice che gli svedesi siano freddi (soliti luoghi comuni del piffero), non ci credo. Vivo a Cagliari, Sardegna e vi assicuro che anche i Cagliaritani sono generalmente freddi…. e anche un po antipatici…tutto il mondo è paese
    saluti a tutti
    p.s. sarei grato se qualcuno mi indicasse qualche sito di aziende di costruzioni e7o studi di progettazione svedesi (a parte la Skanska construction che già conosco)

  • Rosario

    Della serie: un altra italia e’ possibile..
    Storia simile, motivazioni piu che identiche…
    Saluti dallo småland.. ;-) e anche io felice della mia scelta.

  • Peppard

    Sembra facile ma non è così semplice. Prima di tutto leggo che vi siete trasferiti a Norrköping dove è molto più facile trovare casa. A Stoccolma è veramente impossibile a meno che uno non accetti di vivere in un sobborgo lontano dalla città e vi assicuro ci sono posti veramente brutti, quelli non li mettono nelle guide turistiche. Per quanto riguarda il lavoro, c’e’ molta richiesta di professionisti anche perchè in Svezia data la popolazione di solo 8 mil di abitanti sono molte le professioni che richiedono gente con CV che molto spesso scarseggiano nel Paese. Inoltre quasi tutti cercano di raggiungere la Capitale o perlomeno le due altre grandi città (Malmo e Gothenburg) specialmente i giovani e sonotante le città come Norrköping appunto che si stanno man mano spopolando, specialmente al nord della Svezia dove con la chiusura di alcune fabbriche c’e’ stato un vero e proprio esodo verso altre città. Io stesso ho visto quartieri interi di città appena costruiti completamente in disuso che vengono via via smantellati. Veri e propri flop urbanistici. Non è difficile trovare lavoro in Svezia se si hanno le carte giuste perchè c’e’ richiesta ma anche qui c’e’ nepotismo, per esempio provate ad entrare in un corso di legge e vedrete che la maggior parte sono figli di giudici o avvocati, quasi a numero chiuso. Tante società sono ancora a conduzione familiare e tante volte la società del padre finanzia quella del figlio, tutto ben studiato per pararsi dalle tasse. Qui sono abbastanza scaltri anche perchè se c’e’ una cosa che funziona bene è l’istituto delle tasse che ha praticamente tutti in database. I crimini che vengono puniti di più infatti sono quelli economici, molto più che stupri, violenze etc. che sono la macchia nera del paese o se vogliamo il lato oscuro della svezia che pochi conoscono. O pensate che i romanzi di Stig Larsson siano solo frutto di fantasia? Per quanto riguarda la lingua svedese, non è che sia così difficile, io l’ho imparata senza nemmeno andare ad un corso. La radice è Sassone, forse la pronuncia un pochettino difficile ma niente comparato al Francese se vogliamo con tutte quelle regole grammaticali. Anzi l’Italiano è di gran lunga più difficile, per parlare lo svedese bastano poche centinaia di parole. Trasferirsi in Svezia non è nulla in confronto con emigrare negli Stati Uniti, non è certo un’impresa così ardua. Io ci sono venuto 15 anni fa e a volte mi chiedo come mai tanta gente che ci viene in vacanza ne resta così affascinata. Eppure non offre così tanto rispetto ad altri paesi europei. In confronto con le altri capitali Stoccolma è una piccola città che molto spesso va a dormire presto la sera. Una cosa è certa, in tanti anni di esperienza in Svezia vi posso assicurare che il sistema sanitario fa acqua da tutte le parti, il servizio clienti di qualsiasi centro è molto spesso scadente, la polizia non si sa che cosa fa, il sistema giudiziario è ridicolo, le tasse sono altissime così come il costo della vita che non è rapportato con gli stipendi medi. La maggior parte degli svedesi si porta dietro un debito con lo stato per il periodo di studio che molto spesso è calcolato sui 50.00o euro a persona che pagheranno per tutta la vita. Una grande maggioranza di persone non ha risparmi e vive fino alla fine del mese cioè sullo stipendio, molto spesso finendo in rosso. Non tutte le famiglie possiedono una casa come proprietà perchè non se lo possono permettere, questo per lo meno a Stoccolma.
    Saluti.

  • Alex

    Peppard dici la verità, solo che ci sono i soliti conterranei che devono farsi vedere da quelli che sono rimasti a casa. Sai, devono fare sapere a tutti che loro “ce l’hanno fatta” e sono “fichi”! Peccato che stiano a Nörrköping…

  • adriana

    Da ciò consegue che una ragioniera di 40 anni – con 20 banalissimi anni di esperienza lavorativa nel settore privato italiano e zero conoscenza lingua svedese – è inutile che si lusinghi?! Insomma non c’è “trippa per gatti” per me che accarezzavo l’idea di trasferirmi nel paese dei balocchi? E col sistema pensionistico come funziona? C’e’ una pensione minima?
    Saluti.
    Adriana

  • Alex

    Non ci si reca nei Paesi altrui per scroccare le pensioni, vergogna!

  • Peppard

    ahah cara Adriana se vuoi concludere la tua esistenza in completa solitudine in un paese dove a parole ti viene dato tutto ma nello stesso tempo di viene tolto e di più allora puoi anche venire in Svezia dove per lo più la gente aspetta tutto l’anno l’estate e quelle poche settimane di sole che non fanno altro che esaltarle (la fantastica estate svedese, mah!) e come gli uccelli volano in Spagna o in Thailandia due volte l’anno. Proprio l’altro giorno chiacchieravo con un amico che è un rispettabile chirurgo e mi diceva appunto che tra i vari problemi in Svezia c’e’ appunto quello della sanità e delle lunghissime liste di attesa. Un malato di Cancro per esempio qui può aspettare anche mesi per una visita mentre in Italia con tutto quello che si voglia dire è illegale abbandonare così un paziente malato di Cancro, c’e’ la galera. Dico questo perchè conosco bene almeno un paio di famiglie svedesi che hanno perso i loro cari a causa del sistema becero che hanno. Per quanto riguarda la pensione, calcola che il costo della vita è elevatissimo ed il rapporto non è bilanciato. Tanta gente arriva a mala pena a fine mese. Giusto per darti un’idea un filetto di manzo al chilo qui costa anche 450 kr che al cambio sono pressapoco 50 euro! L’Italia per quanto terribile possa essere sicuramente offre qualcosa di più che un paese come la svezia, arido di cultura e rapporti sociale. Sono solamente apparenze ma in Svezia c’e’ anche un altissimo livello di ignoranza generale. Basta uscire un attimo dalle tre grandi città per rendersi conto della realtà. In più di 15 anni di assenza dall’Italia io non sarei più in grado di ritornare ma sicuramente di invecchiare in Svezia non ci penso nemmeno. Dopo una decina d’anni ho tolto la mia residenza svedese e le cose sono cambiate in molto meglio. Se proprio dovessi tornare in Italia continuerei le mie attività estere questo di sicuro con un piede fuori ma sicuramente vivrei meglio che una vita noiosa e banale tra lunghissimi inverni e gente che come Juno cambiano umore come il giorno e la notte. Guardate poi che il clima non è per niente come ve lo mostrano nelle guide turistiche, se riesci a vivere in un paese dove per lo più il cielo è grigio fai tu… :)

  • Alex

    Sì, Peppard, la questione della sanità è proprio come dici tu, solo che gli svedesi lo dicono a mezza bocca. Gli italiani che vengono vedono cose che non esistono, bisogna viverci nei Paesi scandinavi per capire. Basta che leggi i blog degli italiani in Svezia: partono tutti gasati e dopo un anno già iniziato a ridimensionarsi – ma non troppo altrimenti come si fa a farsi belli nei confronti dei conterranei rimasti a casa? Emigrare fa fico! C’è l’idea che uno che “vada via dall’Italia” passi a livelli superiori di conoscenza, sociali ecc.

  • Peppard

    Eheh Caro Alex, meno male che qualcuno non si fa fregare dalle apparenze. Qui una cosa la sanno fare bene e cioè lavare i panni sporchi a casa propria. La sanità è solo la punta dell’Iceberg in realtà. Comunque a dir la verità di Italiani in Svezia negli anni ne ho incontrati veramente pochi. C’e’ stato una sorta di boom negli anni 50 quando venivano a lavorare nelle fabbriche ma poi tanti sono ritornati in Italia, quelli che sono rimasti hanno prima aperto pizzerie e poi ristoranti, qualcuno ha cominciato altre attività. Però alla fine erano veramente pochi rispetto alle nuove ondate di immigrati che si sono avuti negli anni (dal Cile per esempio). Il risultato è che adesso le pizzerie sono tutte gestite da arabi o slavi e i ristoranti italiani sono pochi ormai (cioè quelli veramente gestiti da italiani). A parte quello io che lavoro in diversi campi, dalla pubblicità all’editoria non incontro quasi mai italiani. D’altra parte siamo un po’ troppo esigenti per poter accettare tutte ste regole che hanno qui che a volte sono veramente irritanti e fuori ogni logica. :)

  • Alex

    A parte che gli abbonamento dei mezzi – qua non si scappa, il biglietto se non lo paghi, non sali sul bus/metro – è aumentato di 200 kr (più di 20 euro). Il trimestrale per studenti (quindi con lo sconto) costava 75 euri ora figurarsi che spesa. E meno male che c’è lo sconto. Per non parlare dei problemi che ci sono con i servizi pubblici ultimamente, soprattutto con la metropolitana (gente sottopagata ecc.). Già, perché la metropolitana di Stoccolma se la sono comprata quelli di Hong Kong…

  • Rosario

    Vero, purtroppo non e’ tutto oro quello che luccica.
    Anche l’öresundståg il treno che collega malmö con copenhagen fa dei ritardi abbastanza frequenti ogni giorno.. Pero’, ci sono delle altre cose per le quali ne vale la pena trasferirsi, almeno per ora io mi trovo ancora contento. La sanita’ fino ad’ora mai avuto grossi problemi, forse col tempo cambiero’ idea?

  • Alex

    Peppard, la gente viene qui col mito del welfare che… non c’è! O meglio, c’è ma alla fine ti rendi conto che te lo paghi tutto attraverso le tasse. Io mi trovo bene per questioni di background quindi certe “tedescate” le conosco bene – alla fine la Svezia è un Paese germanico – ma mi rendo conto che dopo i primi anni di entusiasmo gli italiani si sentano soli e così va a finire che si ritrovano fra loro, non integrandosi mai veramente. Gli italiani che vengono qua non fanno altro che fare confronti con l’Italia, ce l’hanno a morte con il loro Paese natìo e non si accorgono che l’Italia ha sì molti problemi ma anche tanti pregi! Inoltre ora i problemi sono globali. Gli italiani sono esterofili per un complesso d’inferiorità maturato come reazione alle continue dominazioni subite nei secoli. Sarebbe ora di scrollarsi di dosso questi miti e iniziare a ri-apprezzare il proprio Paese.
    Il problema rimane per chi è misto e che si sente ibrido.

  • Peppard

    Caro Alex è tutto vero quello che scrivi eccetto secondo me del fatto che il complesso di inferiorità ce l’hanno proprio gli svedesi, la famosa invidia svedese per esempio (svensk avundsjuka) gli italiani sono più che altro arroganti e si credono sempre superiori a tutti in qualsiasi situazione e tante volte all’estero ne sono stato testimone ed è assai imbarazzante alla fine. È vero quello che dici anche alla fine specialmente che i problemi sono globali ed uno deve imparare ad apprezzare alla fine il proprio paese. Io non ho mai disprezzato l’Italia perchè sarebbe infantile, semplicemente non ho trovato una dimensione e le opportunità per fare il mio lavoro e quindi sono andato altrove. Ho viaggiato per Europa e USA e per periodi sono stato in diversi paesi ed alla fine uno si rende conto che in verità il paese perfetto non esiste ma uno se lo deve costruire. Il fatto dell’integrazione è un altro problema degli italiani ma quello più grande è di non avere un vero spirito d’iniziativa o meglio uno spirito veramente imprenditoriale se vogliamo. In parole povere sono pochi quelli portati ad essere liberi professionisti, che hanno la capacità di adattarsi e cercarsi lavoro mentre la maggior parte cerca un lavoro stabile e uno stipendio fisso e questo è un altro problema perchè si, c’e’ pure la crisi ma si tratta anche del fatto che le cose stanno cambiando velocemente e tante professioni si stanno estinguendo quindi più attività indipendenti e nuovi lavori e sempre meno lavori in uffici pubblici etc. Se uno si guarda intorno ci sono un sacco di professioni che stanno scomparendo ma questo non interessa quasi a nessuno. Per esempio solamente a Stoccolma ci sono 14 tecnici che riparano frigoriferi per tutta la città e sobborghi, se si ha urgente bisogno si può aspettare anche un paio di settimane per una riparazione. E così anche con idraulici. Ho amici che sono andati a Londra anni fa, alcuni continuano a parlare italiano, uscire con italiani insomma si sono creati il loro microcosmo ma questo alla fine è solamente emarginarsi. Alla fine mi domando qual’è il motivo per il quali siano andati via e la risposta è semplice, in Inghilterra per loro è stato facile avere il sussidio di disoccupazione e tra un lavoretto e l’altro sono andati avanti con la speranza di un lavoro un domani…

  • adriana

    Peppard, sei molto chiaro e conciso. Avevo sentito dire però che in Svezia, è vero si che si pagano tasse molto alte, ma tutto funziona. Da noi si paga altrettanto tantissimo di tasse (solo di spazzatura pago 320 euro annui per non parlare della scuola elementare che dovrebbe essere gratuita e invece paghiamo contributo annuo, libri, progetti moroti ecc. ecc.), ma non funziona niente. In più ti capitano cose assurde tipo che l’Agenzia delle Entrate, dopo quasi cinque anni, ti richiede indietro soldi sul TFR perchè solo la settimana scorsa si è accorta che l’aliquota di allora era provvisoria ed hanno il coraggio di rchiederti indietro 300 euro al volo per qualcosa che, credendo tuo, hai percepito quasi 5 anni fa. Ho sentito dire che in Svezia lo stato è più partecipe e se un imprenditore ha voglia di lavorar eviene “coadiuvato”, è anche questo un mito? Preciso che la mia è mera curiosità ed anzi approfitto per dire ad ALEX AUTORE DI QUELLA IDOTA FRASE INFELICE che se lui non stava scherzando con quell’affermazione scema, è davvero una persona stupida.

  • Peppard

    Cara Adriana, infatti questa è la cosa pazzesca cioè che si sente di come funziona tutto quando in realtà non è vero. È vero che le tasse sono altissime questo si.
    Innanzitutto uno deve anche sapere che la Svezia è un paese molto vasto e le comunicazioni tra le varie città non sono proprio perfette (e certi luoghi sono di una tristezza assoluta, a parte il fatto che sembrano tutti uguali). I treni di collegamento a volte sono sostituiti da autobus, questo dipende da dove uno deve andare, mi è capitato di viaggiare per lavoro e devo dire che anche qui i treni fanno ritardo anzi quest’estate c’e’ stato il chaos perchè si erano “dimenticati” di assumere personale quindi poste ritardate, treni cancellati e così via. Quello che non fanno a differenza dell’Italia sono gli scioperi. Si tante cose funzionano ma limitatamente è cioè se io devo viaggiare per esempio a New York non ho ne la possibilità di un mercato concorrenziale (hanno tutti le stesse tariffe) ne la convenienza di un volo diretto (i voli fanno sempre scalo in aereoporti di altre capitali). Questo può sembrare un esempio banale ma ti assicuro che per chi ha esigenze di questo tipo a volte diventa un serio problema programmare anche un semplice viaggio di lavoro e cioè non succede con le altre capitali Europee. Il servizio sanitario non è messo bene, da un lato c’e’ un vero esercito di “bluff doctors” cioè medici specializzati all’estero (Norvegia in molti casi) dove pochi mesi di esperienza vengono trasformati in lauree (c’e’ una grossa indagine in corso al momento a Bruxelles riguardo questa cosa) e dall’altro le lunghissime file di attesa (il papà di un amico ci è morto in attesa di poter essere operato di Cancro). Provate ad andare ad un pronto soccorso e ve ne renderete conto. I sussidi e gli altri benefici li fanno pagare veramente cari alla gente. L’Università dicono che è gratuita ma non è vero perchè lo studente riceve yipo 60 euro a settimana di sussidio ma è costretto a prendere un prestito ad alti interessi che si troverà poi a pagare per tutta la vita. In cambio le università sono veramente a numero chiuso, pochissimi corsi ed insegnanti. Insomma molto spesso i giovani perdono anni solo perchè sono in attesa (di nuovo le tipiche file) di poter entrare in un corso. Insomma tipo il lotto in alcuni casi. Tutti i miei amici e parenti in Italia sono laureati, qui tra i miei conoscenti ce ne sono veramente pochissimi con una laurea. Inoltre i libri di testo (stampati da una casa editrice che credo abbia a che fare proprio con le università e lo stato) sono carissimi. NOn è strano che alla fine un giovane si trova con una laurea e 50mila euro di debito con lo stato che pagherà tutta la vita. Si hanno i sussidi per i figli a carico (tipo 100 euro al mese) e se non hai lavoro puoi rivolgerti all’organizzazione dello stato che in teoria dovrebbe prendersi cura di te ed invece visto che anche qui c’e’ la crisi questi tipi di sussidi stanno facendo di tutto per limitarli e così molto spesso chi ne ha veramente bisogno non ottiene nulla.
    Lo stato non è per niente partecipe anzi molto spesso crea ulteriori ostacoli. Io come imprenditore pago un’enorme quantità di tasse e non ho nessun vantaggio se non quello di poter fare la dichiarazione ogni tre mesi (quindi un ulteriore costo di commercialista). Te la dipingo nera perchè mettendo tutta sulla bilancia alla fine non conviene mica ed è per questo che io non ho più la residenza in Svezia.
    La metro e i bus a Stoccolma funzionano bene ma sono cari quindi il servizio te lo fanno pagare. Se vivi in città ed hai la macchina devi pagare il parcheggio ovunque. NOn esistono i garages così se sei residente paghi dai 5 euro in poi al giorno. Se no paghi 20 euro. Se non paghi multa assicurata, questa è una delle poche cose che funziona perchè le multe le fa una ditta privata.
    La giustizia e la polizia poi sono uno scherzo. Qui se commetti un crimine passano gli anni prima che ti processano e c’e’ una corruzione incredibile tra giudici etc. Questo detto da un avvocato stesso. La polizia è inefficiente e molto spesso invisibile. Da un lato il livello d’istruzione è basso dall’altro c’e’ proprio un’incompetenza di base. Secondo voi che cosa è successo in Norvegia veramente? Qui a Stoccolma hanno davvero un solo elicottero e poca gente che lo pilota, spesso devono pagare piloti civili. D’estate vanno tutti in vacanza e la polizia di Stoccolma chiedeva in prestito il personale da altre città dove già scarseggiava. Risultato è che tantissimi casi non vengono mai chiusi e sto parlando anche di cose serie e non solo di divorzi etc.
    Quindi se lo Stato ti da qualche cosa non ti preoccupare che se la riprende con alti interessi.
    Quali sono i vantaggi di venire in Svezia? CHe se sei proprio disperato e non hai assolutamente null’altro credo che la Svezia alla fine può essere una soluzione ma non per sempre, giusto temporanea almeno per noi che veniamo dall’Europa. È diverso per chi ha dovuto lasciare un paese in guerra. Ma vi assicuro che sono tanti quelli che ritornano nei loro paesi ormai. L’alternativa? Forse il Canada che in questo momento ha una solida economia e molta richiesta di lavoratori.
    Saluti

  • Alex

    Veramente sei tu che non ti devi permettere di scrivere in maiuscolo, insultandomi.
    A me pare che non fai altro che parlare di denaro, è quindi quello che ti interessa. La cosa non mi stupisce, visto che la Svezia attrae gente per il cosiddetto welfare.

  • Alex

    Peppard ciò che dici è vero, come pure la questione dei falsi sussidi universitari. Io mi secco quando sento gente che vuole emigrare in Svezia pensando di fare una vita comoda grazie al welfare (cosa che, come hai menzionato nel tuo post, è accaduta pure in altri Paesi come gli UK). La verità che nessuno vuole sentirsi dire è che si deve emigrare nel Paese più vicino alla propria cultura, mettendosi in testa di lavorare sodo e non di appoggiarsi a un welfare. Non ci credo che un italiano DOC si possa trovare bene in Svezia senza rimpiangere, prima o poi la sua terra. A meno che non abbia già un background culturale/familiare col Paese in cui si trasferisce. Tutto qui. Non nutro nessun rancore nei confronti di nessuno ma rispondo a chi scrive in caratteri capitali. Una cosa che non sa fa. Non siamo mica al mercato. Cordiali saluti a tutti e buona giornata! : )

  • Peppard

    Buongiorno a tutti, forse posso consigliarvi un film “Un Paradiso Senza Biliardo”
    http://www.imdb.com/title/tt0102630/
    Scritto e diretto da Carlo Barsotti un regista italiano che vive in Svezia.
    Oppure una lettura interessante è Scandinavia di Enzo Biagi che anche se datato 1970 o qualcosa del genere è ancora terribilmente attuale.
    / P

  • Alex

    Riguardo alle università, vorrei aggiungere che oltre al numero chiuso esiste una selezione durissima, anche per i corsi con poche persone. A parte che devi sapere l’inglese benissimo e non “cavartela” sperando di sfangarla in un modo o nell’altro. Qua c’é gente che arriva a 28 anni prima di riuscire a fare una triennale. Infine è difficile che elargiscano voti alti per questioni di concetti socialdemocratici. Ce la fai solo se ti fai un mazzo allucinante. In Italia basta studiare e prendi 30, qua no e ti danno voti più bassi perché sei straniero (uindi l’ultimo arrivato). L’aspetto nordico è fondamentale per essere accettati, altro che storie. Infine, devi stare nella manica di qualcuno per andare avanti perché si procede unicamente per raccomandazioni. Una volta che sei stato presentato devi fare quello che ti viene richiesto senza ribattere, altrimenti ti fanno fuori in 2 minuti. Le raccomandazioni sono diverse da quelle italiane ma non puoi pensare di fare qualcosa senza essere presentato. Per concludere, parliamo dell’invidia svedese… esiste eccome! Noi europei siamo temutissimi. Per non parlare degli adottati (qua ce ne sono un sacco) che rosicano se tu, straniero, hai caratteristiche fisiche nordiche, perché loro sono magari di origine extra-EU – svedesi dentro quindi, ma non fuori e si sentono socialmente discriminati.
    Insomma, ci vuole quel pizzico di crudeltà/freddezza nordica per sopravvivere. Ce l’avete? Allora venite. Altrimenti restate a casa con la mamma che vi cucina la pappa. Qua la mamma se ne frega. ; )
    Il Paese perfetto non esiste, dice bene Peppard!

  • Alex

    Cosa ne dici di “Svezia, Inferno e Paradiso”? Datato 1968 ma rende l’idea della visione italiana dell’epoca sulla società svedese. Fa riflettere.
    Comunque oggi un ministro gay è stato eliminato dal governo con la scusa della nomina del nuovo capo del partito. Se pensate che in Italia c’è Vendola.
    Ebbene, qua no!