Smontato il mito “vado in Spagna e lavoro”
Isabella ha scritto di recente ad Italians fornendo la sua prospettiva da esperta sulla situazione del lavoro in Spagna.
Residente in Spagna da 12 anni, sposata ad uno Spagnolo, Isabella si è sempre occupata di traduzione. Quando la ditta che la impiegava ha chiuso i battenti, lei e due colleghe hanno fondato la loro azienda.
Fino a 5 anni fa la Spagna offriva opportunità mentre la crisi economica globale attuale sta rendendo la situazione difficilissima per chi cerca lavoro. Il tasso di disoccupazione è intorno al 18 per cento ed il numero di concorrenti per i pochi posti di lavoro è quindi aumentato in modo esponenziale.
Questo è particolarmente vero per quello che riguarda gli Italiani in cerca di lavoro. Molti di essi purtroppo non hanno molto da offrire, sia come tipo di titolo di studio sia come esperienza, quasi nulla alla soglia dei trent’anni.
Isabella consiglia di andare in Spagna solo se laureati in ingegneria o informatica, con esperienza e ottima conoscenza dello spagnolo, inglese e tedesco. Anche per questi profili l’offerta non è granchè.
Per gli altri il consiglio è quello di rimanere in Italia, soprattutto se avete già un lavoro.
Isabella ha anche gentilmente risposto ad alcune domande di italiansinfuga, precisando che le risposte sono da leggere nel contesto del “facendo finta che non ci sia la crisi”, che prima o poi passerà.
Quali sono le regioni della Spagna che offrono migliori opportunità e quali quelle che tirano di meno?
Dunque le zone di maggior benessere in Spagna sono, come tutti sanno, la Catalogna (vale a dire la regione di Barcellona), la regione di Madrid e i Paesi Baschi.
Quelle più povere sono l’Estremadura (già il nome…), Castiglia-La Mancia, Castiglia-León, Galizia, Andalusia. Queste sono zone di forte emigrazione sia all’estero sia interna verso le aree più industrializzate di cui sopra.
Quali sono i luoghi comuni e gli stereotipi dei quali gli Italiani devono liberarsi prima di trovare un lavoro in Spagna?
Per esempio credere che “in Spagna si lavora meno”. Si lavorano parecchie ore in più che della media europea: ci sono sì più festivi, ma meno vacanze (lo statuto prevede 22 giorni lavorativi di ferie). Niente “siesta”. C’è però l’usanza di fare ore in più in inverno e poi fare ore in meno in estate, il cosiddetto “orario intensivo”, per cui da luglio a settembre (due-tre mesi, a seconda), si entra prima al lavoro (tipo alle sette) e si esce prima, si fa orario continuato e un’ora in meno che poi si recupera o si è già fatta in inverno. Non è male, ma nemmeno si fa ovunque.
Gli spagnoli poi “ingannano”: sono molto “festaioli”, è vero, ma poi molto più austeri degli italiani nella vita di ogni giorno. Non gli piace il “teatro” che facciamo noi italiani. Hanno verso di noi il pregiudizio che siamo un po’ imbroglioni e troppo adulatori. Ecco, evitare l’adulazione. E che gli uomini evitino di fare i cascamorti con le donne ad ogni piè sospinto e fuori constesto. Non lo sopportano. Così come non sopportano nemmeno le pappe molli…
E poi consiglio chiarezza, niente ambiguità, onestà, correttezza, professionalità e serietà. Queste sono sempre la migliore credenziale, ovunque si vada.
Che consigli daresti a chi sta pensando di emigrare per lavoro in Spagna?
Beh, come dico nella mia lettera, di non farlo in questo momento! Con una disoccupazione media del 18%??? E di non farlo a qualunque prezzo. Se hanno un lavoro in Italia, che se lo tengano stretto, non è cosa, in questo momento. E se non hanno lavoro, beh, che non smettano di cercarlo in Italia ed, eventualmente, in parallelo, lo cerchino in Spagna, ma anche in Francia, Inghilterra, Germania, Svezia… (evitare l’Irlanda che sta come la Spagna). Ma partire senza niente può significare perdere soldi e soprattutto tempo inutilmente. Ecco una web per trovare lavoro in Spagna: www.infojobs.net
Grazie Isabella!
Avete esperienza di lavoro in Spagna? State cercando lavoro in Spagna? Lasciate un commento!!
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