Smontato il mito “vado in Spagna e lavoro”

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Isabella ha scritto di recente ad Italians fornendo la sua prospettiva da esperta sulla situazione del lavoro in Spagna.

Residente in Spagna da 12 anni, sposata ad uno Spagnolo, Isabella si è sempre occupata di traduzione. Quando la ditta che la impiegava ha chiuso i battenti, lei e due colleghe hanno fondato la loro azienda.

Fino a 5 anni fa la Spagna offriva opportunità mentre la crisi economica globale attuale sta rendendo la situazione difficilissima per chi cerca lavoro. Il tasso di disoccupazione è intorno al 18 per cento ed il numero di concorrenti per i pochi posti di lavoro è quindi aumentato in modo esponenziale.

Questo è particolarmente vero per quello che riguarda gli Italiani in cerca di lavoro. Molti di essi purtroppo non hanno molto da offrire, sia come tipo di titolo di studio sia come esperienza, quasi nulla alla soglia dei trent’anni.

Isabella consiglia di andare in Spagna solo se laureati in ingegneria o informatica, con esperienza e ottima conoscenza dello spagnolo, inglese e tedesco. Anche per questi profili l’offerta non è granchè.

Per gli altri il consiglio è quello di rimanere in Italia, soprattutto se avete già un lavoro.

Isabella ha anche gentilmente risposto ad alcune domande di italiansinfuga, precisando che le risposte sono da leggere nel contesto del “facendo finta che non ci sia la crisi”, che prima o poi passerà.

Quali sono le regioni della Spagna che offrono migliori opportunità e quali quelle che tirano di meno?

Dunque le zone di maggior benessere in Spagna sono, come tutti sanno, la Catalogna (vale a dire la regione di Barcellona), la regione di Madrid e i Paesi Baschi.


Quelle più povere sono l’Estremadura (già il nome…), Castiglia-La Mancia, Castiglia-León, Galizia, Andalusia. Queste sono zone di forte emigrazione sia all’estero sia interna verso le aree più industrializzate di cui sopra.

Quali sono i luoghi comuni e gli stereotipi dei quali gli Italiani devono liberarsi prima di trovare un lavoro in Spagna?

Per esempio credere che “in Spagna si lavora meno”. Si lavorano parecchie ore in più che della media europea: ci sono sì più festivi, ma meno vacanze (lo statuto prevede 22 giorni lavorativi di ferie). Niente “siesta”. C’è però l’usanza di fare ore in più in inverno e poi fare ore in meno in estate, il cosiddetto “orario intensivo”, per cui da luglio a settembre (due-tre mesi, a seconda), si entra prima al lavoro (tipo alle sette) e si esce prima, si fa orario continuato e un’ora in meno che poi si recupera o si è già fatta in inverno. Non è male, ma nemmeno si fa ovunque.

Gli spagnoli poi “ingannano”: sono molto “festaioli”, è vero, ma poi molto più austeri degli italiani nella vita di ogni giorno. Non gli piace il “teatro” che facciamo noi italiani. Hanno verso di noi il pregiudizio che siamo un po’ imbroglioni e troppo adulatori. Ecco, evitare l’adulazione. E che gli uomini evitino di fare i cascamorti con le donne ad ogni piè sospinto e fuori constesto. Non lo sopportano. Così come non sopportano nemmeno le pappe molli…

E poi consiglio chiarezza, niente ambiguità, onestà, correttezza, professionalità e serietà. Queste sono sempre la migliore credenziale, ovunque si vada.

Che consigli daresti a chi sta pensando di emigrare per lavoro in Spagna?

Beh, come dico nella mia lettera, di non farlo in questo momento! Con una disoccupazione media del 18%??? E di non farlo a qualunque prezzo. Se hanno un lavoro in Italia, che se lo tengano stretto, non è cosa, in questo momento. E se non hanno lavoro, beh, che non smettano di cercarlo in Italia ed, eventualmente, in parallelo, lo cerchino in Spagna, ma anche in Francia, Inghilterra, Germania, Svezia… (evitare l’Irlanda che sta come la Spagna). Ma partire senza niente può significare perdere soldi e soprattutto tempo inutilmente. Ecco una web per trovare lavoro in Spagna: www.infojobs.net

Grazie Isabella!

Avete esperienza di lavoro in Spagna? State cercando lavoro in Spagna? Lasciate un commento!!

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  • Ndo-ITA

    Confermo Tutto quello che ha scritto Isabella!
    Antonio. 27 anni. Di Salerno. Creativo Pubblicitario. Vivo a Madrid da 2 anni, conosco molto bene anche Bilbao e i Paesi Baschi,

    Ero giá emigrato da Salerno a Milano per studiare pubblicitá e iniziare a lavorare a Milano. Ho vissuto a Milano per 5 anni
    e dopo 3 di studi e 2 anni di lavoro mi sono spostato a Madrid…

    Felice e con nessuna intenzione di tornare,
    neanche con la crisi (che qui è molto forte, per un lato sicuramente piú acuta che in italia).

    La mia “qualitá di vita” é migliorata in maniera esponenziale
    in solo 2 anni… e spero che continui così.

    Sempre é un mix di fattori,
    forse fattori come la fortuna per trovare il lavoro “perfetto”…
    e gusti personali per apprezare lo “stile di vita spagnolo”.

    Pero sicuramente il paese e la gente sono diversi dal nostro nel bene e nel male, e si sente.

    Probabilmente nel mi caso sono emigrato all’estero un po per scelta e non per condizione… so che pero per molti altri é vero esattamente il contrario.

    Non so se é un caso, pero di un gruppo di amici Salernitani,
    io vivo a Madrid, un amico a Barcellona, altri a Londra, uno in Bulgheria e non tutti facciamo dei lavori “specialistici”…

    ci rivediamo tutti in vacanza in Italia,
    é un po triste, siamo diventati dei turisti nella nostra terra.

    Un altra cosa che é un luogo comune sugli Italiani é che:
    “sempre si lamentano (anche del loro paese) e non fanno mai niente per migliorarlo”.

    Colpevole :-( .

    Ripongo grosse speranze in quelli che rimangano,
    per migliorare un paese e una societá che vive
    molto al di sotto delle sue possibilitá sociali e economiche.

    Con la speranza che magari un giorno,
    (almeno spero per la mia futura discendenza)
    possa decidere di emigrare a vivere in Italia.

    Un ItalianoSalernitanoEmigrato.

  • Elibre

    Confermo quello che ha detto Isabella, io sono qui da dicembre scorso.
    A proposito, ci sono talmente tanti stranieri che anche conoscendo altre lingue europee alla perfezione, per un lavoro dove richiedono il tedesco prenderanno un tedesco, per un lavoro con il francese un francese, ecc. Ne so qualcosa io, pur avendo vissuto, lavorato e studiato sei anni in Francia e avendo un livello bilingue e un marito francese, non mi prendono in considerazione per offerte con il francese ma solo con l’italiano.
    Quindi per gli italiani e, ancora peggio, perche’ e’ la comunita straniera piu’ numerosa e non e’ che ci sia tutta questa scelta d’offerte di lavoro per il mercato italiano. Per gli ingegnieri con il tedesco speeso si tratta quindi di offerte per gli ingegneri tedeschi.
    Ha ragione Isabella cercate ovunque, anche in Spagna, ma muovetevi solo se avete un’ offerta concreta, sono tempi duri. Ho trovato lavoro anche con la crisi, e mi ritengo fortunate e mio marito anche, pero’ nulla a che vedere con lo stipendio proposto nelle offerte fino all’anno scorso e gli impieghi proposti sono meno, quindi qui cominciano a conoscere il lavoro precario, stipend non adeguati con il costo della vita, come in Italia anche se non siamo ai nostril livelli. In Italia se non si conosce nessuno e’ impossibile trovare un lavoro decente nel 99% dei casi, a parte in citta’ come Milano dove essendoci piu’ offerte il fenomeno sara’ forse piu’attenuato, pero’ questo e’ un element della nostra mentalita’ che pesa. Anche in Spagna molti lavori si trovano tramite conoscenze, ma non tanto quanto in Italia.
    Io sto risparmiando per andarmene in un altro paese del Nord Europa il prossimo anno, perche questo non e’ certo un posto dove guadagnare correttamente. Sono contenta di questa esperienza, perche’ ho potuto imparare bene lo spagnolo e lavorare in un altro paese estero, ma io e mio marito non abbiamo intenzione di stabilirci a lungo, vista la situazione . Cominceremo a cercare da gennaio prossimo quando avremo un lavoro ci muoveremo.
    In bocca al lupo!

  • Luca

    Io sono 5 anni che vivo a Valencia!
    dopo essermi laureato in lingue e culture per l’imprea e aver lavorato 1 anno in Irlanda, il cambio é stato positivo!
    In Spagna si vive bene, benissimo…la gente sa divertirsi, si vive in strada, nei bar, c’e’ poca gente “fighetta” e molte piú persone autentiche.

    Le mie amiche italiane si lamentano peró che “lo spagnolo” non le fa sentire belle, non le fa sentire desiderate. Ingenuamente l’iberico é abbastanza gnocco, e alle spagnole piace l’amante italiano!

    Lavoro: lavoro per una ditta italiana, meridionale, con mentalitá meridionale…essendo io del Sud posso riconoscerlo…la mentalitá é profondamente TERRONA! Ma il lavoro va bene, anche se mi piacerebbe lavorare per gli spagnoli, altra qualitá altre idee, piú tatto, piú rispetto.

    Crisi: c’e’ crisi, e si sente di piú soprattutto per il boom che c’e’ stato pochi anni fa. Non ci fosse stato, non si sarebbe sentita cosí la crisi. Ma conosco molte persone che hanno trovato lavoro anche durante la crisi. Generalmente gli spagnoli non sono ben preparati nelle lingue, e potendo offrire italiano+inglese…e soprattutto spagnolo, ed essendo bravi “amanti”, li possiamo superare.

    Tornare in Italia? no…rappresento l’Italia qui, con una miriade di altri italiani che si fanno in 4 e inventano qualcosa di nuovo qui in Spagna. Sebbene le paghe siano inferiori ad altre zone europee, il sole e la qualitá di vita NON HANNO PREZZO!!! qui si mangia “pane e sorrisi”…

  • eldorado

    isa, vorrei sapere se ritieni una cosa positiva la mia eventuale voglia di trasferirmi in Barcelona. Solo laureato in Economia e gestione dei servizi turistici. Parlo l’inglese e lo spagnolo. Ho fatto vari lavori: cameriere, receptionista, ragioniere. Non c’e la faccio più: vivere in questo paese vecchio. Dimmi se faccio bene se mi trasferisco in sapgna per lavoro. Ps mando C.V. ma non mi rispondono. Un bacio grazie

  • Isabella

    Luca: mamma che tristezza che mi fai con la storia dell’amante italiano. Ma davvero hai trovato qualcuna che ha creduto alle tue smancerie da lumacone? Che viscidume. Qui al nord ti avrebbero fatto correre a ciabattate…. Io credo che al “tipico italiano” da rimorchio (e magari mammone e maschilista) non potrei abituarmi più. Penso anche che alla spagnola possa piacere all’inizio, ma dopo un po’… scappa a gambe levate.
    Che dio benedica e dia lunga vita al mio “chico del norte” che non è che “mi faccia sentire bella”: crede proprio che io lo sia!!!

    Eldorado: il tuo profilo va bene per tutto e per niente. Ti rinvio a quello che dice, molto giustamente, Elibre. Puoi avere fortuna e trovare il tuo spazio o, per contro, venire qui e girare a vuoto di lavoretto in lavoretto… Se sei giovane, prova con la Nuova Zelanda!

  • Alex

    Mamma mia, ancora ‘sti miti dell’italiano all’estero che fa faville (lavorativamente e sentimentalmente). Che tristezza!
    Guardate che è dura DAPPERTUTTO.

  • Marco

    Ho un suggerimento fraterno ed italiano da dare: se anche foste nel “paro”, non tornate!!! Se non potete usufruire del “paro”, sopravvivete, ma non tornate!!! Vista la crisi,io e la mia ragazza (gallega, al momento molto amareggiata) abbiamo preso l’amara decisione di tornare/venire nel Bel Paese, ma ho scoperto personalmente che la bella patria è ancora più brutta di prima. Anche qui il lavoro è inesistente, drammatico, ma taciuto dai media. Differenza tra Italia e Spagna? Siamo nella merda entrambi, ma la prima vive in una sorta di dittatura ormai “clavada” nella mente della gente. Te ne rendi conto quando un Saviano, che magari manco ti è troppo simpatico, viene insultato quotidianamente nel suo paese, dopo esser stato ricevuto a Madrid con tutti gli onori. Te ne accorgi quando la gente dice che lavora e poi scopri che collabora con giornali, tv, ma gratis!!!!!!! E dopo “segnalazione”. Te ne accorgi quando metro, bus straripano vecchiume e tangenti, le strade escrementi e i poliziotti che chiedono la carta d’identità come nel ventennio, ma casualmente a gente inoffensiva: coppie di ragazzini, ventenni alternativi ecc.. Te ne accorgi quando le strade alle 21.00 sono deserte per la paura, la disoccupazione e i privé pieni di mafiosi. Te ne accorgi quando un problema prettamente scientifico viene dibattuto in Tv da un prete e lo scienziato non viene invitato; quando un vecchio ottantenne, amministratore delegato di turno, e un nano ministro rimproverano ai giovani di non esistere, di non essere pronti a sacrificarsi a 500 euro al mese come in Asia. In verità, i giovani qui non hanno voce alcuna. (La generazione tra i 25 e i 35 è assente, relegata. A volte risuscitano solo come nani, ballerine, tronisti/e o se manifestanti, come quasi terroristi). Te ne accorgi quando non vedi la solidarietà che trovavi in Spagna, tra i ragazzi ubriachi del botellòn, davanti ad un’anziana caduta per terra e tirata su persino dal “malote” di turno. Te ne accorgi quando a tutte le donne a un colloquio di lavoro viene chiesto se son fidanzate (anche alla mia ragazza), sposate, se soprattutto hanno intenzione di avere figli. Te ne accorgi quando per prendere una cervezita paghi 5.00 euro come minimo in una città; quando un lerciume di monolocale lo paghi 700,oo euro e una stanza 500, quando il costo della vita raggiunge una sproporzione tale che vorresti scappare nell’odierna Argentina o ritornare a comprare in un Mercadona, mentre la voce “Bamboccioni” si fa sentire anche dalla sinistra sempre più religiosa e contro i lavoratori. Te ne accorgi quando ritrovi i tuoi amici “ex compagni”, e tu passavi per la pecora nera pur non avendo colore, sempre più ossessionati dalle nuove politiche del lavoro, dal diritto assoluto dei capi di licenziare dal pregiudizio sugli spagnoli maleducati e svogliati e siestosi. Te ne accorgi soprattutto da questa ossessione italiana della “Bella Figura” e della gente giusta, dell’ipocrisia di una società in declino da decenni e incapace minimamente di evolversi.
    Il mio ritorno in Italia è stato trovare dopo 7 anni in Spagna: una disoccupazione assolutamente taciuta, un costo della vita che neanche un appartamento in Plaza Mayor potrebbe reggere il confronto, un razzismo ormai strutturale, un maschilismo e una discriminazione verso donne e omosessuali degni dell’Iran, mancanza assoluta di infrastrutture per un paese che voglia dirsi minimamente europeo, una mancanza di sorriso assoluta nella gente e un clima di rassegnazione che fa di noi giovani e pseudo-giovani dei morti nella vita. So benissimo che in Spagna è durissima adesso, ci son ritornato per salutare gli amici e le amiche di vecchia data (metà dei quali nel paro), ma ho apprezzato la sincerità che qui non trovo più, la capacità di pensare. Sarò stato in parte fortunato e sfortunato in Spagna ed in Italia, in entrambi i paesi, ma maledico il giorno che ho lasciato la Spagna, perché in Italia non si sogna neanche, anche se io non mollo e mi dico giorno dopo giorno “Adelante!”. Mi scuso per i toni forti, ma necessari.
    Mando un abbraccio enorme a chi ha avuto le palle di rimanere in Spagna, che tuttavia è degna della nascita di un figlio.

  • Isabella

    Marco, ma scusa, torna in Spagna! Al limite, apri un bar, tanto qui un bar non sentirà mai la crisi!
    (mai mi sarei aspettata di ricevere ancora notifiche da questo vecchio intervento mio!)

  • Andrea

    Marco torna in Spagna e stavolta restaci, per il bene dell’Italia.

  • Francesco

    Andrea, ma ti chiami Maroni di cognome, per espellere le persone?
    Marco dovrebbe piuttosto rimanere e far in modo che le cose cambino. E’ assurdo scappare tutti. Le cose che scrive sono in parte vere, è pacifico, ma bisogna cambiare, altrimenti la vincono i ciechi, vedi Andrea. Ho un fratello a Madrid ed è felice. Io ho scelto di stare in Italia, perché sono italiano e ci rimango fino alla morte, a Firenze, dove il nano cattivo e lo sgorbio celtico non entreranno.

  • Isabella

    Non credo che Andrea voglia espellere chicchessia, nonostante il commento sia un po’ sarcastico.
    Anch’io mi sono chiesta la stessa cosa: ma se è disoccupato anche in Italia e se tanto mi dà tanto, non sarebbe logico che tornasse in Spagna? La sua ragazza è pure di qui, per cui… Voglio dire, a meno che non ci siano ragioni familiari insormontabili in Italia, cosa gli impedisce di fare ritorno in Spagna, a questo punto?

    Curiosità: ho riportato la lettera di Marco sul mio profilo Facebook, sottoponendola all’attenzione di diversi amici e conoscenti, italiani, italiani vissuti in Spagna, italiani che ancora ci vivono, anche spagnoli che vivono in Italia. Sono persone di ogni parte d’Italia, e, tranne forse una persona, sono tutti più o meno in sintonia con quello che scrive Marco. Dirò di più, la mia nota è stata condivisa da un amico che l’ha a sua volta proposta ai suoi contatti: stesso risultato. E, se Marco tornasse a leggere qui, forse lo rincuorerà sapere che molti esprimono solidarietà nei tuoi confronti. Ecco, vedi che da quel punto di vista e senza nemmeno essere sbronzi e disurbare la quiete pubblica, anche gli italiani, alcuni, sanno cosa sia solidarietà.

  • Matteo

    Gli Italiani hanno nel dna un esasperata forza di autocritica, sia verso se stessi ma spesso anche verso il proprio paese, questa cosa a volte è un bene, spesso, però, avendo a che fare con popoli fortemente e ingiustificatamente patriottici ( vedi gli spagnoli) diventa un autogol…allora io dico questo: è vero che ci sono dei problemi negli ultimi anni in Italia, ma ognuno di noi, se vuole, può fare qualcosa.
    C’è il mondo dell’associazionismo, la sana politica, la società civile ecc ecc. ma spesso alcuni giovano “Italiani” preferiscono andare a lavorare in un call center all’estero piuttosto che in patria….che strano!io ho avuto modo di conoscere degli spagnoli…e tanto eccezionali non mi sono sembrati, ma , forse, non ho conosciuto il meglio.

  • ANA

    Para Marco, finalmente un italiano inteligente.
    Soy española he vivido ocho años en la bella Florencia. Me encanta la cultura italiana,pero llegó un momento en que no pudé más. Mi pais tiene sus defectos, no lo niego.Lo que menos soportaba era ese siempre querer vivir de las apariencias y siempre pensar mal del otro, sobretodo si eres extranjero.(almenos en Florencia).Al final me canse, trabajaba en los colegios ayudando a niños discapacitados y me alegro mucho de haber sido util.
    Espero que la situación en mi pais mejore y puedas volver .

  • Bacche Rosse

    Para Ana. Vaya casualidad: en un mismo post el único italiano inteligente y la única española idiota (y faltona).
    Todas las críticas son bienvenidas, pero tía, en un blog de ITALIANOS, eso te lo podías haber ahorrado.
    Y si en ocho años en un sitio como Florencia no has estado a gusto, francamente creo que el problema lo tenías tú.

  • Jurij

    Ho letto i vari commenti che parlano di lavoro e occupazione e di “andate in spagna, no state in italia, no andate di lì ecec..”..

    ebbene trascrivo qui qualcosa di attinente al tema lavoro e occupazione..

    Le sfumature micidiali della strategia finale. Sacche di Cina nel cuore dell’Europa.

    “.. Ripeto che l’ultima fase di quel piano oggi prevede per l’Europa, per noi tutti, la creazione di sacche di lavoro sottopagato per masse crescenti di lavoratori europei. Privatizzazioni selvagge. Speculazione finanziaria. Arrivare cioè a ‘sacche di Cina’ in Europa in percentuali alte nella popolazione, per fare incassare nell’immediato al Vero Potere i profitti dell’export europeo; poi le privatizzazioni dei servizi essenziali come Sanità, acqua e utilities, (non fatevi ingannare dal referendum da poco svoltosi, l’acqua verrà privatizzata) previdenza e trasporti, per una seconda tranche di profitti; l’acquisizione dei mercati nazionali a prezzi stracciati a causa della crisi che loro stessi hanno causato, terza tranche di profitti; la speculazione finanziaria, che l’economista Alain Parguez ha descritto con queste parole: “E’, per costoro, il mondo perfetto, dove la speculazione gli garantisce immensi profitti senza dover pagare i lavoratori”, ancora ricchezze nelle
    loro mani. E quando questo progetto porterà inevitabilmente al collasso delle economie europee, il Vero Potere incasserà di nuovo, poiché è noto che mentre essi agiscono per distruggerci incassandone i
    profitti, scommettono coi prodotti derivati sulla nostra rovina, da cui incasseranno altre montagne di
    profitti. Sono scommesse che non possono perdere, perché è come il vetraio che prima incassa
    vendendoti i vetri, poi incassa di nuovo perché è colui che di notte gira per la città a spaccarli. Non è fantascienza, è ciò che sta accadendo alla Grecia, già rovinata da gente come Goldman Sachs che oggi
    attraverso gli Hedge Funds sta scommettendo sulla sua rovina con le polizze denominate Credit Default Swap.

    Dovrebbe, se tutta questa storia fosse sufficientemente divulgata, scoppiare una guerra civile. I nostri antenati, che con mezzi rudimentali e con pericoli orrendi riuscirono a sconfiggere 4.000 anni di assolutismi brutali, sarebbero già in strada. Noi no. Il Vero Potere sapeva bene di questa possibilità e ci ha annullati proprio per disattivarla.
    Vi lascio con queste parole: ritroviamo il coraggio di salvarci la vita. Insegniamo ai nostri bambini la
    prima materia in ordine d’importanza al mondo: il coraggio. Il dramma è che non sappiamo più reagire,
    e siamo i primi nella Storia a essere così pavidi. Divulgate quello che avete letto, la gente deve innanzi tutto sapere chi è il Vero Potere, cosa ha fatto, per poterlo combattere. Alla fine, tocca a noi.

    Paolo Barnard “Il Più Grande Crimine”.

  • Riccardo

    Ho vissuto 3 anni a Tenerife (’99-’02) ed ora…ci tornerei! Ma anche a Barcelona O Valencia, Sevilla…
    Ho solo un titolo di geometra ma ho lavorato nell’ hosteleria ( barman prof.le, pizero, guida turistica con le jeep..). Quì è diventato tutto talmente complicato!!! Ma l’ attuale crisi non è da sottovalutare, giusto? Qualcuno ha consigli?

  • Bacche Rosse

    Riccardo, sì, ho un consiglio: vai in Nuova Zelanda.

  • Jurij

    Quale crisi?.. siamo solo agli antipasti purtroppo, quella vera deve ancora arrivare e allora si che saranno cavoli amari.

    Gli Usa stanno affondando alla grande e per l’USEuropa ovviamente aspetta la medesima fine, ci trascineranno a picco. un’ ancora di salvezza sarebbe il ritorno alla lira e alla sovranità monetaria, ma ovviamente i nostri politici atlantisti asserviti non lo faranno mai. Purtroppo oggi per le masse decodificare la realtà e potersi regolare di conseguenza è quasi impossibile, pochi sanno quello stà succedendo nel mondo tra Ogm, guerre colonialiste fatte passare come aiuti “umanitari”, èlites mondialiste, NWO, istituzione di organi di polizia sovranazionali con poteri illimitati, contaminazione degli alimenti causa ingegneria genetica, Rosa Rossa, massoneria, scie chimiche, fukushima che in realtà è 10 volte peggio di chernobyl, microchip sottocutaneo che tra un pò di anni sarà obbligatorio avere(negli usa è in dirittura d’arrivo grazie al buon Obama).. e via dicendo.
    E quando sento dire da qualcuno con ingenuità.. Ma l’ attuale crisi non è da sottovalutare, giusto?..mi viene da dirti: apri gli occhi e quando e se l’avrai fatto apri gli occhi a tutte le persone che hai intorno. L’attuale crisi è stata studiata a tavolino, così come l’entrata nell’euro, così come la creazione dell’europa stessa è stata solo una trappola, tutto per indebolire gli stati, tutto per farci credere che un lavoro a 900 euro al mese a turni spezzati al mercatone uno sia “normale”. le leggi nazionali sono scavalcate da quelle europee, in questo modo noi cittadini non abbiamo nessunissimo potere decisionale in pratica andare al voto non ha senso.. insomma o trovi il modo di informarti realmente o.. si rimane fregati…

  • http://www.lavoroinspagna.com/ Lavoro in Spagna

    In effetti, che la situazione economica della Spagna non sia quella di qualche anno fa è indubbio. Tuttavia io credo che sia comunque necessario fare una distinzione, perché se è vero che a livello nazionale la situazione è abbastanza grigia, in realtà particolari come Madrid e soprattutto Barcellona, dove tutt’ora ci sono forti investimenti esteri e grandi aziende, per chi ha un buon profilo professionale ci sono svariate possibilità di lavoro.
    Senza considerare poi la ristorazione e il settore alberghiero, perché comunque per un fatto culturale, qui (crisi o non crisi) la gente mangia fuori molto piu spesso che in Italia (quindi si crea necessità di figure quali camerieri, cuochi, pizzaioli, ecc), e il turismo che è comunque un settore che rimane forte e genera richiesta di lavoro.

    Un saluto a tutti!