Consigli pratici per emigrare in Giappone

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Luigi Finocchiaro ci ha già parlato dei dieci motivi per vivere in Giappone. Oggi ci fornisce consigli molto pratici ed utili per come emigrare.

La cosa più semplice in assoluto è iscriversi ad una scuola abilitata a rilasciare un visto per studenti e lavoricchiare part-time (non bisogna superare un certo numero di ore), ad esempio in un ristorante gestito da Italiani. Ci si presenta e si chiede il lavoro. Il fatto è che molti si “vergognano”, mentre in Giappone è proprio l’ultima cosa di cui si ha bisogno.

birichino

Un’entrata dalla porta principale, cioè visto di lavoro sponsorizzato da una ditta che provvede a tutto, è pensabile solo se, in aggiunta alla conoscenza del Giapponese (parlato & scritto) si mette sul piatto anche una professionalità specifica, tipo nel campo degli alimentari, vini, macchinari, ingegneria e quant’altro.


Una volta “dentro” si può iniziare anche a dare lezioni di Italiano. Le scuole gestite da Italiani non mancano assolutamente. Dopodichè bisogna darsi da fare per il “salto”, ovvero il contratto di lavoro e la sponsorizzazione.
Prima di pensare che gli altri ci devono qualcosa, bisogna mettersi nelle scarpe della ditta che deve fare questo passo e prendersi la responsabilità. Cosa offriamo noi in cambio? Putroppo chi è sponsorizzato dalla famiglia per scuola ed alloggio è chiaramente avvantaggiato. Se proprio si vuol vivere in Giappone
a tutti i costi (succede…) bisogna armarsi di un’immensa pazienza ed umiltà magari lavoricchiando in Italia e risparmiare per questo progetto.

Proprio perchè non è sicuro che ne valga la pena, forse molti sono restii a dar delle dritte. Una volta agganciato al Giappone, essendo così diverso da tutto il resto, ci si precludono molte altre possibilità (il mondo è grande).

Il Giappone è quindi un’arma a doppio taglio. Conoscerlo ti da un vantaggio immenso, la conoscenza però spesso ti preclude altre possibilità, a meno che…si scappi per tempo senza voltarsi indietro.

La conoscenza del Giapponese e/o Coreano chiaramente offrono un vantaggio nel mondo del lavoro non trascurabile. Ci sono anche aziende di altri paesi Europei che offrono possibilità a giovani spigliati ed intraprendenti. Non devi necessariamente fossilizzarti su Italia/Giappone.

I settori che tirano per gli Italiani sono:
1) Educazione: insegnare l’Italiano oppure arte (questo già più difficile)
2) Commercio: occuparsi di import/export sopratutto nel settore alimentare/vini/macchinari
3) Ristorazione: lo dice la parola stessa. Cameriere o “maitre”, in assenza di diploma di sommellier.
4) Moda: pochi sbocchi senza specializzazione

Nel caso 1) c’è sempre lavoro, ma a cottimo. Ovvero sei pagato a lezione/ore, senza assunzione, contratto e/o assicurazione.
Nel caso 2) adesso c’è molta crisi. Consiglierei più di contattare aziende Giapponesi che intendono esportare, ma serve la conoscenza del mercato Europeo nel suo insieme e di almeno altre due lingue oltre all’Italiano a scelta fra il Tedesco oppure il Francese. Inglese è ovviamente scontato. Nel caso di aziende Italiane in loco (rivolgersi alla lista “membri” della camera di commercio Italiana in Giappone, su Google), serve conoscenza del settore (alimentare/vini/macchine/moda).

Inoltre parteciperei al programma “JET“. Due anni sovvenzionati con studio, networking, stage e sopratutto accesso a canali preferenziali ed ottenimento di credenziali di tutto diritto.

Grazie Luigi!

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commenti


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  • http://pizzaiolonapoletano antonio

    salve sono antonio mattiucci sono napoletano vivo in gippone da 6 anni sposato con un bambino svolgo come professione nella ristorazione italiana sono pizzaiolo da 13 anni so anche cucinare ottime pietanze gustose spero di poter lavorare a tokyo o osaka so parlare giapponese un po lo leggo grazie mille a risentirci ciaooo


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