Sono i datori di lavoro australiani razzisti?
The Age rivela che avere un nome aborigeno o straniero diminuisce le probabilità di trovare un lavoro in Australia. A meno che il nome sia italiano e vi troviate a Melbourne, dove un nome italiano è un vantaggio.
Uno studio della Australian National University ha spedito 4 mila domande di lavoro false a datori di lavoro che cercavano impiegati tramite internet per ruoli di basso rango nei settori della ristorazione, segreteria e vendita, cambiando solo l’origine etnica del nome dei facenti domanda.
Le domande con un nome cinese hanno avuto la peggio con solo il 20% invitato per un colloquio di lavoro mentre le domande con un nome anglosassone hanno avuto un successo superiore al 33%.
In pratica ciò significa i Cinesi che cercano lavoro devono spedire il 68% in più di domande rispetto a qualcuno con un nome anglosassone per ricevere lo stesso numero di inviti ad un colloquio. Chi ha un nome medio-orientale deve spedire il 64% di domande in più, gli Aborigeni il 35% mentre quelli con un nome Italiano il 12% in più.
Ma questi risultati cambiano a seconda della città. I datori di lavoro a Sydney sono in media più discriminatori di quelli di Melbourne o Brisbane ma non per quel che riguarda gli Aborigeni.
A Melbourne però i nomi Italiani sono più preferiti dei nomi Anglosassoni del 7%. I ricercatori ipotizzano che questa cifra non ha significanza statistica.
Il Dr Leigh ha detto “i risultati ci consentono di escludere discriminazione verso nomi italiani a Melbourne, sono allo stesso livello di nomi anglosassoni. Probabilmente ciò è dovuto alla alta percentuale di Italiani emigrati a Melbourne in passato. La discriminazione tende ad essere più pronunciata verso l’immigrazione recente come nel caso di Sydney e l’immigrazione cinese e medio-orientale. Può anche essere dovuto al fatto che molti dei lavori per i quali abbiamo fatto finta di fare domanda erano nel settore ristorazione”
Alla domanda se i datori di lavoro Australiani sono razzisti, il Dottor Leigh ha risposto che è chiaro che discriminano in base all’origine etnica del nome del facente domanda, “non c’è altra spiegazione”.
Le false domande di lavoro erano chiare nello spiegare che i facenti domanda avevano fatto le superiori in Australia, eliminando la possibilità che la conoscenza della lingua Inglese fosse un problema.
Personalmente, in sette anni di lavoro a Melbourne, non ho mai incontrato o sono stato testimone del problema di cui sopra. Ho lavorato con Australiani, Inglesi, Canadesi, Statunitensi, Cinesi, Cingalesi, Coreani, Indiani, Italiani e molte altre nazionalità. Per quel che mi riguarda l’ambiente di lavoro australiano è rilassato, accogliente e lo consiglierei vivamente.
E voi? Quale è la vostra esperienza di lavoro di Italiano all’estero?

