10 cose da fare se siete laureati e disoccupati

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Seth Godin ha scritto un’ottimo post pieno di consigli su cosa fare se siete laureati e disoccupati.

Sembra che negli Stati Uniti, a causa della crisi finanziaria globale, solo il 20% dei laureati nel 2009 abbia un lavoro. Cosa dovrebbe fare il restante 80%?

Seth Godin consiglia una combinazione di:

  • lavorare 20 ore alla settimana per un ente di beneficenza
  • imparare Java, HTML, Flash, PHP e SQL. Non così così, benissimo!
  • volontariato come allenatore di squadre giovanili
  • creare, dirigere e far crescere una comunità online
  • fare un discorso in pubblico alla settimana presso enti locali
  • scrivere una newsletter o blog che parli di un settore che vi interessi
  • imparate bene una lingua straniera
  • scrivete tre dettagliati business plans per progetti nel settore che vi interessa
  • pubblicate un libro per conto vostro
  • correte una maratona

Se vi svegliate ogni mattina alle 6, rinunciate alla televisione e considerate questa lista alla stregua di un lavoro vero e proprio, non avrete alcun problema a raggiungere tutti gli obiettivi. Tutti! Una volta che li raggiungete, cosa pensate che succeda alle vostre prospettive di lavoro?

Cosa ne pensate?

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Comments

  1. paolo says

    Questi consigli sono vecchi di almeno 20 anni…nel senso che si riusciva ad arrotondare qualcosa nella seconda metà degli anni ’90 facendo siti web improvvisati.
    Oggi l’informatica si gioca su ben altri livelli e i soldi che eventualmente si guadagnano sono pochi.
    Forse con le inserzioni pubblicitarie oppure vendendo soluzioni già pronte come fanno i commerciali si ottiene qualcosa ma sempre meno e per carità SENZA “PROGRAMMARE”!

    Consigliare di intraprendere la carriera di software engineer a qualcuno che è disoccupato da poco è pura follia…è come consigliare di comprarsi un pallone e guardare tutte le partite di calcio in tv perché così si diventerà calciatori milionari.

    E’ vero che gli strumenti di lavoro (linguaggi di programmazione) e tecnologie varie sono facilmente reperibili ma un conto è iniziare ad usarli (che può essere anche una cosa veloce se si trova la guida adatta) un conto è arrivare a monetizzare ed avere un progetto commercialmente vendibile… entrare in questo mondo è facilissimo basta un pc e internet ma proprio per questo la concorrenza è altissima e le richieste del mercato per avere prodotti decenti vendibili sono altrettanto alte.
    In pratica è un mercato saturo di servizi/prodotti di bassa qualità venduti a prezzi ridicoli in cui l’imprenditore improvvisato inizia facilmente ma poi dopo una settimana (e aver perso tempo e soldi) si dedica ad altro.
    Gli unici che hanno un vero profitto sono i grandi (Apple, Microsoft, Google, ecc)
    e non ho ancora parlato dell’età ma è evidente che un conto è iniziare a programmare a 15 anni un conto è iniziare a 30.

  2. francesca says

    Se sei laureato, e hai un master, tante scuole di ogni cosa sul CV, lingue, ottimo uso del PC… impara impara impara… così se continui ad imparare sarà ancora più umiliante inginocchiarti a quelli che hanno un centesimo della tua cultura e ti guardano dall’alto in basso.
    Poi ti dicono: – chi vi credete di essere voi laureati?- solo perché gli fai notare che è un tantino poco accettare un contratto per 3 mesi senza nessuna crescita, lavorando 9 ore al giorno 6 giorni su 7 per 1100 euro e nel tanto loro ingrassano.
    Ma che schifo… forse di lauree a differenza di quello che si dice in giro, ce ne sono ancora troppo poche, per questo ci confrontiamo quotidianamente con un’ignoranza disarmante.
    Io spero solo una cosa, che l’Italia cambi presto, perché per ora è solo un tristissimo paese dei balocchi con marionette, tanti mangiafuoco e tanta povertà d’animo.

  3. Paolo says

    Non ho mai capito perché ai disoccupati si consiglia sempre di imparare un linguaggio di programmazione o come in questo caso addirittura più di uno (eventualmente io consiglierei di studiare come progettare e come sviluppare software magari iniziando da un linguaggio).

    Sembra quasi che:
    “sviluppare software” = “saper usare un linguaggio di progr.”
    Cosa che è totalmente falsa.

    Io pur sapendo programmare molto bene e con una laurea in informatica ho guadagnato ben poco dallo sviluppo di software non capisco come possa qualcuno con un corso di pochi mesi risultare competitivo mah.

    Ecco mi sembra che il consiglio suoni un pò come:
    “Sei disoccupato? Impara a usare un trapano magari qualcuno un giorno ti assumerà per fare il dentista… oppure impara a usare un martello magari qualcuno un giorno ti assumerà per progettare un ponte”.

  4. says

    Aggiungo anche riguardo i punti che vertono sull’aumento dei propri skill anche di considerare l’eventualità di conseguire una certificazione (linguistica o informatica) di validità riconosciuta.

  5. says

    Interessante post con il quale sostanzialmente concordo. Riguardo “imparare Java, HTML, Flash, PHP e SQL. Non così così, benissimo!” aggiungerei anche il C#, d’accordissimo con il “benissimo”. Aggiungerei anche leggere e in generale aumentare la propria cultura, praticare assiduamente uno sport (magari di squadra) e coltivare maggiormente i rapporti familiari e le amicizie.

  6. Francesca Caricato says

    Beh, Java non lo studio perchè non mi interessa, probabilmente neanche mi serve. Tutto il resto, più o meno lo sto facendo da un bel pò senza essere per fortuna disoccupata. In ogni caso in Italia non paga granchè, ma magari fa cv.

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