Emigrazione in Australia di una volta
Tanti lettori del blog sono giustamente preoccupati del grande salto che l’emigrazione in Australia comporta.
Voglio raccontarvi la storia del padre di un amico italo-australiano che arrivò in Australia dopo la guerra.
Questo mio amico mi raccontava che stava confidando nel padre i suoi dubbi riguardanti un cambio di lavoro. Il padre, Gino, gli disse di non preoccuparsi e mise tutto in ‘prospettiva’ ricordandogli la sua storia di emigrante e le difficoltà incontrate all’arrivo in Australia.
Gino arrivò in Australia con la classica valigia di cartone dopo un viaggio in nave di parecchie settimane e le navi di allora non erano certamente da crociera!
Non sapeva una parola di Inglese e l’unico appoggio che aveva a Sydney era scritto su un bigliettino mandato per posta. Il contatto, sconosciuto, gli disse che il giorno dopo Gino sarebbe partito per andare a tagliare canna da zucchero nell’estremo nord del Queensland.
Dopo un viaggio estenuante in treno e pullman Gino arrivò nei dintorni di Cairns ed iniziò a lavorare nei campi di canna da zucchero, facendo un lavoro estenuante in condizioni climatiche terribili per un Italiano, abituato magari al caldo ma non all’umidità tropicale ed a serpenti velenosi.
Pian piano, Gino iniziò a crearsi i contatti e le capacità per viaggiare verso Sydney dove si creò famiglia ed una nuova vita.
La morale della storia è che le difficoltà che la nostra generazione affronta nell’emigrazione in Australia impallidiscono rispetto a quelle dell’emigrazione di una volta.
Non preoccupatevi, più di tanto, del fatto che non abbiate un lavoro in Australia prima di lasciare l’Italia, della distanza, del clima, degli animali.
Milioni di emigranti sono sopravvissuti, e bene, a tutto ciò e ce la farete anche voi!
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