Confronto sistema politico australiano e italiano
Vorrei proporti un confronto tra il sistema politico australiano e quello italiano.
Non intendo assolutamente insinuare che i politici australiani siano stinchi di santo ma, leggendo a distanza delle imprese della classe politica italiana, penso sia interessante parlare di comportamenti diversi.
Il ricambio generazionale è una realtà: durante le elezioni del 2007 John Howard, allora primo ministro in carica, si stava avvicinando alla settantina. Parecchi dubbi furono sollevati sull’abilità, idoneità e energia che un settantenne sarebbe in grado di offrire alla carica pubblica più importante del Paese. Il primo ministro italiano in carica è ultra-settantenne. Non mi sembra che siano stati sollevati grandi dubbi riguardanti l’età nonostante salute non perfetta. Kevin Rudd, il successore di John Howard, ha 50 anni, un’età che in Italia consente di perdere l’etichetta di ‘ragazzo’ ma certo non consente di diventare primo ministro.
Inoltre se un leader politico australiano perde un’elezione, soprattutto se al potere, in genere si ritira dalla vita politica per lasciare spazio alle nuove generazioni con nuove idee, energia ed entusiasmo. I suoi colleghi fanno altrettanto perchè il messaggio da parte degli elettori è chiaro: non vi vogliamo al potere, date spazio a qualcun’altro. In Italia c’è chi persevera per decenni e decenni con il messaggio degli elettori puntualmente ignorato.
In Australia se un politico è coinvolto in uno scandalo in genere si dimette. Le dimissioni sono più o meno ‘volontarie’ nel senso che sono i vertici del partito a suggerire al politico le dimissioni per evitare imbarazzamento del governo o partito. Lo scandalo può essere più o meno grave ma, se gli stessi criteri venissero adottati dai politici italiani, l’Italia penso rimarrebbe senza parlamentari.
Conflitto di interesse. Non faccio commenti sulla situazione italiana, non ce n’è bisogno. Un esempio dall’Australia è quello di Ted Baillieu, leader dell’opposizione nello stato del Victoria. Di famiglia ricca, ha messo le azioni in tantissime aziende che possiede in un ‘blind trust’, in pratica vengono gestite senza che il Baillieu abbia influenza diretta.
Un altro esempio è quello della moglie di Kevin Rudd che ha costruito una grande agenzia di collocamento che lavora tanto a livello governativo. Quando è apparso possible che il marito potesse, da leader dell’opposizione, diventare primo ministro, ha scelto di vendere il ramo australiano dell’azienda per evitare conflitti di interesse.
Insomma, per gli Italiani che vogliono emigrare perchè stanchi della classe politica, l’Australia offre un’alternativa. Non perfetta, anzi, ma migliore dell’Italia.
Se volete emigrare in Australia, vi consiglio la guida
‘Arrive and Thrive in Australia’, (Come Arrivare e Prosperare in Australia).
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