Gli Italiani si lamentano, sognano l’Australia ma non emigrano

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Tantissimi Italiani sognano l’Australia e professano il desiderio di emigrare e lasciare l’Italia ma quanti lo fanno in realtà?

Quanti vanno oltre il proverbio che ‘tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare’, in questo caso in modo letterale?

Grazie al censimento del 2006 in Australia, abbiamo la risposta!

Tra il 2001 ed il 2006 gli Italiani che sono emigrati in Australia sono stati 2.578 (duemila cinquecento settantotto), un pò pochi per un Paese di quasi sessanta milioni di abitanti.

L’emigrazione italiana verso l’Australia si è in pratica fermata. Infatti i residenti australiani emigrati prima del 1991 che dichiararono al censimento 2006 di essere nati in Italia furono poco più di 180 mila. L’Italia era la terza nazione di origine degli emigranti dietro il Regno Unito e la Nuova Zelanda.

Nonostante le continue lamentele sui politici, sull’economia, sul lavoro, sull’istruzione e chi più ne ha più ne metta, l’Italia è scivolata adesso al ventinovesimo posto in questa graduatoria mondiale di emigrazione verso l’Australia.

Ne deduco che le cose non possono essere messe così male se l’emigrazione italiana verso l’Australia è scomparsa rispetto agli anni dal dopoguerra agli anni Settanta.

Da dove stanno emigrando i ‘nuovi Australiani’ nel nuovo millennio? La maggioranza dal Regno Unito, Nuova Zelanda, Cina, India, Sud Africa, Filippine e Malesia.

Cosa ne pensate?

 

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Aumento dell’emigrazione asiatica verso Australia

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48 Responses to “Gli Italiani si lamentano, sognano l’Australia ma non emigrano”

  1. daniele  on February 6th, 2009

    salve a tutti io,ho vissuto a sydney tra il 2000 e il 2001,adesso i miei genitori sono li per vacanza ed ho chiesto loro informazioni riguardante un mio eventuale spostamento dall’italia.
    proprio ieri ho parlato con mio padre e mi ha detto che negli ultimi anni gli affitti sono notevolmente aumentati si aggirano attorno i 500,600,AD per settimana,(parlo della zona nord sydney-manly-pittwatet,dove ho vissuto in quel periodo)
    poi altra cosa importante sino a che non si ottiene la residenza tutto e’ a carico personale,intendo,sanita’,asilo o scuole per i bambini,questi sono i punti che mi fanno piu’ riflettere…
    nel mio caso specifico con moglie ed un figlio di 4 anni,e uno in arrivo a giorni,e’ molto difficile per me perche’ dovrei perfezionare l’inglese con un corso ovviamente a pagamento , successivamente un altro corso per la specializzazione professionale,sempre a pagamento,scuole per i figli,spese sanitarie,ecc,ecc,……
    capite quindi che anche per me,emigrare in australia rimarra’ un sogno…….
    nb.se qualcuno ha notizie che possano smentire o correggere le mie informazioni,mi farebbe molto piacere conoscerle.daniele

  2. admin  on February 6th, 2009

    Ciao Daniele

    per quel che riguarda gli affitti, consiglirei zone meno costose di Manly o Pittwater.

    Per quel che riguarda, il tutto carico, si in Australia devi assumerti piu’ responsabilita’ ed aspettarti meno dallo Stao. Un po’ piu’ vicino al modello statunitense che non europeo.

    In bocca al lupo

    Aldo

  3. Giulio  on February 6th, 2009

    Brigitte dice che agli italiani piace lamentarsi…beh…ha ragione.
    Ho almeno 5/6 amici che si lamentano della propria posizione lavorativa e che dicono che emigreranno in Olanda. Questo succede da un anno…e ancora le chiappe dall’italica sedia non le hanno scrostate :) ))

  4. asd  on February 7th, 2009

    bhe, caro redattore del blog, se in Italia non si sta male come dicono, perchè non torni? ^_^ Vi faccio un esempio: io voglio andarmene, ma sono uno studente senza un soldo, quindi non posso. ( ma cerco di non lamentarmi troppo, è giusto che gli italiani si gustino l’Italia che si sono voluti)

  5. Fabrizio  on February 7th, 2009

    Ciao Giulio, mi dispiace non poter essere d’accordo con te. Indubbiamente agli italiani piace molto lamentarsi e non discuto che esista la categoria dei ‘migranti della domenica’ cioè persone la cui motivazione a migrare dura giusto … un weekend…
    Però credo anche che non sia così semplice.
    Non mi stupisce l’immigrazione dall’asia favorita per motivi demografici, economici e sociali.
    Io penso al mio caso, e mi rendo conto che non sarebbe affatto facile senza contatti. Ci sono molte considerazioni da tenere in conto ma è soprattutto l’assenza di PONTI (commerciali, culturali) con l’Australia a rendere molto difficile (in pratica) l’emigrazione. Ad Aldo non sarò sfuggito che quando gli italiani erano il TERZO paese contributore all’immigrazione in Australia veniva usato ampiamente il metodo del co-hausing e delle parentele. In questo modo INTERE COMUNITA’ si sono trasferite in Australia con i figli, nonni, zii che facevano da ‘spalla’ ai newcomers (esattamente come fanno i migranti asiatici oggi…).
    Un’altro aspetto è che questo consentiva a intere comunità di trovare i lavori più disparati dall’operaio all’orologiaio e di crescere economicamente. Oggi c’è prevalentemente una migrazione di colletti bianchi che difficilmente genera alti numeri. La skilled migration non è sufficiente almeno per la migrazione dall’Italia.
    Ti sottopongo un caso concreto, per capirci. Voglio fare l’agricoltore in Australia. Da dove comincio? A chi mi appoggio?
    Se le comunità di migranti italiani potessero creare dei ponti economici e culturali , allora l’emigrazione ripartirebbe (nel micro e/o nel macro) e si farebbe la differenza tra chi vuole emigrare per realizzare i suoi progetti e i famosi migranti della domenica di cui sopra.
    Ma non c’è grossa differenza in un porto senza (o quasi) navi.

  6. admin  on February 7th, 2009

    Per Asd

    io non torno in Italia perche’ io e famiglia ci troviamo benissimo in Australia.

    Per quello che riguarda la mancanza di soldi, gli emigranti del dopoguerra lasciarono l’Italia proprio perche’ non avevano un soldo ed arrivarono qui senza un soldo.

    Ciao

    Aldo

  7. daniele  on February 8th, 2009

    scusa Aldo ma adesso i soldi ci vogliono per pagare la visa,la squola,ecc,ecc,..
    nel dopoguerra l’immigrazione era aperta a tutti.
    sul fatto di tornare in italia ti do’ ragione li’ se ti impianti con la famiglia, si sta benissimo,se potessi farlo neanche io tornerei piu’ ma come detto nel primo post oggi ci sono parecchie difficolta’per trasferirsi.per chi dice che in italia non si sta tanto male dico che forse non sanno come si sta fuori dall’italia…….
    saluti
    Daniele

  8. alberto giachi  on February 10th, 2009

    pochi emigrano xchè al di là di tutti i problemi l’italia non è affatto il posto peggiore in cui vivere, e ovunque io sia andato ho sempre visto cose migliori ma anche tante peggiori della mia toscana, x cui alla fin fine ci si lamenta ma si resta sempre dove siamo nati

  9. Maurizia  on February 11th, 2009

    Sono 6 anni che sto cercando un modo per emigrare in Australia, ma l’età e la burocrazia non mi hanno aiutata fino ad ora.
    Adesso ho deciso di occuparmi di un business per far vedere l’Italia VERA agli Australiani, senza fregature da turismo di massa, cerco un appoggio in Australia, ci sono suggerimenti?

  10. Fabrizio  on February 14th, 2009

    Ad essere sincero il problema penso che sia un altro. La sensazinoe di finto benessere dell’Italia è come una gabbia che difatto blocca/impedisce la migrazione. D’altronde – giustamente – fin che ci sono soldi c’è speranza e l’italia è ancora nelle top ten delle nazioni produttrici di ricchezza. La domanda è: per quanto?
    Inutile che l’Italia sta colando a picco nelle classifiche di qualunque cosa.. e le prospettive non sono affatto delle migliori.
    A breve, terminata la crisi economica (che cmq ha affondato un -0,9% del Pil del 2008 ed è atteso una -2,5% per il 2009) l’Italia entrerà lentamente nella spirale della crisi demografica/pensionistica… in poche parole molti vecchi pochi giovani… pochi lavoratori per molti anziani…
    Molti non emigrano cmq spesso perchè non conoscono la lingua e/o hanno pretese assurde del tipo voglio-fare-l’avvocato-di-successo a Melbourbe…
    La gente non capisce che l’emigrazione è uno sforzo PARI a quello ri rimboccarsi le maniche qui. La gente pensa solo a cercare spesso strade più facili… beh certamente l’emigrazione non lo è.

  11. Due tipi di emigrazione | italiansinfuga  on February 15th, 2009

    [...] italiana del dopoguerra e secondo me i giovani d’oggi non hanno gli stessi attributi e se ne stanno a casa. [...]

  12. Giulio  on February 16th, 2009

    Ciao a tutti…
    e` chiaro che la nostra mente ha un notevole effetto sul nostro comportamento e quindi influisce su quello che ci accade intorno.
    Quante volte ho sentito: “se fossi un po’ piu` giovane”…”eh, ma ho mia figlia”…potrei fare un elenco delle scuse addotte per non emigrare.
    Confesso che alla lunga addirittura un po’ mi irrita sentire le solita sequenza:
    1. Monologo su quanto e` bella Amsterdam, quanto sono fortunato a stare qui. Ad libitum: piccola digrassione sul livello degli stipendi qui
    2. Esplicitazione della volonta` di emigrare al piu` presto.
    Dopo qualche mese
    3. Nulla e` cambiato. Vengono sciorinate una serie di scuse sul perche` non e` possibile l’immigrazione. la piu` comune e` il non lasciare la famiglia e gli amici.

    Per un carattere come il mio (ho deciso di emigrare e sono emigrato nel giro di 10 giorni) le possibilita` sono 2: emigare o tacere. Fai quello che dici, dici quello che fai.
    Questa e` la mentalita` che ho trovato qui…
    E` per questo che mi sono trovato subito bene, come a casa in Olanda: al 90% e` una societa` che mi rispecchia.
    Ecco un consiglio: cercate una societa` che rispecchi il vostro modo di essere, non cercate il lavoro e i soldi, altrimenti non sopravviverete a lungo.
    Ciao,
    Giulio

  13. L'Australia riduce il flusso migratorio causa crisi | italiansinfuga  on February 23rd, 2009

    [...] Gli Italiani si lamentano, sognano l’Australia ma non emigrano [...]

  14. nadia  on March 2nd, 2009

    siamo una coppia di 31 anni con una bimba di 5, il nostro sogno è di aprire un locale a Sydney (siamo già ristoratori qui a Torino)… speriamo di riuscire a farlo al più presto

  15. michele  on March 9th, 2009

    Salve, mi chiamo MICHELE Sono italo-australiano nato in AUSTRALIA e cresciuto in ITALIA diplomato in ragioneria, attualmente sono in ITALIA. Ho sempre sognato fin da piccolo di vivere in Australia e lavorare ma non avendo agganci, aiuti, dall’AUSTRALIA chiedo a voi se è possibile con vostro aiuto ad avere possibilità per trasferirmi in AUSTRALIA per lavoro e vivere, avendo già la cittadinanza australiana. Ringrazio anticipatamente per una vostra risposta.

  16. fabrizio  on March 15th, 2009

    ciao a tutti
    ho 22 e ho tanta voglia di emigrare in australia e mi sto informando per tutto ……alla fine ho capito che emigrare quasi sicuramente devo avere ancora esperienza lavorative (metalmeccanico) da poco sto studiando l’inglese credo e spero che fra 3 anni riusciro ad avere la fortuna di trasferirmi…..una cosa è certa!! che non è il solito sognetto della domenica, per me è davvero una cosa seria lasciare tutti e andare via, tutti possono sognare ma devono anche impegnarsi per realizzarlo…..

  17. Fabio  on March 31st, 2009

    A chi critica quelli che si lamentano ma non emigrano: avete provato a dare una letta ai criteri per il visto? A meno che non si sia laureati o si disponga di un appoggio è un’impresa disperata, non c’è da stupirsi se la gente se ne resta a casa

  18. admin  on April 1st, 2009

    Fabio

    i criteri del visto sono severi, e’ vero, in tanti pero’ accettano la realta’ e studiano, imparano l’Inglese, imparano una nuova professione eccetera.

    Aldo

  19. Germana  on May 2nd, 2009

    Sono di Salerno… vissuta in Irlanda per quasi dieci anni, tant’è che i miei due figli sono nati lì… Tre anni fa, idealizzando la Toscana, sono tornata in “sede” con marito e figli: Mi sono subito resa conto che ciò che qualcuno ha detto nel blog è vero: in Italia non si sta male finchè non vai aldilà delle frontiere, e non per turismo, ma resti degli anni all’estero e capisci che la burocrazia, la corruzione, la professionalità, il modus vivendi è tanto diverso e più fluido rispetto ai nostri parametri nazionali! Non giudico se meglio o peggio, ma senz’altro da quando sono tornata quì mi sono scontrata contro un sistema fatto di ostacoli di tutti i tipi, vedi COCOPRO e quant’altro, che all’atto di nominarli ai miei vecchi amici stranieri si mettevano a ridere per non piangere… sono tornata in quanto avevo valorizzato molto la penisola italica dall’estero, poi mi son resa conto che ciò che mi mancava forse era un pò di bel tempo e di buon cibo. I miei bambini che fino ad allora erano vissuti sempre all’aria aperta ora sono chiusi in un appartamento, e mi sento dire che sono fortunata che il mio appartamento è comunque abbastanza grande mentre ci sono famiglie di 4 o 5 persone che vivono in 50 mq e vivono con 1000 euro al mese…. Allora sono passata per presuntuosa, saccente e nonostante spiegassi le mie motivazioni non sono più riuscita ad integrarmi, come se fossi un pesce fuor d’acqua, nè più italiana (tanto meno meridionale) nè più (forse mai) irlandese, ma con due figli che prima di arrivare in Toscana a stento masticavano l’italiano…. uno dei miei migliori amici vive a Brisbane sulla gold coast, e ho contattato un “counsellor” facente parte del MARA che mi sta dando delle dritte per la migrazione in Australia. E d’altro canto se su questo blog c’è qualcuno che ne sa di più lo prego di contattarmi… non ne posso più. Sia io che il marito siamo rimasti senza lavoro, siamo troppo “professionalizzati”, non perchè laureati, ma perchè avendo lavorato all’estero per tanti anni abbiamo assunto una mentalità verso il mondo del lavoro che ci impedisce di riuscire a trovare un lavoro quì che riesca a inquadrarci, a meno che non vai su Milano, e lì ti bastonano con 1000 euro al mese come nel resto della penisola, liddove c’è ancora rimasto un piccolo posto di lavoro!!! Starei quì a parlare per ore delle mie motivazioni che mi spingono ad andare via. Ovvio! Ho paura! Non per me ma per mio figlio che ha già subito un trasferimento… ma poi il mio amico australiano mi dice “kids make easily”… e voglio credergli! Se c’è qualcuno disposto a parlare di questa avventura con me mi risponda presto, e chissà che non si riesca davvero a fuggire (se di questo si tratta… ma ha senso restare a combattere??) da questo posto che ormai ha solo creato due fasce: i ricchi e i poveri… e io di sicuro rientro tra i poveri, ho solo tanto entusiasmo e cultura, nient’altro! Saluti a voi. Germana

  20. sara  on May 29th, 2009

    Ciao, ho bisogno di info perchè vorrei capire che regole ci sono per poter aprire un’attività (pizzeria) in Australia.
    Avete link indirizzi o esperienze da raccontarmi.
    Grazie ciao.

    Sara

  21. Federico  on June 14th, 2009

    @Germana :

    Quanto ti capisco. Io non ho la tua spessa esperienza, nè in termini lavorativi nè di vita. Infatti ho “solo” 23 anni, un diploma scientifico, una vita da nuotatore professionista e tre anni da assistente di volo.
    Al contrario tuo non ho nessuno skill da poter sfruttare, anche se dalla mia parte c’è da dire che non ho nessun figlio a carico(con conseguente maggiore spensieratezza mentale nel partire). Ma ho deciso di partire, ho fatto il visto, prenotato il biglietto e mi trovo ora a partire fra 9 giorni esatti, rigorosamente senza agganci/conoscenze.
    Qualcuno potrà obiettare che è stata una scelta azzardata e impulsiva e forse ha ragione, ma credo fermamente che la frase “la fortuna aiuta gli audaci” non sia solo un modo di dire.
    Emigrare non è certo il modo più facile per risolvere le cose, anzi se andiamo a vedere significa rimboccarsi le maniche e RI iniziare da ZERO, ma se lo si fa credendoci, con spirito di sacrificio e voglia sicuramente qualcosina di buono uscirà.
    Parlandoti da ragazzo potrei dirti che avrei tanto desiderato che fosse stata mia madre ad aver fatto una scelta come la mia all’epoca, e se davvero pensi al bene di tuo figlio, pensa al suo futuro e a quanto poco roseo si prospetta qui in Italia. Certo, magari l’inizio non sarà facile, magari ti troverai spiazzata, ma dopo pochi anni in cui avrai tenuto i denti stretti sicuramente potrai offrirgli qualche chance in più che in Italia.
    Sono stanco, stufo e deluso di questo paese, delle pochissime (se non quasi inesistenti) possibilità che da a noi giovani, e non intendo stare oltre ad aspettare con le braccia conserte che la classe “ricca”, come dici tu, si continui ad arricchire a scapito di chi ricco non è.
    Grazie al lavoro di assistente di volo di paesi nel mondo ne ho visti parecchi, e credetemi se dico che rientrare in Italia ormai era un sollievo solo perchè sarei tornato per mangiare bene e prendere un po’ di sole. L’Australia offre ancora qualche chance, non dico che è il Paese dei Balocchi, ma a livello mondiale è uno dei posti dove questa Crisi si è sentita di meno, e dove esiste ancora la meritocrazia e l’inventiva e la voglia di fare vengono premiate, cose queste che in Italia sono sparite da molto.

    Federico

  22. cico  on July 6th, 2009

    Caro il mio redattore, dal modo in cui scrive capisco che lei é piu’ Australiano che Italiano.
    Mi presento, sono un ragazzo di verona, ho 32 anni, e sono appena diventato residente Australiano, dopo una serie di fatiche e sacrifici economici e fisici.
    In totale, cari Italiani(quelli veri)non spaventatevi…Ho speso piu’ di 30.000 dollari per guadagnare i punti e la qualifica necessaria per diventare residente..
    Quindi signor Redattore, non mi faccia ridere, per favore, quando dice che gli emigranti di adesso hanno le stesse possibilita’ di rimanere in Australia degli emigranti Italiani del dopoguerra. Adesso e’ difficilissimo rimanere in Australia se non si ha la possibilita’ di sostenersi economicamente per almeno due anni, in modo di pagare scuola per la skilled migration, assicurazione,ecc .
    Quindi provi a mettersi nei panni di chi ha famiglia e deve provvedere anche alle spese dei figli, che il governo Australiano non aiuta di certo.
    Concordo pienamente con Fabrizio, che ha capito perfettamente il problema, cioé la differenza tra l’emigrazione del dopoguerra e quella odierna.
    Io credo di essere fortunato ad essere riuscito a diventare residente in un paese dove l’immigrazione é diventato un modo di fare business, e ci credo che lei redattore se ne resta in Australia, lei che non ha capito niente di quanto sia duro rimanere in Italia, e se non si hanno i soldi é impossibile andare in Australia e rimanere piu’ di tre mesi (tourist visa). Quindi a lei farebbe bene venire qui, visto che non le serve la visa in quanto lei é Italiano, e provi a cercare lavoro e a sostenersi in questo paese, lei e la sua famiglia, e poi facciamo un altro blog:
    “AUSTRALIANI ASSOLUTAMENTE INCAPACI DI VIVERE IN ITALIA SCAPPANO DOPO UN MESE”
    Mi scusi per l’ironia, ma dopo quello che ho passato per diventare residente mi sembra il minimo, grazie.
    Alberto

  23. admin  on July 7th, 2009

    Ciao Cico/Alberto

    innanzitutto mi dici dove scrivo “che gli emigranti di adesso hanno le stesse possibilita’ di rimanere in Australia degli emigranti Italiani del dopoguerra” nel post?

    Hai ragione nel dire che emigrare in Australia costa. Il costo e’ quello dell’istruzione che l’Australia richiede dagli immigranti per adempire a certe lacune del mercato del lavoro. Il costo o lo sostieni qui o in Italia. Sostenendolo in Italia hai l’opportunita’ di ottenere le qualifiche necessarie e mantenere il lavoro che ti consente di mantenere la famiglia.

    La strada che hai indicato tu e’ certamente piu’ difficile perche’ per due anni fai fatica economicamente. In tantissimi la scelgono ed ottengono i risultati che hai ottenuto tu mentre tanti non se la sentono di fare gli stessi sacrifici. Questo era il punto fondamentale del post.

    Hai anche ragione a dire che l’immigrazione e’ un business come in tutte le nazioni dove stranieri ambiscono a vivere.

    Non ho voglia di rispondere all’ironia…

    Benvenuto in Australia

    Aldo

  24. Tomaso  on July 8th, 2009

    Ciao,

    mi chiamo Tomaso, io vivo in Nuova Zelanda da 16 mesi, sono arrivato con un Working holiday visa e qui avevo la mia fidanzata ad aspettarmi, ho una laurea in economia ed ho trovato lavoro in un mese (lasciato dopo un anno, attualmente aspettando di ricominciare l’universita’ qui in NZ).

    Emigrare in NZ e’ forse un pelino piu’ facile che in Aussie ma comunque ci sono dei problemi.

    Ammetto che io ho avuto una via prefrenziale, se non avessi avuto la mia ragazza sarebbe stato piu’ complicato richiedere una visa come skilled immigrant, ma ho comunque la mia esperienza e quella di amici.

    L’immigrazione Italiana e’ cambiata, cambiato il mondo (ormai non ci sono piu’ famiglie che si muovono tramite “agganci” parentali o amici) e le persone.

    Che gli italiani non emigrino come prima e’ dovuto a che i soldi ci sono ancora in italia e secondo me che le nuove generazioni cresciute in famiglie dove non mancava niente (parlo di quelli nati negli anni 80/90) sono troppo ben abituate e non vogliono sgobbare troppo per ottenere un lavoro vicino casa (sto generalizzando, non tutti sono cosi’). Poi viene il motivo della famiglia e gli amici (ma queste sono scusa per non partire).

    Emigrare qui, in Australia, Canada e Usa non e’ facile, vogliono persone che riempiano il gap tra domanda e offerta di lavoro, persone con un educazione che faccia progredire la nazione (chiamateli fessi) economicamente e culturalmente. Se si vuole emigrare bisogna prepararsi come dice l’Admin, studiare inglese e avere una professione da offrire sul mercato del lavoro. Non si puo’ pretendere di avere la residenza od un visto senza avere una professione (e questo non azzera le difficolta’, le diminuisce).

    Ho visto troppe persone della mia generazione sprecare anni in alcool,droghe e fancazzismo senza preoccuparsi di studiare e cercando un lavoro per riempire il portafoglio, ma che non aveva nessuna prospettiva di carriera, oppure chi studia 8 anni per arrivare ad una laurea tutto alle spalle di mamma e pappa benestanti.

    Volete emigrare, dovete essere preparati ad imparare la lingua in primis (assumereste qualcuno che non parla in italiano in italia?) e poi specializzarvi in una professione.

    Molti asiatici, vengono qui con una visa turistica e studiano qui, i costi sono alti, ma bisogna essere pronti a farlo, alla lunga viene ripagato il sacrificio economico e umano (lo sforzo).

  25. luca  on July 14th, 2009

    ciao Tutti
    sono in cerca di suggerimenti su come emigrare
    tendenzialmente sono orientato due i paesi (Canada e nz) entrambi rispondono a quelle che sono le mie aspettative .. preciso però che in nessuno dei due paesi ho messo piede
    chiedo scusa quindi se mi ripeterò nella domanda del tipo come devo iniziare.
    sono single ho 38 anni e sono diplomato in ragioneria .
    attualmente lavoro come impiegato in un ente pubblico economico ma ho svolto tanti diversi lavori anche campo privato.
    La mai conoscenza della lingua inglese è di tipo scolastica o di base cmq mi ha permesso di girare in diversi paesi so anche una cosa è la vacanza ( anche fai da te) un’altra cosa è andarci a vivere perennemente
    Non so se viene richiesta ma per fortuna ho ancora la fedina penale pulita ma questo in italia non serve più .. purtroppo il working holiday lo scoperto troppo tardi e quindi non lo posso usufruire altrimenti non avrei esitato un nano secondo per usufruire di questa opportunità .
    Preciso anche che se riesco a partire i miei fondi saranno sufficienti per pagarsi il viaggio (di solo andata ) e penso 3 o 4 mesi di sopravivenza base (vitto ed alloggio)

    tramite internet ho trovato una società “skycity” che opera in nza che offre diverse opportunità di lavoro (figure professionali anche semplici) c’è qualcuno che avuto qualche esperienza professionale con questa società?
    Per il Canada non ho trovato nulla.

    Sono consapevole che se m ai riuscirò a mettere piede in nz io canada dovrò in ogni caso partire da zero in tutti i sensi ma non voglio rimanere in un paese in cui più si va avanti con le ètà più peggiora la qualità della vita … per intenderci faccio parte di quella miriade di persone che arrivano solo alla terza settimana del mese .
    spero di ricevere qualche suggerimento e se poi qualcuno desidero avere ulteriori info può contattarmi con email
    grazie a tutti

  26. Consigli da chi ha studiato in Australia e ottenuto il visto | italiansinfuga  on July 27th, 2009

    [...] Alberto ha commentato recentemente sull’articolo Gli Italiani si lamentano, sognano l’Australia ma non emigrano. [...]

  27. Fabio  on July 29th, 2009

    Ciao, ho letto i commenti al post e mi sento di dover aggiungere una motivazione a quelle già citate, ovvero l’impossibilità di avere un’indicazione su quanto probabile sarà trovare un lavoro/visto una volta arrivati in Australia. Porto come caso il mio e quello di un mio amico: siamo due ragazzi di 27 anni, laureati (laurea specialistica) in Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano, a gennaio saranno due anni di esperienza nel campo dello sviluppo di applicazioni web usando le tecnologie più nuove, abbiamo entrambi un buon livello di inglese, nel senso che lo capiamo, lo parliamo abbastanza bene, e in scrittura ce la caviamo bene. Ovviamente sottopagati, mai gratificati sotto tutti i punti di vista, rammaricati del fatto di non aver provato un’esperienza all’estero (per finire prima l’università), ci troviamo ora nella situazione in cui allontanarsi per un po’ ci sembra la soluzione migliore, avendo da perdere “solo” un’entrata fissa al mese e da guadagnare, male che vada, almeno la padronanza della lingua. I nostri dubbi derivano dal fatto che non abbiamo (e informandoci su forum e siti come questo non stiamo avendo) una minima indicazione su quanto, con le nostre “caratteristiche”, sia probabile trovare un lavoro una volta sbarcati. Non pretendiamo di avere la certezza assoluta che saremo o non saremo “desiderati”, ma almeno vorremmo che qualcuno (magari che vive laggiù), ci dicesse che sì, in questo periodo di crisi/recessione/ecc è/non è facile/difficile trovare lavoro nel nostro campo, quanto sono ricercate persone come noi eccetera, insomma qualcuno che ci dica cosa, in linea di massima, aspettarci.
    Grazie e buona giornata!
    Fabio

  28. Elisa  on August 13th, 2009

    Caro Fabio,
    Le domande che fai tu me le sento fare circa 10volte al giorno tutti i giorni (lavoro per uno student service, aiuto le persone a emigrare/venire a studiare). Spero di non essere troppo brusca, ma cosa ti aspetti? Che le persone che sono qui ti diano una percentuale? Ogni persona e’ diversa, ha le sue qualifiche, il suo carattere, la sua conoscenza della lingua. Vogliamo anche metterci la fortuna? io sono convinta che la fortuna aiuti davvero gli audaci, ma se vuoi mettiamoci pure la fortuna.

    Se hai studiato un po’ di statistica saprai che con tutte queste variabili e’ impossibile darti una percentuale di “in questo periodo di crisi/recessione/ecc è/non è facile/difficile trovare lavoro nel nostro campo, quanto sono ricercate persone come noi eccetera, insomma qualcuno che ci dica cosa, in linea di massima, aspettarci.”

    Venire in Australia e’ una cosa grande. Ci ho messo del tempo a capirlo, abituata come sono a vivere in completa autonomia (forse troppa) da quando ho 18 anni. Ma proprio perche’ ognuno e’ fatto a suo modo ho capito che per qualcuno puo’ essere davvero una passo enorme. Fabio, onestamente non credo tu sia pronto a partire, ovviamente parere personale e opinabilissimo, chissa’ che invece non ti sproni a fare il grande passo? :)

    Per chiudere, spero di non offendere nessuno, ma conoscendo tante persone qui ho capito che la lamentosita’ e’ intrinseca del carattere italiano e certe persone anche quando vengono in Australia poi si lamentano…

    Il mondo e’ bello perche’ vario diceva quello.

  29. cico  on August 30th, 2009

    Ciao Fabio,
    Personalmente non condivido il giudizio di Elisa nei tuoi riguardi, e credo che tu abbia solo bisogno di farti un viaggio in Australia per vedere di persona, parlare con chi ci vive e vedere con i tuoi occhi, poi sarai pronto per decidere.
    Prova a visitare il sito DIMIA australiano e scaricati il pdf SKILLED MIGRATION LIST, e forse avrai le idee un pò più chiare.
    Non credo che tu sia un lamentone, almeno da quello che ho letto qua sopra, devi solo raccogliere più informazioni.
    Ciao
    Alberto

  30. Simo  on August 31st, 2009

    Ciao Aldo e grazie per questa pagina molto informativa!! :-)

    Effettivamente anche io sono dell´opinione, che gli Italiani si lamentino molto e agiscano poco per cambiare la propria situazione, peró bisogna veramente ammettere, che gli attuali costi per emigrare in Australia sono proibitivi….
    Só cosa vuol dire emigrare, poiché vivo da quasi 15 anni in Germania (ora ne ho 35) e so perfettamente quante difficoltá, quanti scazzi e quanti nervi puó “costare” un´espatrio…
    Sono alla fine dei miei studi universitari (perché anche a 30 anni suonati si puó riniziare a studiare :-) ) e avevo preso in considerazione l´opzione di andare a lavorare in Australia ma dopo aver visto i prezzi per l´elaborazione della domanda dei visti mi sono venuti ancora piú capelli bianchi di quelli che ho….
    Io mi ritengo una vera “italian in fuga” perché nel Bel Paese non riesco piú a vivere (dopo un anno di trasferta a Milano per conto della mia ditta dicevo di spararmi..) e non condivido la mentalitá a volte bacchettona e indietro di anni luce che regna in Italia, ma cosa “frega” molti connazionali e gli impedisce di fare il grande passo sono proprio i cari dannati soldi…che non bastano mai e sono sempre troppo pochi..Se non fosse per questi, sarebbero molti ma molti piú Italiani a cercare di emigrare in Australia, ne sono certa. La sottoscritta compresa..

    Grazie ancora per i suggerimenti che dai nella tua guida per emigrare in Australia, me la sono letta ieri sera tutta d´un fiato:-)

    Cari saluti da un´altra italian in fuga!
    Simona

  31. Fabio  on September 1st, 2009

    Ciao Elisa e Cico, grazie per le vostre risposte, mi sono entrambe utili. Elisa, probabilmente il tono del mio post può essere male interpretato, quello che volevo trasmettere era un’analisi fredda della situazione (di parecchie persone) che stiamo vivendo in Italia, e non voleva sembrare una lamentela. Se avessi voluto lamentarmi avrei scritto: “Uffa, mamma, ho studiato 25 anni e non mi posso comprare la BMW!” ;-)
    Per questo ho scelto di scrivere su un blog, per avere informazioni da chi vive all’estero, e ha una precedente esperienza alle spalle. Di sicuro, Elisa, non sarai tu a spronarmi a fare il grande passo, ma sono ben altre le cose che mi spingono anche solo a pensare di andare via. Discorsi sulla fortuna non mi si addicono, credo che le cose che contano siano altre. Quello che mi aspettavo dalle risposte a questo post era qualcosa del tipo: “Lavoro nell’IT in Australia, la mia società cerca/non cerca lavoratori anche/non dall’estero ed è disposta/non disposta a sponsorizzare”. Una serie di queste risposte mi avrebbero chiarito un pochino la situazione laggiù. :-)
    Cico, grazie per il consiglio, guarderò sicuramente il sito, così da avere informazioni maggiori, ho già visto che la mia professione rientra tra quelle “most wanted”! Magari lo faccio stasera, oggi sono un pochino stanco perchè… sono appena tornato dall’Australia! Sono stato sulla costa ovest stavolta, 2 anni fa invece ho viaggiato per tutto il resto.
    Ciao!

  32. desaparecido  on October 11th, 2009

    molti non emigrano anche perche forse si sentono italiani a differenza vostra.. meno male che ne siamo ancora tanti..be e facile ci sono i problemi scappo e critico il piatto con cui ho mangiato per anni..l’italia non va avanti è anche colpa nostra..si scappa difronte ai problemi ciaooo è w l’italia

  33. IO  on November 2nd, 2009

    Perchè bisogna emigrare dall’Italia? L’Italia di fatto non esiste e non esistono gli italiani. Quello che è lo Stato Italiano è una macedonia che scomparirà tra breve. Quindi, come vedete, non è necessario andar via dall’Italia, dato che sarà essa stessa a scomparire e vedrete che staremo ( noi che abbiamo la sfiga di viverci ) tutti meglio!

  34. Laura  on November 23rd, 2009

    Caro Giulio la tua frase “cercate una societa` che rispecchi il vostro modo di essere, non cercate il lavoro e i soldi, altrimenti non sopravviverete a lungo.” mi fa riflettere molto… tante volte penso di andarmene, mi trattiene la famiglia che in Italia, si sa, ti aiuta sempre come può nelle difficoltà diversamente da altri paesi, mio marito invece partirebbe anche domani (in realtà lui troverebbe all’estero perchè da 15 anni fa il portiere d’albergo quindi dice che partiremmo con un lavoro) io non so se dovrei lanciarmi con lui o farlo ponderare che non si può andar via solo per il lavoro. Mi chiedo quanto possa essere stressante emotivamente una cosa del genere, per me che non dormivo quando accesi il mutuo di casa, per una che non trova pace se non ha i soldi per pagare le bollette; poi penso se può essere meglio per la qualità della ns vita, per il nostro bimbo di 1 anno. Mio marito dice che la famiglia se restiamo in Europa raggiunge l’aeroporto (stiamo vicino RM) e ti viene a trovare.
    Rispondo a chi dice che in Italia ci si lamenta, Australia o qui dietro le Alpi non è certo una decisione facile, magari pensi di tornare poi trovi l’anima gemella come ha fatto mia cognata che resterà a Londra per sempre e vede i genitori pochissimo, a volte neanche a Natale…

  35. cosimo  on December 11th, 2009

    ciao a tutti- sono cosimo da firenze – un metalmeccanico specializzato in mobilità-ho moglie e 2 figli ( 13 e 8 )cane e gatto – mi piace la schiettezza di alberto ( sono già un suo fan )che rende bene l’idea di chi si è fatto il qchulo-mi pacerebbe sapere se le difficoltà che trova un impiegato o un ingegniere sono le stesse che può trovare un operaio come me -
    es:con uno stupendio da operaio io potrei campare (senza pretese ) la mia famiglia? se no- la mia supervalutazione che ho per l’Australia si dissolve in un attimo- perchè a sentire molti pare sia una questione di esperienza personale -
    mentre per me è questione di sopravvivenza e di futuro per i figli – se no non si emigra – si fa una vacanza -
    una cosa mi ha colpito(e anche un pò deluso)e cioè la totale indifferenza degli imprenditori o artigiani italiani in australia che non si propongono con il connazionale in difficoltà – un pò quello che diceva FABRIZIO -
    NON SARà CHE GLI ITALIANI AFFERMATI CI SNOBBABO
    per quanto mi riguarda io sarei disposto a partire da solo per un periodo – vedere le condizioni e le potenziolità anche con la partecipazione di altri nelle mie condizioni( per dividere le spese )ed in un secondo momento farmi raggiungere dalla famiglia ( cane e gatto compresi )- insomma ARMIAMOCI E PARTI….AMO
    CIAO

  36. vinman  on January 7th, 2010

    Ma dove vai se l’inglese non lo sai e la grana non ce l’hai ?
    L’America e finita (cambiata ) dal quel 11 settembre ….adesso anche in Australia le cose sono differenti da 30 anni fa !
    Chi vuole emigrare al giorno d’oggi ha il bisogno imperativo della conoscenza della lingua e un fracco di soldi da spendere (investire) per poi vedere se tutto va bene…
    Probabilmente se hai soldi e parli 2 o 3 lingue te la cavi bene anche in Italia.
    Oggi senza I soldi e la lingua ti passi 20 anni a fare il lavapiatti/cameriere.
    Nel ’60-’70 il tunnel era lungo ma si vedeva la luce alla fine, adesso il tunnel e molto piu’ lungo e non si vede niente .
    Comq per chi e stanco , e vuole cambiare vita da Roma e Milano gli aerei partono turtte le settimane.
    Pero’ anche se hai i soldi e conosci l’inglese perfettamente preparati a farti un mazzo cosi’ per i prossimi 30 anni.
    Questa e la realta’ di chi vuole cambiare vita.
    Non si tratta solo di cambiare paese ma di cambiare modo di fare le cose !
    Se vai all’estero e vendi tutto in Italia
    e ti porti dietro la famiglia ci ritorni solo per le visite quando sei fortunato di avere le ferie , o quando ti viene a mancare qualcuno in famiglia. Dopo 10 anni all’estero se torni in Italia ti trovi peggio di quando sei venuto via, percio dimentica di ritornarci e fare lo stesso sbaglio 2 volte.
    Se poi ti convinci di emigrare a tutti costi devi anche convincerti a metter giu’ la testa e lavorare come un mulo per tanti anni.
    Dimentica 1 mese di ferie, dimentica la 13esima, la partita la domenica etc etc.
    Se vai al’estero e non cambi modo di vita ti ritrovi a 60 con un fracco di debiti, cosa che in Italia non l’avresti avuta. In australia, ti compri la casa, la macchina e tutte le cose che hai sempre voluto ma se non lavori sodo ti ritrovi solo con i debiti, e a quel punto ti rendi anche conto che non puoi tornanre in Italia almeno che scappi di notte…
    Realta’, realta’, realta’ non per scoraggiarti ma solo per darti bene un idea…
    Chi vuole veramente emigrare all’estero’
    E GIA” PARTITO … e non sta qui a leggere i Blog….
    Prerequisiti : Inglese, Soldi e Due Palle Cosi che ti permettono di affrontare qualsiasi situazione.
    Buon Anno Nuovo dal Canada….

  37. alfredosax  on January 25th, 2010

    Io confermo molti italiani si lamentano. Non tutti e’ ovvio, infatti vediamo storie di persone che si son sistemate. Capisco quando si ha famiglia e’ molto piu’ complicato e non mi permetto di dare consigli. Riguardo single o giovani coppie, purtroppo siamo convinti che lo Stato Italiano ci coccoli, con questa storia della copertura sanitaria. Il fatto sta che quando la busta paga arriva e non dobbiamo toccare il netto per pagarci la sanita’ sembra non ci pesi, ma se abbiamo uno stipendio piu’ alto ma dobbiamo poi sottrarre 100 euro, dollari o quant’altro, ci rode. Ci da fastidio dover pensare a cose che di solito sono gestite dallo Stato. In altri paesi si mettono da parte 50 euro a settimana per 20 anni e si pagano gli studi in grandi universita’ ai propri figli, non vogliamo farlo, ma con gli stipendi esteri e’ possibile. 50 euro a settimana sono oltre 50000 euro piu’ gli interessi dopo 20 anni. Dobbiamo essere flessibili. Il modello di Stato meno coinvolto nella vita privata funziona meglio, questa e’ la verita’. Parlo ai giovani single ed alle giovani coppie educate ed intraprendenti: andate c’e’ di meglio in tanti altri paesi del mondo.

  38. luca  on February 1st, 2010

    ciao a tutti mi chiamo luca o visto l articolo di italian infuga ma!! vi posso assicurare che se avessi l opportunita per emigrare in Australia partirei subito senza indugi purtoppo non mi riesce trovare i canali giusti per tovare un lavoro laggiu comunque se c e qualcuno che puo aiutarmi ne sarei davvero molto grato.

  39. info_dodo  on February 1st, 2010

    Beh io direi che per l’appunto uno dei problemi più gravi (dire “il problema” farebbe ridere) dei cittadini italiani, non parlo della classe dirigente e dei più abbienti (loro hanno i loro buoni motivi), è il qualunquismo, che si identifica in questo caso come già giustamente avete fatto notare con il “migrante della domenica”.

    Lamentarsi e basta non serve a niente.
    Per quanto mi riguarda l’unico modo che gli italiani hanno per attaccare, e dico attaccare non “manifestare il proprio dissenso” (non sto qui a discutere sul perché questo ormai non serva a niente, lol) questo Stato che li denigra è telare, andarsene e lasciare berlusconi con i suoi 63.4% di consensi a vedersela da soli.

    Questo oppure una rivoluzione francese nel 2010 in Italia. Non so fra le due quale è più realizzabile.

  40. info_dodo  on February 1st, 2010

    Che poi non esiste mica solo l’Australia, o si?

  41. andrea  on February 1st, 2010

    Italiansinfuga è un buon blog di informazione, grazie Aldo per averlo creato, così mi stai aiutando a formulare con chiarezza l’idea di trasferirmi o meno in Australia.
    Per ora -mentre scopro questo blog- l’Australia mi sembra ancora un bel posto con i suoi PRO e i suoi CONTRO, come me la faceva immaginare mia mamma che c’ha potuto vivere suo malgrado per i soli primi diec’anni di vita.
    Ci sono stato all’età di sei anni e i ricordi sono vaghi e miseri ma fissi nella mia mente come il capitolo di un libro colmo di profumi e immagini fantastiche.
    Per ora proseguo la mia lettura.

  42. furbytiz  on February 10th, 2010

    In Italia non serve nè lamentarsi nè fare rivoluzioni. Non l’hanno cambiata nemmeno due guerre mondiali.
    Il sistema collaudato dagli antichi romani (la famiglia e i suoi affiliati che tengono sotto controllo il territorio) di tipo mafioso, sistema che riesce a condizionare la “libera scelta” del singolo elettore con la paura o con la corruzione, è ormai troppo radicato nello Stato. Arriva fin dentro la fattoria del contadino o la tasca dell’operaio. A noi onesti ci tengono perennemente al limite di sopravvivenza per poi dirci ogni tanto che dobbiamo, noi soltanto però, tirare la cinghia perchè c’è “crisi”. Poi gli stessi che l’hanno permessa la crisi si ripropongono per toglierti dalla stessa.
    E se non puoi essre sicuro che chi mandi in Parlamento a rappresentarti saranno integri nel loro mandato per fare gli interessi dello Stato, cioè noi, … non ti puoi più fidare di nessuno e non puoi sperare in niente.
    A questo punto per essere soli, meglio esserlo in un paese dove non hai un passato ma dove puoi “liberalmente” costruirti un nuovo futuro; lascia che il passato si distrugga da solo.
    Scusate se sono stato prolisso, un solo intervento giuro.
    Sono sposato con due figli, 35 anni, laureato in ingegneria, lavoro da sempre solo io come impiegato. Da circa un anno ho chiesto il visto permanente per l’Australia e l’ho ottenuto, abbiamo chiuso tutto ciò che ci lega all’Italia e adesso aspettiamo il momento giusto per chiudere l’ultima cosa: la porta di casa (e consegnare la chiave alla padrona così siamo sicuri di non tornarci).

  43. Sergio Trabalza  on March 17th, 2010

    Forse è vero. oggigiorno ai giovani mancano lo spirito d’avventura, voglia di rischio, desiderio di rifarsi una vita lontano da mamma e papàe, anche attributi e voglia di lavorare duro.
    Io in Australia ci sono stato 5 anni. E’ un esperienza che suggerisco a tutti quanti vogliano cambiare vita e ripartire da zero. Sergio Trabalza

  44. Rudy  on May 14th, 2010

    Ciao voglio sapere una cosa se io vado in australia con un visto turistico posso trovare un lavoro e lavorare in quel periodo?poi un’altra cosa se avendo un figlio in arrivo nasce la prende la cittadinanza anche se i genitori sono tutti e due italiani?

  45. admin  on May 14th, 2010

    ciao Rudy

    con un visto turistico non puoi lavorare in Australia.

    il visto turistico dura tre mesi e le donne incinte non le fanno volare dopo i sette mesi della gravidanza quindi dubito che la tempistica possa funzionare.

    Non sono poi così sicuro di questa casistica…

    Aldo

  46. Rudy  on May 14th, 2010

    ciao!! ma neanche se quando sono la mi iscrivo ad una scuola posso lavorare? ho sentito dire che facendo così si può trovare un lavoro..

  47. Rudy  on May 14th, 2010

    Scusami ancora se disturbo…io ho lavorato come idraulico per 11 anni,avrei delle probabilità in più essendo un lavoro ke richiede una certa professionalità?


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