Com’è il mondo del lavoro in Inghilterra
Condividi!Vorrei condividere con voi la mia esperienza decennale del mondo del lavoro in Inghilterra ed aiutarvi a capire se fa per voi in caso stiate pensando di emigrare all’estero.
Ho lavorato per alcuni anni nel reparto di ricerca di mercato della filiale britannica della Ferrero dopodichè ho lavorato per cinque anni ai quartieri generali della multinazionale Tesco, una delle più grosse catene di supermercati del mondo.
Insomma, per darvi un’idea, lavoro in ufficio, davanti al computer, con la maggior parte dei colleghi laureati.
Il mondo del lavoro in Inghilterra è molto competitivo. Hai sempre l’impressione che se non passi lunghe giornate in ufficio, saltando i pasti, la ditta troverà qualcun’altro che vuole farlo al posto tuo.
In genere l’orario dalle nove alle cinque è seguito da pochi mentre tanti, soprattutto quelli giovani ed ambiziosi, sono molto disponibili a farsi dalle otto alle sei, minimo, con una mezzoretta per pranzo, spesso davanti al computer.
L’altra faccia della medaglia è che per quelli che dimostrano qualità e voglia di darsi da fare, arrivano le responsabilità e il salario commensurato. I venticinquenni più bravi diventano manager di squadre di una mezza dozzina di persone mentre i coetanei italiani sono a metà strada del loro percorso universitario.
La paga consente di diventare indipendenti molto in fretta e di acquistare casa mentre la macchina viene in genere fornita dalla ditta come parte del contratto di lavoro. Spesso la ditta, se quotata in borsa, include azioni nel pacchetto paga.
In genere il contratto di lavoro prevede un preavviso di terminazione di un mese, per i ruoli più bassi, o tre mesi, sopra ad un certo livello. Il mercato del lavoro inglese è quindi molto flessibile con vantaggi e svantaggi per il personale. Puoi andare in fretta verso un lavoro migliore ma la ditta può lasciarti a piedi altrettanto velocemente in tempi di crisi.
L’ufficio è un ambiente in genere molto informale, per un Italiano. Tutti si chiamano per nome proprio, dal capo alla segretaria, ma questo non significa che manchi il rispetto reciproco. Solo che non ci sono i ‘Dottori’, gli ‘Avvocati’ o gli ‘Ingegneri’ alla Fantozzi.
L’abbigliamento dipende da ditta a ditta ma da metà anni novanta è diventato spesso ‘smart casual’, non jeans e maglietta ma neanche giacca e cravatta.
Gli Inglesi danno grande importanza al socializzare al di fuori dell’orario di lavoro. La tradizione vuole che spesso e volentieri si vada al pub dopo il lavoro e tutti sono ‘obbligati’ a ubriacarsi e lasciarsi andare. Il bello però è che il giorno dopo non importa più di tanto cosa hai combinato la sera prima, tutti si fanno una risata e si riparte da capo.
Ci sono le tradizioni che vogliono che quando un collega finisca di lavorare perchè va a lavorare presso un’altra ditta, si vada a fare pranzo al pub, di solito di venerdì, dopodichè prima delle cinque il capo faccia un discorso di commiato, consegni cartolina di auguri ed un piccolo regalo. Il lavoratore in partenza poi fa un altro discorso ringraziando tutti tra le lacrime.
Non dimentichiamoci poi del ‘Christmas Party’! In tutti gli uffici del Regno Unito durante il mese di Dicembre si festeggia il Natale con pranzo al ristorante, pagato dalla ditta, e successiva ubriacatura in una sfilza di pubs fino alle ore piccole. Di nuovo, questa è un’occasione per tutti per rilassarsi e dimenticare le regole dell’ufficio, senza troppe conseguenze.
Preparatevi ad avere colleghi che viaggiano fino a due ore per arrivare in ufficio. Spesso gli Inglesi scelgono dove abitare e poi si fanno quattro ore al giorno di macchina per arrivare ad un posto di lavoro che li soddisfi.
I giorni di ferie sono in genere tra i venti e venticinque a seconda dell’anzianità con la ditta e non esiste l’Agosto quando si va tutti in ferie. Gli Inglesi si fanno le vacanza durante tutto l’anno, spesso una settimana quì ed un’altra lì.
La mia esperienza del mondo del lavoro in Inghilterra è stata molto buona. Avendo voglia di lavorare, la meritocrazia unita alle qualità personali vi farà fare strada e quindi io consiglierei vivamente agli Italiani che vogliono mettersi alla prova di emigrare in Inghilterra.
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8 Responses to “Com’è il mondo del lavoro in Inghilterra”
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Luca on January 21st, 2009
L’idea non è male, l’importante è che se lavori più di 8 ore al giorno fai quello che VUOI fare, ad esempio io se dovessi lavorare all’estero pretenderi di fare quello che sto studiando nel setttore WEB il lavorarci più di 8 ore mi sembrerebbe quasi normale!
Lavorare 9 /10 ore in un lavoro che non sarà il tuo è molto deludente, almeno per le mie esperienze in italia. Spero presto di fare esperienze all’estero per confrontare le due facce della medaglia.
Luce on January 21st, 2009
Io ho avuto l’opportunità di lavorare in Irlanda, dove la situazione è forse un pò diversa. Innanzitutto i lavori sono tutti molto ben pagati e rispettati: lo percepisci subito duramte il primo colloquio dove i datori di lavoro, prima di valutare le tue capacità ti propongono l’offerta economica per capire se rispecchia le tue aspettative. A me no che non lavori come cameriere in uno dei loro mille ristorati, sono molti ferrei sull’orario di lavoro, sia per quanto riguarda l’entrata che l’uscita. Richiedono il massimo impegno della propria risorsa e questo può spaventare, ma quando ti rispettono e il salario è ampiamente soddisfacente la voglia di lavorare di certo non manca…non come in Italia!
Luca on January 22nd, 2009
non sei il primo a parlarmi bene dell’Irlanda..
prendero in considerazione anche quella allora
Grazie.
Salvator on March 13th, 2009
Certo, forse dovrai pure pranzare davanti al PC, forse dovrai pure lavorare 10 11 ore al giorno per farti notare, ma dulcis in fundu, tutto questo alla fine viene riconosciuto! Una sana meritocrazia, cone che in Italia non ci sognamo manco la notte!
Io ho una laurea in ingegneria Informatica e ho lavorato come analista programmatore J2ee, con contratti a progetto, e nonostate mi sono fatto il c…o, a fine di ogni contratto mi sono sempre sentito dire le stesse cose, grazie e arrivederci..per poi ritrovarmi a volte 2 3 mesi senza lavoro…per non parlare poi delle ridicole retrubuzioni per i professionisti italiani!
La mie esperienza di ricerca di lavoro all'estero | italiansinfuga on July 4th, 2009
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Laura on November 23rd, 2009
Volevo aggiungere, se trovi strano farsi 2 h di viaggio per raggiungere il posto di lavoro nei dintorni di Roma non lo è così tanto, mio marito si fa 80 Km al giorno x poco + di 1000 euro, per non parlar di chi ogni giorno arriva in treno o bus dalla prov di Rieti, io per anni l’ho fatto e quando mi sono sposats era diventato allucinante. I miei amici sono quasi tutti pendolari perchè avvicinarsi alla periferia è da ricchi, e lavori vicino casa non ci sono a meno che non accetti le pulizie o la commessa pure se sei qualificata! Almeno 2 ore con i mezzi pubblici inglesi non sono 2 ore con i nostri sporchi puzzolenti gremiti in ritardo…
Giadux on April 6th, 2010
salve sono una ragazza che ha deciso di trasferirsi in inghilterra col suo fiadanzato per viverci. Io dispongo di un diploma artistico e in mio ragazzo è ragioniere. Entrambi parliamo un inglese scolastico quindi, penso, per l’ inizio ci dovremo accontentare di un lavoro approssimativo. Potete consigliarci una zona di vostra conoscenza, in cui possiamo coinciliare lavoro casa e tranquillità? pleaseeee
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