Dieci motivi per NON lasciare l’Italia

Dopo avervi dato i miei ‘Dieci motivi per lasciare l’Italia‘, ecco l’altra faccia della medaglia: i motivi secondo i quali dovreste rimanere in Italia.

  1. La famiglia. Non importa dove andiate, dietro l’angolo in Europa o agli antipodi in Australia. Emigrare significa distaccarsi nettamente dalla famiglia. Nonostante tutta la tecnologia di comunicazione odierna, non è la stessa cosa di vivere nello stesso paese/città.
  2. Gli amici. Vedi sopra. Con il passare degli anni i contatti si perdono e le esperienze in comune sbiadiscono.
  3. Il cibo. Sia quello dei mercati che quello servito nei ristoranti, il cibo all’estero non è all’altezza di quello italiano.
  4. Le stagioni. In Inghilterra, Taiwan e Australia non ho trovato l’intercalarsi delle stagioni.
  5. Le neve e le montagne. Ho rinunciato completamente ad andare a sciare e camminare in montagna.
  6. La piazza. All’estero non c’è un luogo di ritrovo come la piazza italiana dove decine, centinaia di giovani e non giovani si ritrovano.
  7. La cultura. Duemila anni di storia non si replicano facilmente.
  8. L’eleganza. Non che a me freghi più di tanto ma se vi piace che la gente vesta bene, al di fuori dell’Italia farete fatica.
  9. La facilità di fare amicizia. All’estero sono più diffidenti.
  10. Il ritmo di vita più pilassato. Magari può non sembrarvi ma in Italia il ritmo della vita è più rilassato, con più vacanze ed orari di lavoro giornalieri più ragionevoli.

Se questi motivi sono più importanti dei motivi per lasciare l’Italia, allora l’emigrazione forse non fa per voi….

Quali sono i vostri motivi per NON lasciare l’Italia?
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Commenti (6)

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  1. Giulio scrive:

    1. La famiglia. Beh…in effetti dallÁustralia ci va parecchio…dallÓlanda sono un paio di ore di volo. Allora abitare A Milano e avere la famiglia a Roma oppure abitare ad Amsterdam e avere la famiglia a Milano non fa molta differenza..
    2. Gli amici. Idem come sopra. non avrei mai rinunciato cmq alla mia realizzazione personale per gli amici.
    3. Il cibo. de gustibus. In generale ti do ragione…ma la possibilita`di provare altri cibi bisogna averla…
    4. Le stagioni. Qui in Olanda diciamo che sento due stagioni: un iínverno (da Ottobre a Maggio) e una primavera (da Giugno a Settembre). Con i 23/24 gradi di agosto non oso chiamarla estate :)
    5. Le neve e le montagne. Ebbeh…questo e`forse lúnico punto che sento vivo, dato che sono di Torino…
    6. La piazza. Nessuna nostalgia…mai stato in piazza…
    7. La cultura.In effetti l’Australia e`culturalmente nuova…diverso discorso e`per lÓlanda…
    8. L’eleganza. Dove ci sono i soldi cé`il made in Italy. Qui in generale c’e`eleganza ma c’e`anche molta più semplicità, che onestamente preferisco…i falsi ricchi vestiti a festa qui non esistono…
    9. La facilità di fare amicizia. Qui dissento…dipende chi, dipende dove.
    10. Il ritmo di vita più pilassato. Questa te la appoggio, anche se puntualizzo che e`troppo rilassato…infatti vedi comé`ridotta léconomia…

  2. Ludovico scrive:

    Tutto vero, più o meno… Per i primi due punti, che sono i più dolenti, bisogna avere coraggio, per gli altri solo spirito di adattamento o di avventura, nei peggiori dei casi.
    Attenzione, però, che ritmo più rilassato non vuol dire qualità della vita migliore, purtroppo il fatto si lavori meno vuol dire che si lavora male e quindi che per ogni cosa si fa più fatica, senza avere uno stipendio commisurato con la fatica e allo stress.
    Il che vuol dire che anche nelle ore e nei giorni in cui non lavoriamo non possiamo goderci la vita come ci pare…

  3. Nello scrive:

    1. La famiglia. Certo, hai ragione, ma è anche vero che la vita è tua e la famiglia può essere a volte un ostacolo. Meglio godersi veramente la famigliaogni tanto che tutti i giorni a sforso
    2. Gli amici. Idem come sopra.
    3. Il cibo. Verissimo, come si mangia da noi non si mangia da nessuna parte.
    4. Le stagioni. Che importa avere un buon clima e passarlo nel traffico di Roma?
    5. Le neve e le montagne. Non amo la montagna, quindi non me ne frega nulla.
    6. La piazza. Mai stato in piazza, preferisco incontri a casa
    7. La cultura. E qui un attimo di attenzione. Siamo d’accordo che la cultura italica ha fatto da maestra al mondo. Oggigiorno, però, ahimè, l’Italia è solo uno scempio di degrado culturale, chje fa venire voglia di portare la nostra cultura in ambienti che la meritino, quindi fuori dalla strumentalizzazione dilagante, dal cattivo gusto in nome del potere e dell’interesse personale. SOLO QUESTO MOTIVO PRESO PER SE’ E’ VALIDO PER LASCIARE L’ITALIA.
    8. L’eleganza. Ma chi se ne frega, l’eleganza è nel comportamento e nello stile, non certamente nella marca da sfoggiare..
    9. La facilità di fare amicizia. Cazzate. Vieni a Roma e al di là della simpatia iniziale e della apparente disponibilità siamo molto ma molto più diffidenti dei finlandesi.
    10. Il ritmo di vita più pilassato. Ah sì? In che senso? Non puoi organizzarti la giornata perché non puoi contare su servizi pubblici efficienti, su strade libere da prcorrere per raggiungere le enormi distanze della capitale… Rilassato solo perché si ragiona “alla volemose bene..”

  4. seba90 scrive:

    Sono appunto 10 motivi per lasciarla l’Italia, non per starci.
    Cosa me ne frega del cibo e delle stagioni.
    Sono diffidenti? Assolutamente no, se hai abbondonato l’Italia dimostri di non essere come una velina o un calciatore, ma uno che ragiona e non si fa lobotomizzare dai politici. Se avevvi i soldi al volo lascierei l’Italia e andrei in Germania (Sono un organista, li avrei un futuro)

  5. Giuliano scrive:

    Il ritmo? benvenga il lavoro. Il non poter fare niente la domenica perchè è tutto chiuso è un cancro che sta distruggendo questo paese. La famiglia, si è vero mancherà ma devo anche costruire una mia famiglia e qui in Italia è impossibile, non voglio che mio figlio nasca qui.

  6. Beh… ritmi di lavoro più rilassati?? non so che lavoro facessi in Italia, ma ti assicuro che i consulenti informatici in Italia fanno degli orari senza senso rispetti ai colleghi stranieri

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