Italiani, finite l’università il più in fretta possibile

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Leggo su Cambiamondo che anche l’introduzione della 3+2 non ha accorciato i tempi dei quali gli studenti universitari in Italia hanno bisogno per laurearsi.

Ho trovato uno studio sulla situazione australiana che mi dice che circa la metà dei giovani Australiani che oggi hanno 24 anni di età iniziarono gli studi universitari. Di questi, due terzi si sono poi laureati.

Il dato più importante è però l’età. A 24 anni solo uno su dieci iscritti sta ancora completando gli studi universitari.

Perchè ciò è importante per gli studenti universitari italiani?

Perchè il modello universitario australiano è simile, se non lo stesso, a quello britannico, statunitense ed europeo del nord.

O completi gli studi entro un certo numero di anni o sei fuori.

Il risultato è che i laureati iniziano a lavorare a 23-24 anni e, quando il laureato italiano medio arriva sul mondo del lavoro internazionale, i coetanei che trova come concorrenti per lo stesso posto di lavoro hanno già 4-5 anni di esperienza lavorativa.

Dal punto di vista del datore di lavoro internazionale il laureato Italiano medio ha un handicap difficilmente sormontabile dalle qualità dell’individuo.

Dissuaderei dall’atteggiamento “ma che ce ne frega, siamo in Italia”, perchè che vi piaccia o meno il mondo del lavoro si sta internazionalizzando sempre di più ed il movimento di laureati è sempre maggiore.

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  • daniele

    ciao aldo,
    complimenti per il blog, essenziale ma pieno di informazioni interessanti!
    Sono uno studente 3+2 di ingegneria civile a padova, da un po’ curioso su internet riguardo l’australia per una possibile esperienza all’estero, magari sfruttando il titolo di studio date le magre prospettive in patria. Purtroppo, sinceramente, più mi informo e più mi scoraggio! Mi chiedevo come facciano gli studenti anglosassoni a essere laureati già a 22-23 anni. Io ne ho 24, quindi sono fuori corso da 6 mesi: fra TUTTI i ragazzi che hanno cominciato con me (più di cento) NESSUNO ha ancora concluso l’università (intendo il biennio finale). Si va dai 25 in poi: a mio avviso con il veccchio ordinamento era scalato ulteriormente di un anno. Ma come fanno in Australia, Usa, etc.? Cominciano prima la scuola? Inoltre presumo che siano anche meglio preparati, data la classifica internazionale delle università. Ho pensato di chiederlo a te perché mi pare che tu sia ingegnere e conosca abbastanza il loro sistema universitario. Al di là del riconoscimento legale, il titolo italiano è apprezzato o meno? …aiuto!! grazie
    Daniele

  • admin

    Ciao Daniele

    nei paesi anglosassoni iniziano scuola un anno prima che si traduce in un ingresso all’universita’ ai 18 anni ed i corsi in genere sono di quattro anni massimo SENZA fuoricorso.

    Quind o finisci a 22-23 anni on non finisci per niente….

  • seppia20

    Ciao!
    Io sto studiando per la laurea di 1° livello in Ingegneria delle Telecomunicazioni a Roma.
    Per essere ammessi alle selezioni per un posto in una università australiana/britannica/americana, è più importante il voto di laurea o aver completato gli studi nel minor n° di anni?

  • dana

    Salve, scopro quest sito per caso e ne sono felice..complimenti davvero!

    sono perfettamente in corso al primo anno di specialistica…MA nn capisco e tanto meno riesco a farmi capire in inglese!

    Questo articolo scatena il dubbio amletico:

    - andare in erasmus in finlandia per 9 mesi (rischiando di andare fuori corso..e vivere in un paese che nn ha nessuna attrattiva per me)

    - prendere i soldini messi da parte per l’erasmus e farmi 2 mesi e mezzo di corso di lingua intensivi in Irlanda (che sembrerebbe essere la più a buon mercato e così togliere meno tempo all’università)…

    Sono motivata dal fatto che studio comunicazione, ma l’incapacità anglofona castra possibilità lavorative,sociali,culturali!
    Ho una laurea triennale e tra un anno dovrei essere laureata in comunicazione e se ci penso…non so neppure l’inglese!

    Vi ringrazio…e se ne avete voglia:consigliatemi!

  • kekko

    Cerco di rispondere a alcune delle domande. Premetto che la mia esperienza rimane circoscritta alla realta’ inglese:
    Il voto finale di laurea e’ discriminante! Se si vuole accedere a un Master o a un PhD e’ richiesto un voto minimo, variabile da materia a materia. In compenso non viene mai richiesto un 110 e lode, si accontentano anche di voti piu’ accessibili. Finire il piu’ presto possibile e’ altrettanto importante, ma non essenziale. Non sarete scartati automaticamente se avete 28 anni. E’ facile trovarsi a lavorare con laureati detentori di PhD e magari con gia’ anni di lavoro alle spalle che hanno meno di 27 anni. E’ avvilente, ma e’ la realta’.
    Nei paesi anglosassoni cominciano l’universita’ a 18 anni e non esistono corsi che durano piu’ di 4 anno. Di solito ci sono 3 anni di base per poi passare al master. Quindi un ingegnere civile magari inizia a 18 anni +3 di laurea di base +1 di master => a 22 anni e’ gia’ laureato con un master. La cosa e’ resa possibile dal fatto che gli esami vengono dati durante il corso e che si studia solo quello che serve per lavorare. C’e’ meno attenzione alla teoria rispetto a quanto accade in Italia. Considera poi che dopo il master iniziano a lavorare immediatamente, a meno che non si prendano un “gap year” di vacanza.

    Ci consola il fatto che anche altre universita’ europee hanno piu’ o meno i nostri tempi. Un ingegnere in germania ci mette circa 5 annetti. Mai piu’ di 6, comunque.

    Per quanto riguarda il titolo ottenuto in italia…devo ammettere che le universita’ italiane non le conoscono in molti. Non importa se hai fatto fisica alla Normale, perche’ a meno che tu non abbia a che fare con gente che nonosce la realta’ italiana, il nome non gli dira’ niente. Un altro difetto e’ che, escluse rare eccezioni, molti professori italiani sono sconosciuti o ignorati all’estero perche’ lavorano in un contesto molto circoscritto. E’ la nostra maledizione! Pero’ nelle universita’ straniere ti sara’ data l’opportunita’ di dimostrare quanto vali indipendentemente dal nome dell’universita’ da cui provieni e del prof.con cui ti sei laureato.

    Cio’ che fa veramente la differenza tra noi e gli studenti stranieri e’ spesso il modo di fare. Sapersi presentare bene e apparire entusiasti spesso fa la differenza. Per fare questo la padronanza della lingua e’ essenziale. Quindi se avete intenzione di fare esperienza all’estero io consiglio di farle dove si e’ certi di imparare bene l’inglese.

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  • Valewoods

    Sento il desiderio di commentare questo articolo perché leggendolo mi sono resa conto che non si accenna a responsabilità di Università e Istituzioni per quanto riguarda i tempi di laurea in Italia, ma la colpa viene addossata completamente ai singoli individui. La domanda che mi sorge spontanea è che, sicuramente nella massa, ci saranno soggetti che non hanno voglia di studiare o che ritardano gli studi perché costretti a lavorare contemporaneamente, ma pensate che sia veramente questa la causa??
    Durante il mio anno di studi in Erasmus in Danimarca ho avuto modo di prendere coscienza che nessuno dei miei colleghi danesi passava ore e ore di studio sui libri come me in Italia ma l’Università era più strutturata come un luogo di lavoro, dove non solo si apprendeva durante le lezioni ma anche si studiava senza poi doversi portare lo studio a casa.
    Non era necessario studiare libri su libri ma ogni giorno venivano date consegne per i giorni seguenti che potevano essere svolte anche attarverso lavori di gruppo. Il giorno successivo sapevi subito se il tuo lavoro era corretto o andava rivisto, in questo modo era molto piu facile rimanere in pari e non ti trovavi mai solo a morire sui libri, ma collaboravi con altri studenti ed eri molto più seguito dai professori!
    Quello che voglio dire è che ciò che ci porta a laurearci tardi in Italia è il modo in cui è strutturata l’Università: essa infatti è molto teorica, i professori spiegano a lezione ma quello poi è solo un terzo del lavoro perché il resto delle giornate lo dovrai passare, solo, studiando su interminabili libri che ti faranno arrivare nel mondo del lavoro come un alieno perché in pratica non avrai impararato nulla.