Classifica mondiale università – Italia da vergognarsi

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È appena stata pubblicata la World University Rankings, un’altra classifica mondiale delle università. La classifica è stata redatta tenendo conto dei soliti criteri di ricerca pubblicata, giudizi dei datori di lavoro, numero di professori, numero di studenti internazionali eccetera.

Ho commentato una simile classifica in un’altro post e ribadisco che queste classifiche lasciano il tempo che trovano.

Però.

Secondo la World University Rankings, l’università italiana più alta in graduatoria è l’Università di Bologna al 192esimo posto!!

Prima di noi, ci sono università statunitensi (55), britanniche (29) e poi università del Canada, Germania, Olanda, Giappone, Australia, Svizzera, China, Belgio, Francia, Hong Kong, Svezia, Danimarca, Israele, Nuova Zelanda, Corea del Sud, India, Irlanda, Austria, Finlandia, Grecia, Messico, Norvegia, Russia, Sud Africa, Spagna, Taiwan, Tailandia.

Insomma, in Europa di messo peggio c’è solo il Portogallo!

Foto: adobemac

Foto: adobemac

Una situazione simile è gravissima e da vergognarsi.

Gli studenti universitari italiani devono chiedersi seriamente se l’investimento di tempo e denaro, da parte loro e delle loro famiglie, offre ritorni commensurabili.

Io consiglierei a tutti coloro che stanno affrontando o stanno per iniziare il percorso universitario di prendere in seria considerazione lo studio universitario all’estero.

I datori di lavoro con una prospettiva globale di certo considerano più favorevolmente un curriculum che vanta un’esperienza accademica riconosciuta da tali classifiche.

A meno che voi siate contenti di trovarvi a trent’anni e passa alle prese con l’ennesimo stage non retribuito.

Avete esperienza universitaria all’estero?

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  • http://oz-2005.blogspot.com Carlo

    Non entro nel merito del test che, come tutti i test, ha i suoi limiti (anche se lo sfascio dell’università italiana è davanti agli occhi di tutti OGGI, ma pone le sue basi almeno 20 anni fa).

    Voglio solo segnalare un articolo in cui mi sono imbattuto oggi per lavoro e che siccome tira in ballo il modello meritocratico anglosassone vorrei avere un’opinione da chi conosce meglio questo ambito.

    L’articolo è questo: http://users.unimi.it/ferrera/upload/download/hp/20080904_Cultura_generale_quesiti_al_bando_negli_USA_04-09-2008.pdf

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  • mauro

    SE Avete la fortuna di entrare in Accademia militare,riguardo la preparazione e gli studi universitari non dovete preoccuparvi.La preparazione è ottima e sarete sistemati per il resto della vostra vita senza nessun problema.E se avete intenzione di andarvene dopo avere maturato un buon quinquennio nelle forze armate,non temete,non c’è nessun problema.Per il lavoro vi vengono a cercare a casa e vi fanno ponti d’oro.Se poi qualcuno di voi parla almeno correttamente l’inglese il consiglio che posso dare è di andare all’estero.Qui in Italia nelle Università comandano i comunisti.E se non sei con loro,sei contro di loro.

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  • http://lavaligiadicartone.wordpress.com Giulio

    Ma lÍtalia e`in tutto appena davanti al Portogallo.
    Fino a 2 anni fa era davantianche alla Grecia…ma adesso anche la Grecia l’ha sorpassata. Aspettiamo un altro paio di anni e vedremo l’Italia diventare il fanalino di coda, dato che il portogallo sta aprendo il proprio mercato a nazioni piu`ricche quali Inghilterra e Germania, mentre lítalia rimane a pisciarsi addosso…

  • daniela

    Mah! mi sembra strano che la nostra università sia messa così male, quando poi all’estero nei posti “importanti” ci sono cervelli italiani. Parlo per le Facoltà Scientifiche, dove nei laboratori nn hai neanche un becco bunsen con cui lavorare, ma per quanto riguarda la conoscenza…beh ragazzi nn ce n’è per nessuno ( sono stata in America e Inghillterra a lavorare e qualcosa ne sò)

  • http://www.elvisciotti.it elvis

    Io ho una specialistica in IT, univ di bologna. Lavoro in uk nel settore da qualche mese e altri laureati inglesi non mi sembrano piú preparati degli Italiani in generale.

    Non so come siano fatte queste classifiche, ma secondo me l’universitá non si puó valutare considerando il numero di laureati o il maggior numero di pubblicazioni.
    L’universitá la fanno i professori, ricercatori, la loro preparazione, voglia di insegnare e coinvolgere e rimanere aggiornati, e anche un sistema univeristasrio meritocratico e NON GERONTOCRATICO che li retribuisca adeguatamente. E’ ovvio che in Italia i neo ricercatori/dottoranti poco pagati scappino in aziende o all’estero. E’ ovvio che i professori-baroni-mega-stipendio si adagino e praticamente smettano di insegnare (ne ho avuti e anche sentito parlare di questi , totalmente non aggiornati e pessimi, soprattutto nelle universitá maggiori).

    Se poi parliamo della preparazione dei laureati, questo dipende DALLO STUDENTE e dalla sua capacitá e applicatione alle materie, non dall’universita’ !!
    Non é giusto dire che un laureato al MIT é meglio di un laureato nella universitá Italiana con il peggiore ranking.

    Se siete competenti nella vostra materia e avete voglia di fare, andate semplicemente a lavorare in un sistema meritocratico (quello italiano direi proprio di no). Se dimostrate di essere capaci e in gamba (anche con esperienze lavorative positive), quasi nessuno fará distinzione se vi siete laureati con il massimo dei voti al MIT o alla piccola universitá Italiana.

  • Elisa

    Quoto in toto Elvis. Non ho mai capito come le fanno ste classifiche. Io ho avuto la grande fortuna di fare due scambi in due università straniere: una in Belgio e una alla tanto blasonata University of Melbourne (all’epoca mi pare quarta in una di queste fantomatiche classifiche). Risultato: pro e contro.

    Parlo di Melbourne che forse interessa di più. Esperienza bellissima, ho imparato a fare tesine (cosa che mi venuta molto utile in fase di tesi), a esprimere le mie idee davanti a molta gente (in inglese x di più) e a pensare con la mia testa. Però soprattutto perchè avevo una base culturale che mi aveva dato l’università italiana. I miei compagni australiani e internazionali erano a dir poco imbarazzanti in certi interventi: conoscenza teorica superficiale, non ho mai incontrato una mente brillante, forse un professore davvero in gamba e per il resto dei giovani con qualche anno + di me… C’è da dire che in Italia facevo la specialistica e qui potevo frequentare solo undergraduate, ma vi assicuro non c’era davvero paragone.

    Tra l’altro questa è un’idea condivisa dalla maggior parte dei miei amici internazionali: italiani, tedeschi, francesi. Chi era soddisfatto e molto veniva da Canada e Stati Uniti.

    Detto questo non escludete di fare l’università all’estero, ma magari rimanete in Europa (dove le tasse non sono impressionanti come in Australia, UK o US) e magari fatevi prima una bella triennale in una buona università italiana (e nonostante lo sfascio del sistema, ce n’è vi assicuro!).

    Un saluto,
    Elisa

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  • ale da TOKYO

    Ciao a tutti , io personalmente conosco solo L’Universita di Tokyo , dove avvolte mi reco per lavoro , be che dirvi…… un altro pianeta.

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  • ZiglioNZ
  • Liz

    Ahahah e certo, me la paghi te la retta in un’università estera? ;)

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