Dieci motivi per NON emigrare in Australia
Nell’interesse della par condicio così in voga in Italia, dopo avervi dato otto motivi per emigrare in Australia, ecco i miei dieci motivi per non emigrare in Australia!
È lontana. Non si scappa, di più lontana c’è solo la Nuova Zelanda. Per tornare in Italia ci vogliono minimo 36 ore da porta a porta.
La storia. Che non c’è. L’Australia ospita gli aborigeni, il popolo più longevo della Terra, che però non hanno creato città, monumenti, scrittura eccetera. La colonizzazione Britannica è vecchia di due secoli quindi l’impatto arrivando dall’Italia e dalla sua storia millenaria è veramente notevole.
Neve. Che, di nuovo, non c’è. A dir la verità c’è ma bisogna guidare minimo tre ore da Melbourne o Sydney, mentre non se ne parla dalle altre capitali. Le stazioni sciistiche della neve sono poi a bassa quota per cui la copertura nevosa è sempre una scommessa e le discese non sono impegnative. Per uno come il sottoscritto, cresciuto a 20 minuti dai campi nevosi delle Alpi, è dura…..
L’Australia è piatta. È il continente più piatto, la sua cima Coppi è il Monte Kosciuszko, quota 2.228 metri sul livello del mare. Se vi piace l’alpinismo, l’Australia proprio non fa per voi.
La dipendenza dall’automobile. A causa della dispersione delle città bisogna andare in macchina in pratica dappertutto. Questo crea sobborghi ai quali manca un’anima soprattutto quando si arriva da paesini italiani.
Il fuso orario. A seconda della stagione la differenza con l’Italia varia dalle 8 alle 10 ore. Questo causa difficoltà notevoli nel mantenere amicizie a distanza. In Australia siete stanchi e pronti ad andare a dormire mentre i vostri amici Italiani sono belli arzilli mentre fanno colazione. In genere poi vi perderete i grandi eventi sportivi perchè gli orari sono organizzati in modo da soddisfare i mercati europei e statunitensi.
Animali pericolosi. L’Australia è la patria di animali che vi possono uccidere senza problemi. Squali, serpenti, ragni, meduse, coccodrilli, goannas eccetera. La vita all’aria aperta è piena di potenziali pericoli però tranquillizzatevi, io in sei anni di Australia ho solo visto due serpenti e due goannas….
L’isolamento culturale. Quando emigrate in una città, ad esempio Melbourne, sarete al corrente di cosa succede a Melbourne ma non Sydney, Perth o Brisbane. I giornali e le stazioni televisive si occupano solo della città in cui trasmettono per cui non siete esposti a quello che succede nel resto dell’Australia.
Il mercato immobiliare. È uno dei più sopravvalutati al mondo e fa impallidire Milano e Roma per quello che riguarda l’abilità ad acquistare o affittare casa.
Il sole. È bellissimo e splende spessissimo ma brucia che è una meraviglia. Io scotto facilmente, 10 minuti d’estate all’aria aperta bastano a trasformarmi in aragosta e tutti in Australia usano ‘sunscreen’ 30+ per evitare danni di lungo termine.
Se questi motivi vi creano dubbi sull’emigrazione in Australia vi consiglierei di pensarci bene!
Per quel che mi riguarda questi dieci lati negativi non sono importanti tanto quanto i dieci lati positivi ed eccomi quà felice e contento!
Fatemi sapere cosa ne pensate!
Guida ‘Vivere e lavorare in Australia’
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Mi chiamo alessandro ho 35 anni,parlo abbastanza bene inglese e spagnolo;sono dive master(aiuto-istruttore sub)e mi piacerebbe lavorare nell’ambito del turismo subacqueo in australia.
Volevo sapere se c’erano possibilità di trovare impiego in questo campo e se il guadagno era sufficiente per trascorrere una vita tranquilla.
a me sembrano motivi per trasferirsi. non mi piace la neve, non scio, non mi brucio al sole (origijni meridionali), vivendo a Torino il mercato immobiliare fuori di testa già lo conosco, non mi interessa mantenere contatti. peccato per la dipendenza dall’auto, ma tanto è un aspetto che riguarda anche le grandi città italiane e Torino non è nemmeno grande…
devo solo trovare i soldi da investire in un corso di inglese e sperare che la concezione di “vecchio” in australia sia diversa…
11 motivo per non andare: ci vogliono minimo quei 500 euro del viaggio :S
Ciao Aldo, complimenti per il blog, lo leggo spesso perché anche io, come molti, sogno di visitare l’Australia un giorno (spero non lontano) e magari di restarci! L’inglese lo studio da quando ero piccola, quindi non ho grosse difficoltà, quello che mi manca è l’esperienza professionale (laureata in lingue ma con 2 anni di esperienza saltuaria in vari campi). Avrei una domanda: se io venissi in Australia per un mese col visto turistico, posso poi fare domanda per avere il visto working holiday mentre sono lì per rimanere altri 2-3 mesi?
Grazie,
Giulia
il visto working holiday dura un anno, non ‘sprecarlo’ usandone solo 2-3 mesi…
http://www.italiansinfuga.com/2008/11/09/visto-vacanza-lavoro-per-l%E2%80%99australia-%E2%80%93-parte-seconda/
In bocca la lupo
Aldo
Ma, seconde me hai tirato fuori solo gli effetti “soft”. Da “doppio emigrante, Australia + Giappone posso dire che il fuso orario a +10 e’ molto meglio del +7, dove puoi sentire la gente solo di sera perche’ anche se ti svegli alle 7 di mattina in Italia e’ gia’ mezzanotte! Meglio +10.
Ad ogni modo io avrei tirato fuori altri motivi, come ad esempio l’alcolismo dilagante, che ti rende molto spesso pericoloso incrociare australiani (anche solo il loro sguardo) al venerdi o al sabato sera.
Poi avrei parlato piu’ nel dettaglio della pochezza culturale, in Australia spesso come accennavi “manca un’anima”, ma non credo si sia capito molto cosa intendevi se uno non e’ stato li’.
Del mercato immobiliare e’ vero, paghi tanto e le case sono senza isolamento e senza infissi. Paradossalmente non so tu ma io soffrivo di piu’ il freddo a Brisbane dove si arriva a 10 gradi di minima d’inverno che a Venezia dove a volte si toccano i -10! Semplicemente perche’ nelle case non c’e’ il riscaldamento, non c’e’ isolamento… in Australia a volte sembra “fingano” che non faccia freddo!
Poi avrei parlato della mancanza di stile, gli Australiani non si sanno vestire (per alcuni magari questo e’ un pregio, poi dipende dai gusti) e sono un po’ “grezzi” a volte, diciamo.
Poi avrei parlato dei problemi di import su determinati alimenti, per cui se emigri in Australia non solo non trovi tanti prodotti al supermercato, ma non e’ neanche che puoi infilarti una sopressa in valigia perche’ quando solo ti avvicini ai customs ti hanno gia’ dato 87 anni di galera! Per dire, a me hanno fermato un barattolo di salsa rosa e a momenti mi danno 1000$ di multa. Ah, altro difetto: la maionese in Australia fa S C H I F O.
Altro “difetto”, poi chiudo: l’Australia e’ a misura di famiglia anglosassone. Per un italiano a volte e’ dura abituarsi a certi orari, tipo i centri commerciali che chiudono alle 17:30 o i camerieri che ti chiedono il “last order” alle 9 di sera. Poi mi infastidiva molto questa loro abitudine di stare a casa durante la settimana e di ammazzarsi di alcol nel weekend. Per dire, al mercoledi sera i pub in centro (CBD) a Brisbane (2 milioni di abitanti) sono vuoti, nel senso che non si trova un’anima, mentre al venerdi devi fare lo slalom tra le vomitate. Questo perche’, ripetiamolo, in Australia spesso vale l’equazione uscire=ubriacarsi. Il concetto di uscire a bere una birretta (UNA!) con gli amici e’ abbastanza estraneo alla popolazione aussie.
Obiettivamente comunque queste sono cose piu’ o meno minori, diciamo che i pro sono molto piu’ dei contro a mio avviso. Immagino la tua difficolta’, ho avuto di sicuro vita molto piu’ facile io coi 10 punti sul Giappone!
Un commento ad Anna, poi: origini meridionali non vuol dire niente. A Brisbane in inverno il livello degli UVA e’ +15 (massimo raggiunto in Sicilia in ESTATE, +13). Li’ il sole non e’ solo forte: manca lo strato d’ozono!
In 4 anni mi sono riempito di nei, e ho sempre usato la +30 o la +50. Vai vai senza protezione, con un terzo della popolazione australiana che ha il cancro alla pelle! XD
Ah, nota di colore. La mia ex siciliana che e’ scura da sembrar mulatta capelli neri etc. dopo una gita in barca ha perso la pelle della testa!
@albino: c’è da dire che la vita è diversa a Melbourne e Brisbane. Ad esmpio a Melbourne la questione degli orari anglosassoni non è così pesante: al ristorante tutti vanno alle 6, ma diciamo che la cucina la chiudono alle 10 in settimana (12/11 pm il weekend mi pare quando lavoravo in Lygon st.).
Son d’accordo con te sul fatto dell’alcolismo e anche della cultura. Ma su quest’ultimo punto mi rendo conto di quanto sia personale e forse meriterebbe un post a sé. Quanto allo stile, io non sono una che guardo ste cose, ma è davvero frustrante non trovare nulla di decente da mettersi
lo so che non son motivi validi per non emigrare, ma son cose a cui ci si deve abituare.
ps: anche io sono scura di pelle, ma in Australia senza crema è una bruciatura assicurata!
@albino
io sono arrivato in Australia a 32 anni dopo piu’ di un decennio in Inghilterra. Quindi non uscivo ed esco di sera come facevo quando di anni ne avevo venti, soprattutto ora che ho due figli….
Non sono quindi esposto a quello di cui tu parli che so che esiste in termini di alcol. L’unica nota positiva e’ che non bevono tanto quanto gli Inglesi.
Per quello che riguarda gli orari anglosassoni ormai ci ho fatto l’abitudine e devo dire che, essendo mattiniero, li preferisco ai mediterranei
Io sono chiaro di pelle e sono pure riuscito a scottarmi in inverno! D’estate si usa crema fattore 30+, cappello, non si sta al sole dall 11 alle 3. Il sole picchia proprio!
Ragazzi, io sono stato in Germania tre anni(1989-90-91). Da quello che ho letto concluderei che, la maggioranza di quelli che in UK o Australia bevono, hanno il ‘difetto’ di non sopportare l’alcool. E’ tutta lì la differenza. Io ho lavorato a monaco di Baviera e vi assicuro che con me in reparto c’era gente che sul lavoro in SIEMENS bevevano 5 bottiglie di birra da mezzo litro durante le otto ore, continuando a fare il loro lavoro (tolgo gli equivoci: le ditte te lo lasciano fare solo se appunto rendi ugualmente sul lavoro, se ti ubriachi, o meglio se non sopporti l’alcool, sei licenziato).
Allo stesso modo nel week-end si vedeva gente che nei pub alzava il gomito, ma per strada, a parte qualche rara eccezione, non c’erano ragazzi a vomitare o a tirarsi bottiglie rotte (come ho visto in dieci giorni di vacanza sia a Londra sia a Watford, paese dove pernottavo). L’eccezione va fatta durante l’oktoberfest, bè lì è un macello completo, anche se dopo tre volte che l’ho vissuta devo dire che la metà di quelli ubriachi era gente che non sopportava l’alcool.
Per concludere: chi sopporta l’alcool ha anche un ‘campanello biologico’ che gli dice quando deve fermarsi per non entrare nell’ubriacatura. Che poi il fegato dopo 20 anni o meno presenti il suo conto questo è un altro discorso…
Davvero in Inghilterra bevono di più??? Quindi è possibile bere di più??
Scherzo, esagero un pò, però è davvero un peccato che tutte (tutte!) le attività sociali che riguardano giovani (ma anche meno giovani) siano ridotte a bere fino a star male.
Quello che più mi sconvolge è che ho conosciuto tanti ragazzini (dai 15-16 in su) ubriacarsi coi genitori a Natale e le varie feste
@storiesandcolours.com non so se non reggono, ma bevono davvero uno sproposito e forse c’è chi regge di più e chi meno…
capperi, ci chiedi cosa ne pensiamo…se lo chiedi all’ente del turismo australiano te lo dice lui cosa ne pensa, magari ti da pure un brutto voto, nel caso che l’ente fosse un insegnante. Non so che dirti, a geografia andavo bene, quindi le distanze enormi le conosco, gli alligatori pure…ma , conosco un signore di firenze che abita a melborne, non mi ha mai detto di avere visto alligatori nei centri abitati… la neve? come si va in austria, o in svezia, si può benissimo andare in n. zelanda. La storia non è che manca, è solo giovane, ma gli austrialiani non hanno la mania di un passato che non c’è come hanno avuto gli americani e il neogotico, almeno dai miei libri di storia dell’arte, non è così omnipresente. Però ha pur sempre una storia sua …fatta di altre civiltà, che fanno parte del patrimonio di questo paese. Piatta…ora, non diciamolo così che poi quando interrogo i miei allievi si fanno idee sbagliate, è piatta all’interno, ma la costa ha subito catene montuose… naturalmente, trattandosi di un continente , almeno secondo alcuni, le proporzioni sono allargate, i concetti pure. Forse la tua era solo molta ironia…ihihihi, grazie cmq,. divertente.
Scusa ma non e’ proprio tutto vero
1) E’ vero e’ lontana ma le ore in aereo sono 22 con 1 scalo;
2) La storia c’e’ eccome, solo non e’ eurocentrica. L’Austalia e’ la prima terra emersa dalle acque, e gli aborigeni sono tra le popolazioni piu’ antiche sulla terra. L’unico motivo per cui non hanno lasciato palazzi e’ che la loro religione impedisce di interferire con la natura ma vuole che si viva in armonia.
3) La neve c’e', ma non si puo’ certo paragonare alle Alpi. Ma poi, e’ lo stesso per chi vive in Sardegna o in Sicilia! Nuova Zelanda e Giappone sono a un tiro di schioppo e hanno ottimi manti nevosi.
4) L’Austalia non e’ piatta, ci sono catene montuose (certo, non nel centro che e’ deserto) ma ci sono (ad esempio i Granpians nel Victoria o le Blue Mountains nel NSW).
5) La dipendenza dall’automobile – per i viaggi lunghi si va in aereo. In citta’ il servizio di trasporti pubblici e’ clamoroso.
6) Il fuso orario e’ quello che e’! In compenso si vedono a orari decenti tutti gli eventi sportivi che avvengono in questo emisfero!
7) Gli animali pericolosi ci sono eccome, ma i turisti che ci rimangono sono di solito quelli che non rispettano i cartelli di divieto.
9) e’ vero, le case costano parecchio. Ma il tenore di vita e’ elevatissimo, il tasso di disoccupazione molto basso. Ah, dimenticavo: l’Austalia e’ l’unico paese occidentale a non aver risentito della crisi economica!
10) E’ vero, il sole brucia. Per quel motivo qua tutti usano crema solare e cappello. Credimi: riparasi dal sole e’ molto piu’ semplice che proteggersi dall’inquinamento e dai rumori (qua praticamente inesistenti!)
I love Australia
Ciao a tutti! Ho appeno scoperto questo forum, in parte lo trovo veramente divertente.
È da anni che sogno di emigrare in Australia e ho anche fatto ricerche per un visto di lavoro, ma niente speranze. Dovrei pagare un mucchio di soldi e avere l’invito di un datore di lavoro.
Nn ci sn altre soluzioni? Vivo da anni a Vienna (passaporto austriaco), so il tedesco e l’inglese e sn laureata. È possibile che sia così difficile???
Ciao!
Nadia
Ciao a tutti, e’ da un po’ che vi leggo, e questa mattina ho deciso di condividere con voi la mia esperienza dell’emigrare in Australia..
prima di tutto devo sottolineare che, anche se preziose, le testimonianze di gente che e’ venuta qui anni fa non corrispondono piu’ alla realta’.
12 anni fa sono arrivata a Sydney col mio ragazzo (ora mio marito), coinvolta da subito in un business di import mi sono innamorata di questo posto, e del suo “take it easy style”, gli australiani erano persone fantastiche. Ho avuto un bambino qui, 11 anni fa, l’esperienza piu’ bella, un’incontro con la sanita’ australiana che mi ha lasciata senza parole, e mi ha fatto diventare sempre piu’ fan accanita di questo paese che sembrava non soffrire piu’ di tanto la lontananza dall’Europa, ma anzi, cercava di evitare certi “malfunzionamenti” delle civilta’ europee (vedi politica italiana o sanita’).
Sembrava andare tutto bene;
l’Australia e’ un paese fondato sulla multiculturalita’, sul rispetto dell’essere umano e della natura…
Nel momento in cui il dipartimento dell’immigrazione mi ha accettato la sponsorizzazione, felice come non mai, ho deciso di portare mio figlio in Italia, per farlo conoscere alla parentela. Nonostante avessi avvertito tutte le autorita’ competenti del nostro viaggio, fornendo date di partenza e di rientro ed indirizzi, al mio rientro ho trovato una brutta sorpresa, avrei dovuto rispondere ad una comunicazione entro 28 giorni, peccato che era stata spedita il giorno della nostra partenza, e che avevamo comunicato che saremmo rientrati dopo 30.
Anyway, ci hanno detto che dovevamo fare un’altra richiesta, ma dall’ambasciata australiana nel nostro paese (?) e quindi dopo 15 giorni siamo ripartiti per l’Italia, abbiamo chiuso la porta di casa e siamo partiti con poche cose, giusto il tempo burocratico……
dopo 7 mesi in Italia, ci hanno dato un penalty di tre anni.. il che significa che la nostra vita (4 anni) era rimasta dietro quella porta di casa chiusa e pagata..
Devastati abbiamo cercato di rimetterci in piedi, in Italia..
il nostro business era andato, gli sciacalli ci si erano tuffati, e tutta la nostra roba e’ stata messa in uno storage che abbiamo pagato ogni mese per anni…
Nel frattempo mio figlio e’ cresciuto, convinto di essere un italo-australiano, e dopo otto anni mi ha chiesto di poter tornare qui.
tramite letture varie di blogs siti internet e cosi’ via, un’agenzia di pratiche per l’immigrazione ci ha detto che potevamo ancora contare su un futuro qui, che le porte erano aperte a gente come noi, che genuinamente vuole trovare il suo spazio in un paese come questo…
lo student visa sembrava la chiave di tutto….
il compromesso sembrava questo:
1) ti fai accettare in un college (per stranieri)
2)e quindi prendi lo student visa,
3) prendi un diploma australiano in una delle occupazioni in richiesta qui, il corso deve essere di almeno 2 anni
4) dopo questi 2 anni prendi un graduate visa(18 mesi), che serve per arricchire la tua esperienza lavorativa o di studio
5) ti fai assestare da un’organo competente
6) ammucchi tutto cio’ ci metti un buon voto all’esame IELTS e richiedi la residenza
QUESTO VISTO PREVEDE IL PIU’ TOTALE AUTO-SOSTENTAMENTO ECONOMICO
quindi abbiamo fatto i nostri conti per benino prima di applicare:
1) sia mio marito che io possiamo lavorare solo 20 ore a settimana +
2) il college $ 25,000+
3) la scuola pubblica per mio figlio $5,000 l’anno (finche’ e’ primary)+
4) prima di atterrare devi avere una copertura medica privata, perche’ questo visto non prevede medicare.+
5) dare prova certa che stai portando soldi per sopravvivere da te (oltre le spese su citate)
Ci e’ sembrato ragionevole, e con molti sforzi, abbiamo raccimolato il necessario, abbiamo lasciato i nostri lavori e siamo ripartiti verso la nostra amata Australia.
L’Australia e’ cambiata… piu’ che altro l’atteggiamento degli australiani e’ totalmente diverso…
il take it easy e’ andato! qui a Sydney sono diventati frenetici e nervosi..
e mi dispiace dirlo, ma, anche la multiculturalita’ e’ andata dimenticata, il razzismo avanza.
Sono 2 anni che siamo qui, i soldi spesi sono $80,000,
il lavoro nel mio campo non si trova perche’ non vogliono student visa e soprattutto devi essere cittadino australiano, altrimenti non ti considerano proprio, a dispetto delle varie leggi/farsa tipo EEO o anti discrimination act.
e dulcis in fundo, cambiano le regole d’immigrazione ogni giorno,
adesso con il mio diploma ci posso fare un bel quadretto.
La cosa incredibile, e’ che se avete seguito le vicende politiche di qui, pare che l’immigrazione sia il problema N°1 di questo paese, a noi italiani fa sorridere questo, soprattutto se paragoniamo le percentuali.
Dilaga la paura dello straniero, e questo mi fa tanto male perche’ cancella tutto quello che ho trovato dodici anni fa. In questo modo, agevolano le persone che cercano di restare qui imbrogliando, matrimoni falsi o sponsorizzazioni pilotate in cambio di denaro, a scapito di chi come me, vorrebbe fare tutto per bene.
Mi dispiace essermi dilungata tanto e spero di non aver annoiato nessuno.
A me questo paese piace ancora tanto, e soprattutto, vorrei dare la possibilita’ a mio figlio di poter scegliere, ma cosi’ e’ dura!
qualcuno ha qualche suggerimento?
Ciao Vanessa, giuro che mentre leggevo questa e-mail mi stavo quasi sentendo male: la vostra storia potrebbe essere venduta come soggetto cinematografico ultradrammatico! Sembra di vedere un film di quelli dove i protagonisti sono degli italiani in Thailandia e si vedono messi in galera per traffico internazionale di droga (non vero) e dove l’ambasciata non può farci molto…
Comunque, a parte questo io esprimo la mia opinione: 1)certe comunicazioni l’autorità australiana doveva farle come minimo tramite ‘raccomandata’, e se non c’eravate questa si faceva prima i suoi 30 giorni di giacenza, e poi si vedeva. (se in Australia le giacenze sono di 10 giorni allora parliamo di aspetti da ‘stato di polizia’).
2) se l’autorità competente è così severa con queste tempistiche allora tanto vale che vi chiedeva di firmare ogni 30 giorni ai commissariati (come si fa in Italia per chi è agli arresti domiciliari, anche se in tal caso la firma è giornaliera). Perlomeno sapevate sin da subito che rischi si corrono.
In USA chi ha ottenuto la green card puà persino assentarsi dagli Usa per un anno di seguito!