Com’è il mondo del lavoro in Australia

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Il mondo del lavoro in Australia offre ottime opportunità a chi ha intenzione di emigrare dall’Italia a patto di adeguarsi alla flessibilità richiesta dal mercato.

Il lato più positivo del mondo lavorativo australiano riguarda la meritocrazia legata ai risultati. Se hai qualità, ti dai da fare e raggiungi risultati hai ottime possibilità di fare carriera.

A differenza di altre realtà lavorative dove l’appartenenza a certe famiglie o l’abilità nel gestire amicizie garantiscono il successo indipendentemente dall’abilità nel produrre risultati concreti, in Australia senza risultati si dura poco.

La brutalità nell’eliminare i punti deboli di un’organizzazione è incredibile per chi arriva dal più stabile mondo del lavoro europeo. Il modello australiano si avvicina molto a quello degli Stati Uniti e può essere difficile da gestire per chi vuole una vita tranquilla.

L’altra faccia della medaglia è che così come si perde il posto di lavoro più facilmente che in Europa, se ne trova un’altro altrettanto facilmente.

La mobilità degli impiegati è molto superiore all’Europa con un’enfasi più grande sull’avanzamento di carriera ed una lealtà al proprio datore di lavoro commensurata a quella ricevuta.

A far da sfondo a tutto ciò, l’economia australiana ha conosciuto una grandissima crescita negli ultimi quindici anni influenzata in modo notevole dal boom del settore minerario negli stati del Western Australia e Queensland in modo particolare. Ciò è conseguenza della crescita di nazioni come Cina ed India e del loro fabbisogno di materia prima che viene soddisfatto scavando enormi ‘buchi’ nella terra rossa dell’Outback. Fino a quando le nazioni emergenti avranno bisogno di minerali e carbone, l’Australia sarà in grado di approfittare di cosa Madre Natura offre.

Questo boom offre enormi opportunità a chi è disposto ad emigrare nel deserto, rinunciare alle comodità che si hanno nelle metropoli ma guadagnare cifre che sono impensabili per lo stesso tipo di lavoro, ad esempio camionista, nell’Australia ‘normale’.

La situazione è molto diversa dai primi anni 90 quando, come in tante altre nazioni sviluppate, il mercato del lavoro australiano si trovò a gestire una recessione che costò l’impiego a moltissimi lavoratori e causò difficoltà di primo impiego a tantissimi giovani.

Una conseguenza della recessione fu la crescita della flessibilità da parte della forza lavoro. Non esiste più il posto di lavoro a vita, come d’altronde in quasi tutte le economie di mercato; esiste il posto di lavoro fisso ma la realtà è che l’impiegato deve mantenersi aggiornato per far fronte a cambiamenti strutturali di industrie. Il settore manufatturiero,
in particolare, è stato colpito dalla competizione di nazioni a basso costo ed i sindacati stanno perdendo pian piano la loro capacità di influenzare la vita economica della nazione.

La flessibilità ha creato una nuova classe lavorativa che della flessibilità fa la propria forza. I ‘contractors’, lavoratori assunti con un contratto a tempo determinato, sono un gruppo che sta crescendo perchè spesso la paga è superiore a quella di un impiegato con un contratto a tempo indeterminato. In teoria la paga superiore dovrebbe equilibrare la mancanza di stabilità ma molti lavoratori danno più importanza ai dollari rispetto alla sicurezza del posto del lavoro perchè il mercato del lavoro odierno offre moltissime opportunità.

Come in tante nazioni sviluppate, tanti datori di lavoro hanno difficoltà a trovare cittadini della propria nazione disponibili a fare certi tipi di lavoro e l’Australia si trova nella posizione di cercare ‘skilled migrants’.

Esiste quindi un ramo del flusso migratorio dedicato in particolare a trovare stranieri disposti a fare il lavoro che gli Australiani, soprattutto più giovani, ritengono non adeguato alle proprie qualità….

La conoscenza della lingua è fondamentale per poter fare carriera. Ci sono moltissimi immigrati il cui Inglese è approssimativo e, benchè essi trovino comunque un lavoro, questo limita le loro possibilità di avanzamento indipendentemente dalle loro capacità nella loro lingua di origine. Consiglierei a tutti gli Italiani che hanno intenzione di emigrare in Australia di dedicarsi in primo luogo al miglioramento del loro Inglese.

Un luogo comune è che gli Australiani siano rilassati e, benchè ci sia un fondo di verità, ciò non si traduce in vita lavorativa rilassata.
Statistiche dimostrano, e la mia esperienza conferma, che gli Australiani lavorano più ore di molte nazioni sviluppate. Lo stereotipodell’Australiano che finisce alle quattro del pomeriggio per andare in spiaggia è un mito, non esiste.

Esiste invece una nazione cha lavora 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, con negozi chiusi solo a Natale e Venerdi Santo.

Secondo me, il mondo del lavoro australiano non è facile ma con la giusta mentalità può essere la soluzione alla crisi di identità lavorativa che molti Italiani, soprattutto più giovani, si trovano ad affrontare ogni giorno nel Bel Paese.

Guida ‘Vivere e lavorare in Australia’

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